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Niko Romito: quando la strada del successo parte da Rivisondoli

Sono in una struttura enorme, da solo, bloccato da un metro di neve e aspetto che mi vengano a prendere”. Mi preoccupo. “No, no, è tutto a posto, solo che non mi posso muovere e il telefono prende male”. Pausa. “E’ bellissimo!” Poi, mentre la voce va e viene: “Ti posso chiamare dopo, appena torno giù?” “Certo”. E scompare. Due giorni dopo è a Milano, mentre ancora sui media rimbalzano gli allarmi e le foto di un’Italia paralizzata dalla bufera polare, a un convegno*.

 

Niko Romito, notissimo chef del Reale (che da Rivisondoli si è appena trasferito a Castel di Sangro), è così. Uno capace di trasformare in opportunità quello che per altri sarebbe un fastidioso inconveniente. Uno che si ferma a guardare quello che ha intorno, pronto a lasciarsi stupire, ma che un attimo dopo è già altrove, consapevole che il dinamismo è essenziale per un imprenditore. Innamorato della sua terra, cittadino del mondo.

 

Devo la mia fortuna alla qualità dei prodotti abruzzesi, quindi ai fornitori, alla piccola e onesta schiera di contadini, pastori e pescatori che lavorano con serietà e passione in un territorio incontaminato. Il segreto è scegliere con cura e competenza le materie prime e poi, in cucina, sperimentare con le tecniche più moderne (mai improvvisare!). Noi non inseguiamo gli effetti speciali, puntiamo a recuperare ed esaltare l’essenzialità degli ingredienti tipici locali, magari con abbinamenti innovativi o nuovi equilibri di sapori.

Nel 2007 i giovani imprenditori ti vollero “personaggio dell’anno”. Da allora hai collezionato premi e riconoscimenti internazionali e sei diventato uno dei più quotati interpreti dell’alta cucina italiana. Hai recitato con George Clooney in The American e cucinato per Michelle Obama al G8. Sei l’unico ristoratore abruzzese ad avere due stelle Michelin e ti si considera generalmente come l’esempio più eclatante di eccellenza delle aree interne. Come ci si sente a non aver ancora quarant’anni ed essere già testimonial della propria regione nel mondo?

Ne sono orgoglioso. L’Abruzzo è una terra splendida e i suoi abitanti sono fieri e laboriosi. Lo abbiamo dimostrato in passato, quando siamo stati la prima regione del Sud ad uscire dall’Obiettivo 1 della UE, e poi con la compostezza della nostra gente dopo la tragedia del terremoto. Ora, con la crisi industriale in atto, ci attende una nuova missione: valorizzare l’Abruzzo come meta del nuovo turismo enogastronomico di qualità. Ne abbiamo tutti i requisiti, dal contesto ambientale ai prodotti agroalimentari di alta qualità e tradizione.

Le cronache narrano che fu un evento luttuoso, la morte di tuo padre, a lanciarti nella ristorazione, costringendoti a lasciare gli studi di Economia per occuparti dell’azienda di famiglia.

La passione per la cucina è nel mio DNA, come quella per le mie montagne. Non so se sono un talento naturale, ma ho studiato per fare quello che faccio. Non consiglierei a un giovane di intraprendere un mestiere che non ama solo perché ha studiato per farlo, ma altrettanto lo scoraggerei dall’intraprendere un’attività senza preparazione. La professionalità è importante tanto quanto la passione, in ogni campo. Per questo oggi dedico molte energie alla scuola di alta cucina che stiamo avviando a Castel di Sangro. C’era un monastero cinquecentesco, il convento di Casadonna, che abbiamo acquistato per trasferirci il Reale, che doveva ampliarsi. Lo abbiamo ristrutturato secondo un design essenziale e moderno. E’ a 16 km da Rivisondoli, il paesaggio è mozzafiato e quindi avevamo già previsto di riservare alcune camere – poche – all’accoglienza dei turisti. Abbiamo anche voluto un vigneto, un orto, un frutteto e un alveare nel quale puntiamo a creare un blend di miele d’altura tutto abruzzese. Un’ala dell’edificio, però, quella accanto alle cucine del Reale, l’abbiamo riservata per un esperimento unico in Italia: un laboratorio/centro di alta formazione gastronomica. Si chiamerà “Formazione Niko Romito” e aprirà a maggio. E’ stata accreditata dalla Regione ed abbiamo una convenzione di 3 anni con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la più importante del settore. Più che una scuola tecnica, sarà un laboratorio attivo che interagisce con la cucina adiacente, con il lavoro quotidiano del ristorante, costituendo un cantiere di prove, di sviluppi, varianti e variazioni. Un luogo dove formare professionisti ma anche organizzare corsi amatoriali di cucina e laboratori di degustazione. Vogliamo attirare e formare in Abruzzo giovani aspiranti chef professionali o dilettanti appassionati, aiutandoli a conoscere le bellezze spesso nascoste del nostro territorio, le risorse agroalimentari locali, i nostri produttori… Insomma, vogliamo contagiarli con l’amore per la nostra terra, sperando di creare un circolo virtuoso che potrebbe coinvolgere tutta la filiera agro-alimentare e turistica della regione.

 

*P.S. Si trattava di “Identità golose”, il più importante congresso di cucina europeo, e Niko, che non era stato avvertito, è stato premiato come migliore chef italiano.

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