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Mondo. Oro ai minimi da cinque anni: ecco il perché

L’oro è sceso al livello minimo da cinque anni a questa parte per una combinazione di fattori macro e microeconomici ai danni del prezioso metallo.
L’ultima ondata di vendite, nel giro di pochi minuti, sulle Borse di Stati Uniti e Cina durante le prime ore del mattino (fuso orario britannico) sembrano indicare che i fondi aggressivi sono sempre più smaniosi di testare nuovi minimi.
Alla Comex (la Borsa dei futures Usa), alla Shanghai Futures Exchange e alla Shanghai Gold Exchange, nel giro di appena tre-quattro minuti è stato venduto oro per un valore di 1,7 miliardi di dollari, scatenando illazioni su un altro attacco da parte dei fondi cinesi come quello che ha interessato il rame a gennaio, precipitato clamorosamente da un giorno all’altro durante l’orario di apertura delle Borse asiatiche. Molti dei fondi operano sui mercati future delle materie prime a Shanghai e negli Usa.
Ecco quattro ragioni per cui molti investitori sono dubbiosi sulle prospettive del lingotto:
– Il dollaro Usa viene scambiato ai massimi a tre mesi rispetto a un paniere delle principali valute, mentre tutti si aspettano che a settembre la Fed alzerà i tassi per la prima volta dal 2007. L’oro va male quando i tassi di interesse salgono, perché non offre un rendimento. Inoltre, il suo prezzo è espresso in dollari, e questo lo rende più costoso per i detentori di altre valute.

«Con i mercati dell’oro sempre più preoccupati dalle tempistica dell’aumento dei tassi da parte della Fed, il metallo giallo sembra aver perso il suo smalto come investimento sicuro, nonostante un tumultuoso inizio di terzo trimestre per i mercati finanziari globali (Cina, Grecia)», dicono gli analisti Citigroup.
– La crescita globale sta ripartendo lentamente e il petrolio è sceso di oltre il 50 per cento rispetto all’estate scorsa. Questi fattori tengono l’inflazione sotto controllo nella maggior parte delle economie sviluppate.

Anche gli investitori che si sono gettati a corpo morto sull’oro nella convinzione che l’allentamento monetario seguito alla crisi finanziaria avrebbe provocato inflazione sono rimasti delusi. Dopo una striscia rialzista andata avanti per dodici anni, il metallo giallo ha toccato l’apice nel 2011 a 1.920 dollari per oncia troy, prima di scendere all’attuale livello di 1.105 dollari. L’oro è tradizionalmente visto come una copertura contro l’inflazione.
«Il clima per l’oro nel breve termine è negativo. La Fed ha confermato tassi di interesse più alti e l’inflazione è bassa. Il dollaro Usa, le azioni e gli altri titoli sono forti», dicono gli analisti Hsbc.
– Nel 2013, quando il prezzo dell’oro scese, gli investitori cinesi si lanciarono in massa a comprare. Quest’anno, invece, sono visibilmente assenti.

Uno dei motivi è la campagna del Governo cinese per incoraggiare gli investitori a comprare titoli azionari: a seguito di questa campagna, l’indice Shanghai Composite è più che raddoppiato nel giro di un anno, prima di toccare l’apice a giugno.
Quando i titoli azionari sono crollati, gli investitori cinesi hanno venduto oro, un asset liquido, per coprire le perdite.

Tutto questo, secondo Philip Klapwijk, della Precious Metal Insights, ha fatto scendere il sovrapprezzo dell’oro alla Shanghai Gold Exchange, la Borsa dove viene scambiato l’oro fisico in Cina.

«Il sovrapprezzo alla Shanghai Gold Exchange è straordinariamente basso per il livello di prezzo a cui siamo arrivati», dice sempre Klapwijk, «e questo indica che il mercato del bene materiale in questo momento è debole, in Cina. E anche in India, dove è scambiato sotto la pari. Il mercato fisico non interviene a sorreggere il prezzo».
– Le materie prime non sono popolari fra gli investitori. Con la ripresa dei mercati azionari, con il Nasdaq (l’indice dei titoli tecnologici) che venerdì ha chiuso a un livello record, gli investitori stanno togliendo i loro soldi dagli Etf che seguono il prezzo dell’oro.
Lo Spdr Gold Shares, il più antico e importante Etf in oro, ha visto dimezzarsi i fondi rispetto al picco toccato nel luglio 2012.

«L’oro non è un’attività che genera rendimenti», dice Kevin Chen, direttore degli investimenti per la Three Mountain Capital di New York. «Se si guarda all’ultima settimana, anzi alle ultime due settimane, sia il mercato azionario che quello obbligazionario si sono ripresi piuttosto bene a livello globale, quindi tenere i soldi investiti in oro comporta un costo-opportunità più alto per gli investitori».
Venerdì, gli Etf in oro hanno subito il peggior deflusso di fondi nell’arco di una giornata da quasi due anni a questa parte, con 443,1 milioni di dollari spostati altrove dagli investitori, secondo la Markit. Era dal 2013 che non si vedeva un deflusso giornaliero di queste proporzioni.

Copyright The Financial Times Limited 2015

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