Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'Aquila“Non bastano gli incentivi statali per lo sviluppo. Ci vuole anche un piano di marketing territoriale”. E così la nuova Presidente della Provincia dell’Aquila con un bando decide di avviarne uno

“Non bastano gli incentivi statali per lo sviluppo. Ci vuole anche un piano di marketing territoriale”. E così la nuova Presidente della Provincia dell’Aquila con un bando decide di avviarne uno

Lei dice spesso che farà tutto il possibile perché L’Aquila torni a godere della deroga all’87.3c. Evidentemente crede che sia una strada realmente percorribile: quali sono i presupposti?

Personalmente ritengo che quella dell’87.3c, ovvero degli incentivi statali, rappresenti un’opportunità importante soprattutto per le aree depresse. Tuttavia credo che sia una strada ormai pregiudicata e sulla quale in Regione è sceso il più assoluto silenzio. L’attuale giunta regionale ha più volto ribadito la sua volontà di rivedere la “zonizzazione”, cioè l’individuazione delle aree che possono beneficiare della deroga ai sussidi, ma le dichiarazioni non sono state poi suffragate da risultati concreti.

Questa non è la sola mancanza grave. Credo che lo sbaglio più grande sia stato di aver ritenuto gli incentivi statali una discriminante per lo sviluppo industriale e per competere territorialmente. La sfida da vincere in futuro sarà far tornare le grandi imprese nel nostra provincia attraverso un’adeguata politica di marketing territoriale e promuovendo efficaci misure di sviluppo produttivo, anche attraverso l’elaborazione di un programma in grado di innovare l’economia locale. In questo, credo che un ruolo fondamentale deve essere assunto dalla Regione Abruzzo, che attraverso lo strumento legislativo, deve essere in grado di equiparare le aree interne a quelle più sviluppate, assicurando a tutti gli imprenditori uguali condizioni di intervento ed identiche opportunità di crescita produttiva ed occupazionale.

Polo elettronico: lei pensa di rilanciare l’elettronica all’Aquila facendone un centro di eccellenza. Visto che ci troviamo di fronte ad una crisi internazionale del comparto come pensa di fare? Mi descriva come intende agire, attraverso quali tappe.

Lo sviluppo dell’elettronica e delle telecomunicazioni rappresentano un settore strategico, su cui puntare per lo sviluppo futuro.

E’ vero che attualmente il settore è in crisi, ma questo non impedisce ad alcune realtà europee, come ad esempio la Germania, di avere migliaia di addetti nel settore manifatturiero.

Sulla base di simili esempi la provincia può e deve continuare a stimolare il governo nazionale e regionale, responsabili della politica industriale, a rilanciare il comparto delle telecomunicazioni.

Per quanto concerne la nostra realtà sono convinta che mettendo in rete le aziende della nostra provincia , con i poli elettronici di Chieti e Rieti si possano creare nuovamente le condizioni per rilanciare una seria politica delle telecomunicazioni, attraverso la costituzione di un Comitato per l’elettronica, tra le tre province del centro Italia, di cui L’Aquila costituisca la punta di diamante.

A livello nazionale si sta costituendo un Comitato ministeriale. Sarebbe opportuno che L’Aquila anticipasse i tempi per dare un segnale forte al governo e per accreditarci come interlocutori privilegiati per il rilancio di un settore, ritenuto strategico.

Ha valutato la possibilità di una riconversione del polo elettronico?

La riconversione del polo elettronico, in realtà è stata fatta, in maniera silenziosa. Mi riferisco al passaggio dal settore manifatturiero ai servizi di ricerca, a cui abbiamo assistito in questi anni. Oggi quello che era il polo elettronico si presenta come un cumulo di macerie. Molte delle imprese che si sono insediate di recente non hanno nulla a che vedere con la vocazione elettronica del polo, né hanno portato valore aggiunto in termini di sviluppo o effettive ricadute occupazionali. E’ chiaro che in futuro molte delle scelte fin qui fatte senza un minimo di programmazione , ma dettate solo dall’improvvisazione, dovranno essere riviste.

Che futuro vede per la città? Ha stilato un progetto di sviluppo per L’Aquila? Sarebbe il primo.

Recentemente ho presentato in Consiglio il mio programma di governo, il cui denominatore comune è proprio il rilancio del territorio, di tutto il territorio, sotto il profilo economico, produttivo e sociale. In questo contesto per l’Aquila ho elaborato una serie di proposte molto forti. Penso in primo luogo ad un forte legame con Roma, con cui vanno intensificati non solo i collegamenti infrastrutturali, ma anche i rapporti economici e culturali, sfruttando le tante idee comuni che ci uniscono. Poi va rivalutato il ruolo istituzionale del capoluogo di regione, con tutto ciò che questo comporta e inoltre va rilanciata l’idea di L’Aquila come città culturale. Penso alla creazione di un polo culturale, attraverso il quale mettere in rete l’enorme offerta che caratterizza la nostra città, senza dimenticare il ruolo dell’Università, dei centri di ricerca e di formazione che, messi in collegamento, possano essere in grado di migliorare la qualità dell’offerta formativa, che risponda alle reali esigenze del mercato del lavoro.

Ma è chiaro che per mettere in moto tutto ciò, per stilare un progetto di sviluppo vanno messe in campo più forze, va cercata una sinergia, un’intesa con la Regione e il  Comune, va messo in campo un progetto collettivo, di cui la Provincia può e deve svolgere un ruolo di coordinamneto politico.

Cosa pensa del marketing territoriale che sta facendo la Regione Abruzzo? La Provincia non è intervenuta in quel piano o mi sbaglio?

La provincia dell’Aquila ha formulato di recente un bando per reclutare degli esperti in crisi aziendali e marketing territoriali. Lo scopo è quello di dotarsi di esperti in materia, per elaborare un piano di marketing territoriale, che metta in evidenza le risorse della nostro territorio, analizzando i modelli di sviluppo industriale compatibili con le caratteristiche socio economiche del territorio.

 

Print Friendly, PDF & Email

Condividi