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Nuovo Sindaco nuova vita? Ristrutturazione dello Sportello Unico, un unico Consorzio Industriale, potenziamento dei clusters esistenti, snellimento della burocrazia

Un pacchetto nutrito di promesse rivolte alle imprese dell’aquilano aveva contraddistinto la campagna elettorale dell’On. Massimo Cialente, oggi sindaco dell’Aquila. Prima delle elezioni, un confronto tra tutti i candidati presso la sede provinciale di Confindustria aveva posto loro questioni stringenti relative a: costi della politica, capacità e volontà degli Enti Locali di auto riformarsi per garantire i massimi livelli di efficienza e coerenza amministrativa; piena applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale (in ottemperanza alle regole comunitarie sulla libera concorrenza e all’efficienza dei servizi, alla richiesta di liberalizzazione economica in opposizione ai fenomeni di neo statalismo municipale che tanto frenano lo sviluppo economico e l’efficienza amministrativa); fiscalità locale e alleggerimento del carico fiscale sulle imprese; efficienza e costi dei servizi reali (energia, telecomunicazioni, informatizzazione, smaltimento  rifiuti, manutenzione  stradale,  trasporti  pubblici, mense, asili, infrastrutture…); programmazione delle opere infrastrutturali e logistiche, necessità di relazionarsi con le stesse Associazioni di rappresentanza del mondo produttivo e con le altre Istituzioni e, in particolare, con quelle della Ricerca e dell’Università; capacità di intercettare ed utilizzare al meglio le risorse aggiuntive nazionali e soprattutto comunitarie che in gran parte sfuggono alle amministrazioni, al contrario di quanto avviene in altri paesi europei; canalizzazione di progetti di marketing territoriale; semplificazione amministrativa e capacità di dare risposte rapide alle richieste delle imprese e dei cittadini..

In quel pomeriggio dello scorso 9 maggio, fu pure proposto un Patto per la Produttività tra amministrazioni, imprese e  sindacati che, a distanza di un mese dall’ingresso della nuova amministrazione, abbiamo ritenuto di dover verificare come esistente nell’agenda degli impegni politicamente assunti. Fare sistema per trovare quell’unità di intenti necessaria a costruire un progetto strategico di sviluppo orientato ad una economia moderna e competitiva, attrazione di nuovi investimenti sì da valorizzare i giovani ed i nuovi talenti, competitività dell’impresa quale vantaggio oggettivo da sostenere ed incrementare… restano voci un paradigma tutto da declinare. Dalle parole del nuovo Sindaco, vediamo quali sono le premesse.

Quattro binari sui quali pensa che dovrà correre la sua programmazione in tema di sviluppo e competitività delle imprese.

Sono totalmente concentrato su un obiettivo omnicomprensivo: lo sviluppo locale in base alle potenzialità e alle risorse specifiche del capoluogo. In questo concetto più ampio posso indicare i quattro binari: Università, da calibrare affinché le facoltà siano rispondenti alle esigenze del mondo del lavoro in generale e, in particolare, delle Pmi presenti sul territorio; cluster dell’elettronica; cluster del biochimico-farmaceutico; cluster del turismo. Credo che siano questi i  settori nei quali abbiamo maturato una storia ed un presente industriale che vanno sorretti e favoriti. In breve, punto sul miglioramento della qualità totale del capoluogo: dobbiamo attirare talenti ed essere pronti ad accoglierli con servizi esistenti e funzionanti.

Il manifatturiero che posto occupa? In dottrina si dibatte circa il suo futuro: parte lo ritiene un settore ancora molto vivo, parte una specie destinata all’estinzione.

Il ruolo è quello che saprà ritagliarsi: credo che il manifatturiero possa uscire dal mercato se non punta sulla qualità. E’ stato duramente colpito da una guerra combattuta sul ribasso del costo del lavoro: se raccoglie questo tipo di sfida non riuscirà a tenere una posizione ferma, se punterà sulla qualità, invece, resterà competitivo. Di per sé non è un settore nuovo, che insiste sulle scienze del futuro, come accade invece per le nonotecnologie, le applicazioni dell’elettronica eccetera, per cui deve innovarsi profondamente per assicurarsi una fetta di mercato.

Nello specifico, tra le competenze comunali, cosa ha individuato che può incidere subito e direttamente sulle imprese dell’Aquila?

Per prima cosa sto riorganizzando lo Sportello Unico: da ora in poi le imprese avranno una corsia di emergenza tutta per loro. Le pratiche saranno snellite e gli interlocutori competenti: ho già provveduto ad una ristrutturazione dell’organizzazione e previsto dei corsi di formazione per tutti i dirigenti comunali, non solo quelli dello Sportello. Poi, a proposito dei Consorzi Industriali, opererò una reductio ad unum: un solo Consorzio eviterà sprechi e diminuirà il peso della prassi burocratica.

Ha pensato di applicare all’amministrazione strumenti familiari all’attività imprenditoriale tipo il customer satisfaction,  le periodiche rilevazioni sui servizi erogati e sulla qualità percepita; la misurazione e il miglioramento continuo della qualità, la valutazione della dirigenza in base a obiettivi ed ai risultati conseguiti, il controllo di gestione come strumento per guidare le scelte, la misurazione periodica dei bisogni delle imprese…

Si, certo, sono pratiche che non solo conosco bene, ma che ho anche adottato in ospedale quando esercitavo la professione. È una cultura che mi appartiene da anni: ho già annunciato ai dirigenti un coinvolgimento ed una convergenza sugli obiettivi da parte di tutti i diversi livelli decisionali. Oggi siamo a due anni per una licenza edilizia, ci posizioneremo sui sessanta giorni circa, abbiamo assessorati privi di processi lineari che, quindi, non sanno dare soluzioni facili, viviamo disservizi e anomalie che ho già individuato in questi pochi giorni.

Insomma, mi sento di rassicurare le imprese:  le loro esigenze saranno accolte e soddisfatte, a patto di una comunicazione diretta e mirata.

 

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