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Nicola Perone

Nel giardino della sua casa di Pianella scorgeva la “Bella addormentata” e ancora oggi, dall’America lontana, il suo pensiero corre a quel profilo sinuoso. È nato e cresciuto a Pianella, infatti, Nicola Perone, uno dei più apprezzati ginecologi degli Usa.

Nato nel 1940, Perone si laurea alla facoltà di Medicina della Sapienza di Roma e nel 1970 si reca in Texas per ampliare i suoi orizzonti e perfezionare la specializzazione in Medicina.

Ha inizio in quel momento una carriera in continua ascesa, fra cattedre universitarie e cariche di prestigio nelle cliniche texane, di un ginecologo un po’ inventore, dall’ingegno acuto e sempre in fermento. Nicola Perone, grazie alla sua lunga esperienza nelle complicazioni del parto, ha pensato e realizzato un forcipe elettronico. Sembra una contraddizione in termini, associare la tecnologia elettronica più avanzata ad uno strumento che non ha praticamente subito alcuna variazione, da quando fu inventato nel 1600. Il dispositivo realizzato da Perone consiste in «un forcipe con controlli automatici elettronici ed un computer portatile, collegato ad un ricevitore. È praticamente identico a quelli attualmente in uso, ma con delle modifiche quasi impercettibili ai manici, nei quali sono stati inseriti meccanismi elettronici miniaturizzati» come illustra lui stesso. Questo brevetto ha posto così fine a due gravi rischi connessi all’uso del forcipe: in primo luogo, ha permesso di misurare la trazione esercitata dal forcipe sul feto, evitando così il concreto pericolo di lesioni, in secondo luogo ha offerto al personale ostetrico dei dati certi cui appellarsi in caso di processo legale per danni neurologici, in quanto documenta l’evolversi del parto e l’operato delle professionalità sanitarie. «Il mio forcipe elettronico misura, in tempo reale, la trazione esercitata sul feto durante il parto strumentale – spiega Perone – avvisa il medico con un apposito sistema d’allarme, e qualora questa superi i limiti di sicurezza, trasmette al computer i dati relativi per consentirne la registrazione e la compilazione di un tracciato da inserire nella cartella clinica».

Il brevetto del forcipe elettronico non è però l’unico a essere stato depositato dall’ingegnoso abruzzese, in quanto Perone ha ideato anche un sistema per il calcolo manuale della data del parto. Il calcolo si basa su parametri biometrici rilevati sonograficamente.

Quando non è in clinica, Perone si dedica, per così dire, alle arti liberali, come la pittura, la scultura, la fotografia e la musica, e questa informazione contribuisce a darci l’idea di un uomo dall’ingegno poliedrico e mai sazio.

Ci piace pensare Nicola Perone come un inventore in camice bianco, concentrato fra bisturi e bulloni, con i piedi in America e la testa in Abruzzo, un congegno sincronizzato di pensieri e azioni in moto perpetuo.

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