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Nel Nucleo Industriale di Bazzano manca anche l’ADSL! E 12 milioni di euro potrebbero servire per cablare l’Abruzzo e il Molise ma non L’Aquila. Rifletta la regione Abruzzo e curi i nostri interessi

12 milioni di euro per la banda larga. 8 milioni per l’Abruzzo ed il Molise di provenienza Cipe, 4 milioni per il solo Abruzzo decisi con l’ultimo Docup ancora in essere. E nel Nucleo Industriale di Bazzano (L’Aquila), la banda larga non c’è, cioè non c’è il comunissimo, quanto diffuso nelle case di tutti, ADSL: chi vuole lavorare con Internet, e non v’è chi non lo faccia, deve provvedere per fatti propri, adattandosi con l’HDSL, con costi altissimi di canone nonché di affitto delle strutture, dal momento che sono necessari degli apparati specifici che solo Telecom è in grado di fornire. Il vecchio modem da 40 euro, quello che abbiamo tutti, qui non trova asilo, non è ancora abbastanza vecchio, e ci vogliono, invece, un router da circa 1300 euro e un canone fisso mensile di circa 50.

Il Nucleo Industriale dell’Aquila ha un Consiglio di Amministrazione nuovo, con un Presidente altrettanto nuovo, che ancora non si orienta nel mare magnum dei problemi propri e del Nucleo, e la Regione Abruzzo … si sta attrezzando. Si, perché per fare ordine tra le cose ereditate dalla precedente Giunta ci vuole tanta buona volontà, ma anche un po’ di mestiere.  I 12 milioni di euro di cui sopra, infatti, sono il lotto 7 allegato C di Programma di infrastrutture in fibra ottica previsto per il lotto Abruzzo e Molise:  fondi Cipe decisi e stanziati di intesa tra Ministero delle Comunicazioni – che ha agito per il tramite di Infratel,  società collegata di Sviluppo Italia , e Regione Abruzzo-Giunta Pace, secondo un Protocollo di Intesa nel quale quest’ultima ha indicato le priorità di intervento. La gara è stata esperita (si chiuse in aprile di quest’anno), l’appalto aggiudicato (correva lo scorso agosto). Per l’Abruzzo i lavori saranno eseguiti da CEIT COSTRUZIONI di Sambuceto.

Ebbene, tutto poteva far ben sperare che la larga banda sarebbe arrivata in quel di Bazzano, ma qualcosa fa pensare che così non sarà, a meno di qualche mirata e decisa presa di posizione da parte di chi ha voce in capitolo: l’Assessorato alle Attività Produttive in primis.

Da vicino. Allo stato dell’arte solo il primo lotto è stato assegnato da Infratel a Ceit per l’inizio dei lavori, e si tratta del lotto ricadente sui comuni di Chieti. “Non sappiamo quale sarà il secondo lotto – dice l’ingegner Vitullo di Ceit  – anche perché abbiamo or ora ultimato le procedure per far partire i lavori su Chieti. Ancora dobbiamo cominciare gli scavi, certo non ci stiamo interrogando sui lavori futuri, anche perché ci vengono semplicemente comunicati da Infratel. Noi ci limitiamo ad eseguire. A Chieti impiegheremo un annata circa, in tutto ci vorranno un paio d’anni. Dei lavori su L’Aquila non sappiamo ancora nulla”

Dunque tempi stretti, Ing. Vitullo:  se dobbiamo intervenire per “raddrizzare” il tiro su L’Aquila dobbiamo farlo subito.

“L’unica cosa che posso dire è che i fondi sono ad esaurimento, cioè viene fatta una graduatoria di Province e si interviene finché c’è disponibilità finanziaria: per cui senz’altro qualcuna delle province resterà senza niente. Soprattutto calcolando che si tratta di 6 province. Potrebbe pure verificarsi che dell’Abruzzo sia ricompressa solo Chieti, non si può fare un pronostico: quando i soldi saranno finiti il piano di intervento si fermerà. E certo noi non sappiamo dove si fermerà”.

 

Roma. Doveroso è stato rivolgersi alla fonte, alla mente pensante gli interventi, INFRATEL, dove l’Ing. Pollicino ci ha spiegato che “il piano di interventi è fatto in base al principio della assoluta carenza; nel senso che l’intervento immediato è sui Comuni completamente scoperti, cioè su quelli che non sono raggiunti né dalla banda larga né dalla fibra ottica di altri operatori.

Vuole dire che la nostra Bazzano resterà fuori?

Bazzano ha l’HDSL, per cui dispone di un collegamento… è la classica macchia di leopardo, che in genere copriamo con la rete radio. Le spiego: quando la larga banda c’è ma manca in buchi circoscritti, facciamo interventi puntuali con i ponti radio”

Allora risolviamo così?

L’intervento radio sarà successivo a quello della banda larga, si tratta di altro tipo di interventi.  Nel 2007 ci sarà un altro investimento […] i fondi ci sono già […] si tratta di ripartirli… in quell’occasione faremo la rete radio.

Cioè non si sa quando. Vale a dire che è normale che un Nucleo Industriale continui a non avere l’ADSL che normalmente tutti abbiamo persino in casa?

Bèh, un Nucleo Industriale effettivamente… prendo la sua segnalazione… vedremo il da farsi, anche perché i nostri primi interlocutori sono gli industriali e le pubbliche amministrazioni…  Quello che posso dire oggi è solo che certamente avrete la rete radio, ma non ora, non so quando. Inoltre, non è detto che noi non si possa pensare diversamente. Vedremo. La cosa, del resto, non ci era stata segnalata… (mpi)

 

 

“Farò del mio meglio e prometto di risolvere il problema”

dice il Presidente del Nucleo Industriale dell’Aquila Bruno Chelli

 

E’ singolare come una telefonata ad Infratel abbia potuto aprire un varco, e come, invece, la Regione fino ad oggi non sembra essersi attivata per spendere quei 12milioni di euro. Soldi che, allo stato dell’arte, rischiano di volare sulla nostra testa senza che neanche un centesimo cada su Bazzano. La disponibilità è evidente, dalle parole del nostro interlocutore ing. Pollicino. Eppure… Tant’è.

Presidente, lei sa che nel nucleo industriale di Bazzano non c’è l’ADSL?

Si conosco il problema annoso, ma non sono in condizione di dire nulla giacché mi sono appena insediato. Per il momento ho investito della cosa i tecnici di cui disponiamo.

Nella Piana del Cavaliere hanno risolto con una società mista pubblico-privata, che ha partecipato al bando dei Pit, e ottenuto il relativo finanziamento: l’Adsl è arrivata così,  e integralmente pagata con denaro pubblico.  Il tutto nel giro di un paio di anni. Per quale ragione all’Aquila non si è pensato di intervenire allo stesso modo?

Personalmente non lo so, dovrebbe chiedere al Commissario uscente. Inoltre abbiamo subìto una ristrutturazione interna per la quale le cose sono cambiate, adesso c’è una gestione meno accentrata e stiamo ancora organizzando l’ufficio.

Si, ma siamo ancora in tempo per pensare di costituire un Consorzio con il Consorzio del Nucleo stesso e con le imprese, sì da avere un’entità mista con la quale partecipare a bandi tipo quelli dei Pit.

Senz’altro, potremo valutare di fare anche questo ma, come le ripeto, ci vuole tempo. Vorrei tornare sull’argomento tra qualche mese: sarò senz’altro più preciso. (mpi)

 

 

 

 

 

 

 

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