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Nautica da diporto: industria da 4,25 mld, Confindustria firma accordo

Rafforzare la cooperazione tra le imprese del settore nautico da diporto, promuovere la valenza occupazionale del settore, integrare le politiche industriali sulla nautica con quelle del turismo, dell’ambiente e dell’innovazione tecnologica attraverso il contratto di rete:

 

questo lo scopo del protocollo d’intesa promosso da RetImpresa Confindustria (l’Agenzia nata nel 2009 per promuovere le reti d’impresa) e sottoscritto oggi da Ucina-Confindustria Nautica insieme a Confindustria Campania, Liguria, Marche, Toscana, Ancona, Bari-BAT, Ferrara, Genova, Latina, Pesaro Urbino e Taranto per sostenere la costituzione della rete ‘Mare Nostrum’.
“Mettersi in rete – afferma Aldo Bonomi, vicepresidente per le politiche territoriali e i distretti industriali di Confindustria e presidente di RetImpresa – è la strada giusta per affrontare la crisi. Le aziende che si alleano possono condividere il knowhow, aumentare la capacità dimensionale, superando il localismo e mantenendo la propria identità. Mare Nostrum è un progetto importante che coinvolge, trasversalmente sul territorio nazionale, alcune delle più importanti realtà associative dell’economia del mare. Grazie all’impegno sottoscritto oggi di dar vita a questa nuova rete, le imprese coinvolte – conclude Bonomi – potranno utilizzare un fondamentale strumento per accrescere la competitività, anche in una logica di internazionalizzazione per un settore che si colloca al quinto posto nella graduatoria dei prodotti esportati, come uno dei comparti simbolo del made in Italy”.
Con un fatturato globale di 4,25 miliardi di euro, aggiunge Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina-Confindustria Nautica, “la nautica da diporto è un’industria forte. In Italia rappresenta un settore strategico per l’economia, contribuendo al Pil per un valore di 3,65 miliardi di euro e impiegando oltre 100 mila persone”.

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