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L’Aquila, Compagnone: con il Ministro Orlando avremmo parlato di consumo del suolo

Ci saremmo aspettati di più dall’incontro con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando che ieri ha scelto L’Aquila come prima tappa del tour nazionale.

Il ripensamento dell’assetto territoriale del Paese, i Comuni come luogo in cui si deve far fronte alle emergenze e dai quali ricominciare per far ripartire l’Italia… “ sono le parole che ha pronunciato nella sede Ance e che ci avevano fatto credere – stante anche la provenienza sua dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – ad una volontà di ripensare la gestione del territorio.

Come Architetti eravamo presenti per affrontare le tematiche del consumo del suolo che proprio all’Aquila ci sembrano più che altrove in argomento e pertinenti con la Ricostruzione: siamo convinti che dalla nostra Città debba essere lanciato un DIBATTITO NAZIONALE ED INTERNAZIONALE perché è qui il più grande laboratorio nel quale sperimentare le tecniche di avanguardia della RIGENERAZIONE URBANA, soprattutto, della DEMO – RICOSTRUZIONE, finalizzate entrambe e specificatamente alla salvaguardia dei Centri e dei Borghi medievali. E non è un caso, considerato che conseguentemente al sisma del 2009 è il più grande Cantiere d’Europa.

Non capita tutti i giorni, e per fortuna, di dover ricostruire quasi da capo una città d’arte: la circostanza consente di sperimentare soluzioni ardite (per amore o per forza), anche di rigenerazione urbana, con le quali restituire alla comunità un’opera dell’ingegno nuova, moderna, fantastica… ma al tempo stesso antica. Un qualcosa di mai visto, che mai accade di poter realizzare.

Purtroppo, il consumo costante del suolo deriva proprio dall’incapacità di distinguere quello che è storico e va salvaguardato, da ciò che è solo vecchio e viene invece conservato come il primo. Allo stato dell’arte, quindi, è alla calamità naturale che viene affidato il compito di cambiare l’assetto edilizio.

Facciamo due conti.

Il parco edifici dell’Italia è il secondo più vecchio al mondo: il 55,4% delle abitazioni ha oltre quarant’anni che tra soli 6 anni sfonderanno il muro del 68,6%. Per non parlare delle aree metropolitane dove la percentuale sale rispettivamente al 76,2% e all’85%.

Dunque, le parole del Ministro in ordine ai Comuni suonavano come musica perché solo con la programmazione e la loro volontà politica si decide la vita o la morte delle città e dei centri storici, da tempo in via di spopolando in favore di una periferia metropolitana ricettacolo di criminalità e disagio sociale che cari costano alle casse dello Stato.

Posto che ai più alti livelli istituzionali si è discusso di avviare una “collaborazione fattiva tra le Istituzioni locali, le rappresentanze sociali e le associazioni con l’obiettivo di intraprendere un percorso di inclusione sociale – come risulta dalla recente proposta alla Camera”L’Aquila era ed è il trampolino di lancio per una campagna di rilevanza nazionale: da questa Città può e deve partire UN DIBATTITO INTERNAZIONALE su come recuperare, salvaguardare e rivitalizzare i centri storici in favore della tutela del patrimonio architettonico, ivi compresi i Borghi.

E’ su questo patrimonio che gira un fatturato di 147 miliardi di euro di turismo, il 9,4% del Pil, con un numero di addetti pari a 2,5 milioni, che sono l’11% dell’occupazione nazionale.

Dunque, è adesso che vanno create soluzioni creative, innovative, futuribili che vadano dall’adeguamento antisismico alla prevenzione del rischio idrogeologico: l’eccellenza dell’ingegneria italiana è in grado di stabilire sinergie con le competenze del mondo intero e l’iniziativa può partire solo dall’Aquila, ormai set internazionale e grande laboratorio sperimentale.

Promuovere e condurre un dibattito intorno alla domanda “come vogliamo salvare il patrimonio Borghi e Città d’Arte” ci riposizionerebbe nel ruolo della CENTRALITÀ DELLE COSTRUZIONI riconnettendo il nostro Paese a quell’immaginario collettivo che ci hanno regalato Michelangelo, Giotto, Leonardo…

Il tutto può accadere DA e ATTRAVERSO L’Aquila: primo capoluogo di regione ad essere raso al suolo da un terremoto in tutta la nostra storia, 6° patrimonio d’arte, unico caso nel Medioevo italiano di fondazione su disegno della pianta di Gerusalemme, narrazione senza precedenti nella storia dell’architettura urbana!

Ecco, di questo avremmo voluto parlare con il Ministro. E abbiamo perso un’occasione.

Edoardo Compagnone

Presidente Ordine Architetti dell’Aquila

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