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MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE – DECRETO 5 agosto 1994.

Nuovo regime degli sgravi degli oneri sociali nei territori del Mezzogiorno.

IL MINISTRO DEL LAVORO

E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

 

di concerto con

IL MINISTRO DEL TESORO

E

IL MINISTRO DEL BILANCIO E DELLA

PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Visto l’articolo 59 del testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica ó marzo 1978, n. 218, e successive modificazioni ed integrazioni tra cui, da ultimo, l’articolo 19 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, che ha regolato la fruizione degli sgravi contributivi sino al periodo di paga in corso al 30 giugno 1994;

 

  Vista la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), adottata ai sensi dell’art. 14 della legge 2 maggio 1976, n. 183, che indica i settori delle aziende industriali che possono usufruire dello sgravio totale dei contributi;

Visto l’art. 2 della legge 14 gennaio 1994, n. 21, che affida la definizione e l’attribuzione, nei limiti dei fondi disponibili e tenendo conto degli indirizzi dell’unione europea, degli sgravi contributivi di cui all’articolo 59 del testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, ad un decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, adottato di concerto con il Ministro del tesoro e con il Ministro del bilancio e della programmazione economica;

Viste la decisione della Commissione del 2 marzo 1988, 88/318/C.E.E., nonché le comunicazioni della Commissione in materia di aiuti di Stato 94/C99/03, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee n. C99/3 dell’8 aprile 1994 e n. D/08135 del 3 agosto 1994, affermative del principio che gli aiuti al funzionamento, tra i quali rientrano le misure di riduzione selettiva degli oneri sociali, a causa dei loro effetti distorsivi sugli scambi: non possono essere considerati come compatibili con il mercato comune europeo se non in via del tutto eccezionale per le sole regioni più svantaggiate; che di conseguenza la loro compatibilità è subordinata ad un

certo numero di condizioni restrittive rapportate alla intensità e durata degli aiuti e alle condizioni socio­economiche ed occupazionali degli ambiti di applicazione secondo parametri specificatamente individuati dalla Commissione medesima; che pertanto gli sgravi possono essere concessi secondo criteri di degressività ed uniformità, fino all’anno 1997 per le regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna;

 

                              estratto del Decreto 24 dicembre 1997

 

 

«Considerato che in base agli orientamenti e alla nor­mativa comunitaria richiamata, gli aiuti al funzionamento, tra i quali sono comprese le misure selettive

degli oneri sociali, possono essere eccezionalmente accordati alle regioni la cui situazione socio-economica è tale da consentire l’applicazione della deroga ex art. 92, paragrafo 3, lettera a), del Trattato CE, a con­dizione che gli aiuti stessi siano degressivi;

Considerato che la normativa comunitaria che disci­plina il metodo di applicazione dell’art. 92, paragrafo 3, lettera a), comporta l’ammissione a tale deroga esclusi­vamente per le regioni Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia, Sardegna e Calabria le quali, infatti, presen­tano un PIL/abitante inferiore al 75% della media dell’Unione europea, fissata come soglia di ammis­sibilità per la deroga di cui all’art. 92, paragrafo 3, lettera a), del Trattato CE;

Considerato che il metodo di applicazione del­l’art. 92, paragrafo 3, lettera c), del Trattato CE comporta l’ammissione a tale deroga per le regioni Abruzzo e Molise le quali presentano, come dimostrato nella serie statistica dal 1984 al 1993, indicatori PIL/abitante costantemente superiori al 75% del valore medio europeo;

Considerato che la disciplina comunitaria esclude la concessione di aiuti al funzionamento nelle regioni ammesse alla deroga di cui all’art 92, paragrafo 3, let­tera c), del Trattato CE;

Considerato, tuttavia, che tali regioni erano ammesse sino al 31 dicembre 1993 alla deroga di cui all’art. 92, paragrafo 3, lettera a), del Trattato CE e che la Com­missione europea ha, con la sopracitata decisione 88/318 C.E.E., ammesso che in alcuni casi possano essere eccezionalmente e, temporaneamente, accordati aiuti al funzionamento quale misura di accompagnamento per consentire alle imprese delle regioni. interessate di adattarsi alle forme meno incisive di sostegno dell’eco­nomia accordate alle regioni dall’art. 92, paragrafo 3, lettera c), del Trattato CE;».

 

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Visto il citato articolo 19 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, che nel confermare la previsione di cui all’articolo 2 della citata legge n. 21/1994, ha definito gli stanziamenti entro i quali vanno contenuti gli sgravi medesimi, rispettivamente fissati in lire 6.000 miliardi, 5.000 miliardi e 4.000 miliardi per gli anni 1994, 1995 e 1996;

Tenuto conto dei sopraccitati indirizzi dell’Unione europea e considerate le risorse finanziarie per gli anni 1994-1995-1996

 

DECRETA

 

omissis

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