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News del Comitato Piccola e Media Industria di Confindustria L’Aquila

La Fira arranca: pratiche bloccate e investimenti di là da venire

La nuova direzione non riesce a riavviare la Finanziaria regionale

Moroni: “prometto un confronto pubblico con gli imprenditori”

«La Fira cambierà nome, funzione sociale, dirigenti e saranno introdotti meccanismi che evitino la riproposizione di questi guai», fu spiegato ai giornalisti incontrati a margine della riunione straordinaria di Giunta, convocata a Pescara per affrontare tutti gli aspetti connessi alla bufera giudiziaria che coinvolse la Finanziaria regionale qualche tempo fa. Dunque fu costituita «una task force d’emergenza» e partì l’operazione di «radicale trasformazione».
Quello che ad oggi viene percepito dagli imprenditori è uno stato di completo immobilismo: le pratiche giacciono, i finanziamenti pure e di investimenti da parte delle aziende non v’è traccia. In più, tutto il personale oggi alle dipendenze della Fira è assolutamente esagerato e anche su questi costi sarebbe il caso di intervenire con una netta riduzione.

“Non è assolutamente vero che le pratiche sono ferme” – tuona Alfredo Moroni dall’Assessorato alle Attività Produttive – “è un’illazione. Certo è che appena si è insediata la nuova Direzione di problemi ce ne sono stati molti, nei nostri uffici c’erano tutti i giorni gli ispettori ed i controlli erano quotidiani, per cui molto tempo se ne è andato per fornire informazioni e materiale agli organi di controllo. Ma terminata quella fase i nostri uffici hanno ripreso a funzionare a pieno ritmo. Secondo me il problema è un altro: gli imprenditori non hanno ancora imparato a redigere per bene i progetti, per cui la mortalità degli stessi è altissima. Non vengono rispettati i termini, le modalità di spesa e altre innumerevoli formalità”.

Non ha pensato a come poter risolvere il problema della mortalità dei progetti? Se l’ostacolo sta in una scarsa conoscenza o capacità, sarebbe comunque bene intervenire: addossare la responsabilità l’uno all’altro non aiuta ad andare avanti ed il problema resta dov’è, con il malcontento di tutti.

La Regione non può prevedere un controllo preventivo o una consulenza sulla redazione dei progetti perché commetterebbe un’azione di turbativa. Secondo me l’unica cosa che può fare, e che sta organizzando, è un’attività di informazione diretta agli imprenditori che faccia aumentare la soglia della conoscenza e li renda maggiormente informati su come redigere un progetto.

Forse il ruolo dell’Università potrebbe essere importante: si potrebbero prevedere un team di esperti ipotizzato a due livelli, uno con maggior caratterizzazione scientifica e tecnologica, l’altro con alta formazione nel campo delle scienze economiche.

Anche questa è un’idea, ma bisogna ragionarci su tutti insieme. Da parte mia mi impegno, e lo desidero fortemente, ad un incontro pubblico con gli imprenditori affinché si faccia chiarezza su quali sono i progetti che ritengono siano indebitamente bloccati. A me pare che ci sia una mancanza di comunicazione che complica il rapporto e nulla più. Quando volete sono disponibile.

 

 

 

I Confidi del settore Industria sono fortemente sottocapitalizzati:

urge un innalzamento del finanziamento ad oggi drasticamente ridotto

 

In base all’accordo di Basilea 2 recentemente entrato in vigore, c’è da ricordare che le aziende sono ormai sottoposte ad una metodologia di valutazione del merito creditizio basata sul rating. E qui si innesta il discorso sulla adeguatezza, ai fini della mitigazione del rischio, di garanti e garanzie tra le quali rientrano anche le garanzie che i Confidi sono in grado di rilasciare. I Confidi per essere considerati garanti affidabili devono agire per conseguire un forte rafforzamento dei propri fondi di garanzia  in modo da  innalzare il loro livello di solvibilità  trasferendo questo vantaggio direttamente alle imprese affidate. Considerando sia questa priorità che le normali esigenze  di operatività, è  necessario che i fondi di garanzia  gestiti  dai  Confidi  industriali  ricevano  contributi  adeguati.  Al riguardo, nonostante in questi ultimi anni le associazioni di categoria del settore abbiano reiteratamente sensibilizzato sul tema la Regione Abruzzo, la risposta non è stata soddisfacente soprattutto se ci riferiamo all’ultima Finanziaria regionale. Per ricapitolare gli stanziamenti di quest’ultimo quinquennio a favore della l.r. 59/80 e successive modificazioni ex l.r.53/99 sono stati di Euro 1.035.000,00 per il 2004, Euro 1.000.000,00 per il 2005, Euro 1.500.000,00 per il 2006, Euro 1.800.000,00 per il 2007, Euro 400.000,00 per il 2008. Dato quest’ultimo veramente esiguo che risulta  del tutto inadeguato rispetto alle esigenze della molteplicità dei confidi industriali beneficiari che non solo non permetterà assolutamente di patrimonializzarsi ma costringerà i confidi di tale settore ad operare nell’attività ordinaria con estrema circospezione per evitare qualsiasi tipo di  sofferenza.

Le richieste formulate ufficialmente da Confindustria L’Aquila (Adeguamento dei Fondi di Garanzia e Stanziamento dei contributi alle spese di gestione) appaiono urgenti. In futuro tuttavia ribadiamo che si debba porre mano alla disciplina dei contributi ai fondi di garanzia nel suo complesso in quanto appare anacronistica la suddivisione dei contributi tra confidi a seconda del settore di appartenenza che si presta comunque a sperequazioni. Dato che i problemi delle piccole imprese siano esse industriali, artigiane o commerciali non sono difformi sarebbe opportuno pensare ad un’unica legge quadro valida per tutte le categorie produttive senza creare “aree di privilegio”.

 

 

 

 

 

 

Il bando per le mense scolastiche della provincia dell’Aquila:

il Sindaco Cialente promette “giustizia” per le aziende dell’Aquilano

ma poi dichiara di non avere alcun potere per l’efficienza dell’Ammistrazione Comunale

 

Circa venti giorni fa, Confindustria L’Aquila aveva segnalato al Sindaco On. Cialente, che il bando di gara pubblicato lo scorso giugno per l’appalto delle mense scolastiche dell’Aquila e provincia risulta inconguente nella forma e nel contenuto. Una serie di contraddizioni e di strane condizioni, infatti, impedisce che un servizio così delicato possa essere aggiudicato al migliore e, fatto gravissimo, immotivatamente esclude di netto la partecipazione delle Pmi locali. I requisiti richiesti nei capitolati sono tali da consentire l’ingresso in gara alle sole aziende nazionali, con evidente nocumento per le imprese del territorio e per la comunità stessa. Inutile citare i Sentieri del vino, dell’olio, del formaggio e tutte le altre centinaia di manifestazioni di prodotti tipici, e le altre centinaia ancora di sagre che il Comune stesso annualmente finanzia con una considerevole voce di spesa… qualora qualcuno avesse dimenticato che l’agroalimentare è una delle eccellenze del capoluogo. Evidentemente ci piace spendere l’immagine di città del gusto ma  poi preferiamo andare a mangiare fuori…

In una conversazione informale il Sindaco aveva rassicurato gli imprenditori su un personale interessamento circa la vicenda: giusto il tempo di vedere “le carte” e si sarebbero rivisti.

Dunque, all’incontro con il Direttore Antonio Cappelli e il Presidente del Comitato Pmi Modesto Lolli, il Primo cittadino ha dichiarato che “anche loro (alcuni funzionari dell’Amministrazione Comunale ndr) avevano rilevato un certo numero di incongruenze nonché di inesattezze, tuttavia adesso il bando è stato pubblicato, e non possono fare nulla. L’unica soluzione è un ricorso da parte delle imprese”.

Lo sgomento ci impedisce di fare qualsiasi considerazione, stanti le disposizioni circa l’istituto della Revoca, la responsabilità personale del dirigente che firma il procedimento, l’efficacia ed efficienza della P.A., i provvedimenti a carico del personale dirigente.

Quali saranno le reazioni e gli intendimenti degli Industriali saranno resi noti più avanti.

 

 

 

 

Qualche chiarimento sulla deroga all’87.3.c:

i fondi ci sono, servono i progetti

La battaglia perché L’Aquila venisse ricompressa nella Deroga all’87.3.c è stata condotta da Confindustria L’Aquila per anni, a tutti i livelli, politici e istituzionali. Ora i crediti di imposta sono “tornati” sul nostro territorio ed è opportuno farne l’uso migliore.

Intanto è bene tranquillizzare gli animi: i fondi per il 2008 ci sono ed i progetti andavano presentati entro il 2 giugno scorso.

Quanto al fatto, da alcuni lamentato, che le pratiche sono ferme e che l’accesso al credito è diventato impossibile bisogna far luce su due aspetti.

Nella precedente legislazione il credito di imposta era automatico, cioè era sufficiente redigere “giusta” domanda, con le disposizioni Visco, invece, le regole sono cambiate: si deposita domanda, l’agenzia delle Entrate la vaglia e poi dà risposta positiva o negativa, quindi “accredita” l’incentivo.

In più, circa il fatto che nel progetto bisogna allegare alcune ricevute delle spese sostenute per l’avvio dell’investimento, va rilevato che si tratta di una indicazione errata: nessuna prova di avvenuto investimento va allegata. E’ vero che, in generale, il legislatore ha cambiato indirizzo,e tende a “garantire” i fondi da qualsiasi comportamento proditoriamente teso a simulare o creare ad hoc investimenti che si rivelino poi sconsiderati. La logica, in parole povere, avrebbe potuto essere quella per la quale i fondi debbano essere assegnati a chi veramente intende fare un investimento che stima economicamente fruttuoso e vantaggioso e non a chi mira solo ad accaparrarsi i fondi. Sistema che l’Abruzzo ha già collaudato e verificato in tutta la sua inefficacia.

Da ultimo, potrebbe anche verificarsi che le domande siano troppe rispetto alla disponibilità dei fondi ma, stando a quanto sopra, l’imprenditore perderebbe un’agevolazione ma non l’interesse economico all’investimento, ragion per cui non subisce alcun danno.

Insomma, non si deve progettare più in misura e in funzione delle agevolazioni, ma al contrario: chi crede in un investimento lo fa a prescindere, se poi riceve anche un aiuto ben venga.

Dunque, lo spirito del legislatore è chiaro: basta assistenzialismo.

 

 

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