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NUOVA LINFA PER L’IMPRENDITORIA DELLA PROVINCIA DALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA UN’ACCORDO SUGLI INTENTI

Sarà istituito prossimamente un organismo destinato a fungere da tramite tra i titolari della funzione amministrativa del Governo Regionale e gli imprenditori, che con essi devono quotidianamente misurarsi per la gestione della propria azienda. In pratica, lo scopo è quello di offrire a tutte le istituzioni e gli enti pubblici un’attività continua di consulenza e di assistenza, attraverso la quale creare un rapporto diretto e funzionale con gli operatori del mondo economico.

Così è stato deciso al primo tavolo di concertazione permanente al quale si sono sedute Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, Confapi, Associazione Provinciale Costruttori edili, CNA e Confesercenti.

L’oggetto del dibattito è sempre lo stesso, come spingere l’imprenditoria abruzzese fuori dalla stasi nella quale giace e, soprattutto, come riaccenderne lo sviluppo nella Provincia.

Tra i punti nodali è il rapporto con l’apparato amministrativo-burocratico che, qualora fosse poco snello, rischierebbe di frenare l’attività dell’imprenditore. E uno dei compiti del neo costituito organismo, infatti, è proprio quello di offrire un servizio continuo, attraverso un’azione di supporto, esplicativa ed interpretativa di ciascuna questione, diretto a favorire il contatto e l’intesa tra gli enti e/o istituzioni locali e gli imprenditori.

Ma l’argomento centrale, e che suscita le maggiori perplessità, è l’accesso al credito. Per le indagini sull’argomento, all’organismo si affiancherà un gruppo di lavoro costituito dai tecnici delle varie associazioni che, di volta in volta, offriranno uno studio organico sulle singole problematiche relative a tutti i comparti dell’economia, senza discriminazione per categoria o per appartenenza politica.

Oggi come non mai, la piccola e media impresa ha bisogno di agevolazioni al credito, quali unici strumenti che possono consentire di affrontare il difficile momento del distacco dai fondi strutturali e dagli interventi straordinari ed ordinari dello Stato (v. a pag. 3). Sappiamo che nel ’96, in Abruzzo, il costo del denaro è stato pari al 13,6%, un indice più vicino a quello dell’Italia meridionale che a quello dell’Italia centrale: per ogni cento lire prese in banca, gli operatori abruzzesi hanno dovuto pagare due lire in più di costo rispetto all’Italiano medio, tre lire in più rispetto ai settentrionali. In particolare in provincia dell’Aquila, il denaro costa circa una lira in più rispetto al costo dello stesso denaro in provincia di Pescara.

E su questo rifletterà il nuovo organismo, con l’intento dichiarato di impegnarsi per superare lo storico squilibrio tra l’area montana e quella costiera nonché, se dovesse essere necessario per imprimere una forza nuova all’attività della nostra Provincia, di riservarsi la possibilità di scendere in competizione con le altre città d’Abruzzo. Emerge, dunque, la necessità di creare una sorta di osservatorio ravvicinato dal quale scrutare ed analizzare le singole realtà di tutti i settori produttivi della provincia dell’Aquila, osservatorio in grado di rilevare e promuovere esigenze ed aspettative, e combattere per esse presso il Governo locale.

Alla luce di questi intenti, le organizzazioni imprenditoriali della Provincia tenteranno di individuare e, quindi, di attivare, indirizzare e canalizzare tutte le sinergie necessarie per avviare la ripresa dello sviluppo della Provincia.

 

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