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Massimo Oddo

Massimo Oddo è nato a Pescara, il 14 giugno 1976: campione nel mondo con la nazionale di Lippi nel 2006. Tira i primi calci al pallone nella squadra della Renato Curi, fucina di ottimi giocatori sotto gli occhi attenti di Eraldo Mansueti e Cetteo Di Mascio, trampolino di lancio per tanti giovani abruzzesi che si sono affermati nel calcio (tra gli altri Grosso, Falcone e D’Aversa). Con la Curi Oddo conquista il titolo di campione d’Italia della categoria allievi, gioca 3 partite con la prima squadra nel CND fino a quando a 17 anni passa al Milan.

Inizia il grande sogno: il Milan.

Grazie anche al supporto della famiglia, Massimo si trasferisce a Milanello nell’estate del 1993, giocando nella Primavera, e venendo a contatto con tanti campioni (Van Basten, Baresi, Gullit, Maldini solo per citarne alcuni) che in quegli anni hanno fatto la storia del grande Milan con Arrigo Sacchi prima e Fabio Capello poi (il quale assieme a Maurizio Viscidi è stato uno dei suoi allenatori nel settore giovanile rossonero). Da questi giocatori, ha carpito molti segreti e ricevuto preziosi consigli, e questo gli ha permesso di essere convocato nella rappresentativa Nazionale Under 19. Di questa esperienza, Massimo conserva ancor vivo il ricordo delle numerose volte che con gli altri ragazzi della Primavera rossonera, aiutavano il grandissimo Marco Van Basten durante il doloroso periodo di riabilitazione, facendo assieme a lui esercizi tecnici ed atletici.

Dal Milan al Fiorenzuola

La Primavera di quel Milan era composta da giocatori che, in seguito si sono affermati nel mondo del calcio. Coco, D’Aversa, Saudati, Moro e Brocchi per citare i più noti. A Fabio Capello, Oddo deve anche l’occasione di avergli fatto indossare, seppure in amichevole, la blasonata maglia della prima squadra. Nell’estate del 1995 Massimo ha l’opportunità di farsi conoscere al calcio professionistico. Infatti il Fiorenzuola, che nella precedente stagione aveva sfiorato la promozione in serie B, aveva puntato anche su di lui per tentare di nuovo la scalata. Allenatore dei piacentini era Giancarlo d’Astoli, che in seguito è stato esonerato e sostituito da Ugo Tomeazzi, col quale Oddo & Co. Hanno sfiorato i play off: fuori per classifica avulsa. Un grosso rammarico non essere riusciti a centrare l’obiettivo, ma a livello personale l’anno successivo ha avuto nuovamente la possibilità di giocare sempre in C1, col neo retrocesso ed ambizioso Monza di Giorgio Rumignani.

Monza, Prato e poi a Lecco con una parentesi azzurra.

La prima esperienza di Massimo Oddo in Brianza, sebbene si fosse ambientato bene, è durata poco, in quanto non c’era molto spazio. A Novembre del 1996 perciò Massimo ha avuto la possibilità di trasferirsi in Toscana: a Prato. Qui, ha lavorato con Giorgio Veneri prima e Vincenzo Esposito poi, ma i risultati non sono stati dei migliori. Chiusa la parentesi con la maglia dei lanieri, nel 97/98, Massimo torna in Lombardia, a Lecco (sempre in C1). Una stagione particolarmente positiva, e che probabilmente ha segnato la svolta che tutti si auspicavano. Infatti, dopo qualche stento iniziale, Adriano Cadregari, l’allenatore, ha puntato su di lui al centro della difesa, e, seppure in un ruolo atipico (Massimo è terzino destro), ha disputato con la maglia nerazzurra una splendida stagione coronata anche dal primo gol in gare ufficiali. Tra l’altro, prima dell’avvio della stagione con la maglia del Lecco, Oddo ha avuto l’onore di indossare ancora una volta l’azzurro, ma stavolta quello della Nazionale Universitaria (guidata da Paolo Berrettini) durante le Universiadi svoltesi in Sicilia e che ha visto gli azzurri protagonisti fino alla conquista del titolo mondiale. Questo ha di fatto lievitare le quotazioni del terzino pescarese, tanto che il Newcastle di Alan Shearer, soprattutto per l’interessamento del suo manager di allora, Kenny Daglish, lo ha convocato per uno stage di diversi giorni. Alla fine la nostalgia e la voglia di sfondare in Italia, hanno prevalso così ha deciso di tornare. A seguito della bella stagione di Lecco, il Milan, proprietario del cartellino, lo ha ceduto nuovamente in prestito al Monza, ma questa volta in Serie B.

L’esordio in serie B.

Con la compagine brianzola, guidata da Pierluigi Frosio, Massimo ha avuto l’opportunità non solo di esordire in serie B, ma anche di mettere in mostra le sue doti balistiche. Nel 98-99 infatti ha segnato ben 4 gol, tutti su punizione, ed alcuni anche molto belli perché fatti a portieri di categoria (Lorieri e Mondini tra gli altri). Tutto ciò consente a Massimo di approdare in una piazza ed una squadra importante: Il Napoli.

Una grande stagione all’ombra del Vesuvio.

Il Napoli punta al ritorno in serie A, dopo una amara retrocessione ed un fallimentare campionato di serie B e punta su Massimo, prendendolo in comproprietà dal Milan. Grande pubblico, ambiente eccezionale, compagni fantastici (Schowch, Stellone, Bellucci, Matuzalem e Coppola tra gli altri) ma, dati alla mano un avvio un po’ stentato. In breve tempo, però, grazie alle sapienti doti di Walter Novellino, la squadra riusciti a riportare in Serie A, dopo due stagioni tra i cadetti, una grande piazza come Napoli. E’ stata una grande soddisfazione, ma una altrettanto grande amarezza, perché a fine stagione, suo malgrado ha dovuto lasciare la città, per motivi estranei alla propria volontà, e che non hanno mancato di suscitare polemiche da parte della nuova proprietà, una volta che il Massimo era oramai lontano. Amarezza che comunque si è mitigata con l’arrivo nell’estate del 2000 in un’altra grande piazza della massima serie: il Verona.

Finalmente in serie A.

L’Hellas Verona carica di giovani speranze (oltre Oddo ci sono Bonazzoli, Gilardino, Mutu, Camoranesi e Frey su tutti) non parte con i favori del pronostico. Gli addetti ai lavori accreditano gli scaligeri tra le outisder del campionato. E in effetti durante tutta la serie A 2000/01 il Verona è sempre a ridosso della zona calda ma grazie anche alle qualità del tecnico, Attilio Perotti, la squadra disputa una stagione incredibile, comunque al di sopra delle critiche ingiuste piovute addosso in precampionato. Salvi in extremis, agli spareggi contro la Reggina, ma comunque consci di essere una buona squadra (battute la Lazio, fermato il Milan e l’Inter) e a livello personale la soddisfazione di segnare i primi goal in serie A: 4, tutti su rigore, 100% di realizzazione impreziositi da quello alla Roma, poi divenuta Campione d’Italia. La stagione successiva, nonostante l’intelaiatura della squadra resta sostanzialmente rimasta invariata l’Hellas non riesce a salvarsi. Nonostante in prima squadra fosse arrivato qualche ulteriore buon elemento e la proprietà avesse deciso di affidare la guida tecnica ad Alberto Malesani, i gialloblù al giro di boa del campionato si trovano in zona UEFA ma a fine campionato la squadra retrocede drammaticamente in serie B. Per Oddo le reti in serie A diventano ben 5!

La consacrazione: Lazio e Nazionale.

Dopo due buone stagioni in serie A, con 64 presenze e 9 reti, Massimo Oddo si trasferisce alla Lazio nell’estate del 2002. Con la maglia biancoceleste dei capitolini Massimo trascorrerà ben 4 anni e mezzo. Durante la sua permanenza col club del presidente Claudio Lotito, Massimo si realizzerà come professionista e uomo. Sposerà Claudia e vedrà la nascita del suo primogenito Davide. Da un punto di vista calcistico, Massimo eredita da Alessandro Nesta la fascia di capitano, e soprattutto ha avuto modo di porsi all’attenzione del maggior pubblico ed esordire in nazionale il 21 agosto 2002 nella partita persa per 1-0 contro la Slovenia. Con la Lazio ha vinto una Coppa Italia nel 2004. Con la maglia della Lazio, il cursore abruzzese collezionerà 135 presenze e segnerà 17 reti. Sempre con la Lazio farà il suo esordio in Europa: Coppa Uefa e Champions League. Sempre all’ombra del Cupolone ha avuto la possibilità di lavorare con due allenatori importanti: Roberto Mancini e Delio Rossi. Ha avuto anche Domenico Caso e Giuseppe Papadopulo. Nella sua permanenza alla Lazio, Massimo ha denotato buone doti difensive con un’ottima corsa, cose che ne fanno un difensore capace di difendere e offendere con la stessa naturalezza. Dotato anche di un cross molto efficace, ha spesso fornito assist invitanti per i compagni. Si è distinto anche per le doti di rigorista.

Campione del mondo!

Al termine della stagione 2005/06, culminata con un sesto posto in serie A, la Lazio travolta dal ciclone calciopoli si ritrova declassata e privata della possibilità di giocare l’anno successivo in Europa. Massimo, di contro, viene convocato da Marcello Lippi per essere tra i 23 che giocheranno i Mondiali in Germania. Al termine del torneo l’Italia alzerà per la quarta volta la Coppa del Mondo, seconda a livello globale al Brasile, superando la Francia ai rigori. Massimo, complice lo strepitoso stato di forma di Gianluca Zambrotta e del suo concittadino Fabio Grosso non trova molto spazio in campo. Si conta una sola presenza contro l’Ucraina ai quarti di finale. Ma è evidente quanto il supporto di Massimo, come anche degli altri ragazzi che hanno trovato meno spazio, sia stato importante tanto quanto quello di chi è sceso in campo per riuscire a vincere la Coppa del Mondo che gli azzurri alzeranno a Berlino il 9 luglio del 2006. Una data scritta nella storia! Numerose sono state dal ritorno dalla Germania le occasioni per festeggiare i 23 eroi azzurri ma certamente la più toccante è stata il bagno di folla (quasi 50.000 persone) che Pescara ha voluto tributare ai suoi due azzurri, Massimo Oddo e Fabio Grosso, la notte del 2 agosto del 2006.

Oddo torna a casa.

Nonostante la stelletta di Campione del Mondo cucita sul petto, Massimo riparte ancora dalla Lazio nel 2006/07. Nonostante il declassamento del campionato precedente e la conseguente esclusione dalle Coppe, e la penalizzazione inflitta a seguito degli scandali calcistici, Massimo prende per mano la sua squadra che ben presto si ritrova fuori dalle zone basse del campionato. Ma alla riapertura del calciomercato si apre per lui un’occasione unica, quella di tornare a vestire la maglia del Milan, la squadra che l’ha lanciato nel campionato professionistico. Dopo un mese di estenuanti trattative, a fine gennaio il club rossonero riesce a riportare Massimo a casa. Ed è per Massimo l’opportunità di confrontarsi quotidianamente con i più grandi giocatori del pianeta (Kakà, Ronaldo, Maldini, Inzaghi, etc etc…) ma soprattutto quella di affrontare da protagonista la Champions League che i rossoneri di Carlo Ancelotti riusciranno a conquistare ad Atene, superando in finale il Liverpool. Un anno magico per Massimo che mette in bacheca coppe e trofei importantissimi. Prima di ripartire per la nuova stagione, trova anche la possibilità di vincere la Supercoppa Europea superando nella sfida unica il Siviglia, vincitrice della Coppa Uefa, in una serata surreale per via della morte del difensore spagnolo Antonio Puerta a pochi giorni dalla partita. A dicembre del 2007 il Milan vola in Giappone per tentare la conquista della Coppa del Mondo per club, nella sua nuova edizione patrocinata dalla FIFA che vede coinvolte le squadre vincitrici di tutti i continenti. I rossoneri affrontano in semifinale i padroni di casa degli Urawa Red Diamonds, superandoli per 1-0 mentre in finale affrontano il Boca Juniors. Il Milan batte l’ex squadra di Maradona per 4-2 in finale e si aggiudica anche questo trofeo. Complice anche gli impegni internazionali, il Milan a fine anno si classifica quinto, conquistando la possibilità di disputare la Coppa Uefa 2008/09. Il club di via Turati vuole puntellare la rosa con elementi importanti come Zambrotta dal Barcellona. Per Massimo significa condividere col collega azzurro il turn over sulla fascia destra. Chiede e ottiene dalla società di rivedere la propria posizione e così ad Agosto, a pochi giorni dalla chiusura del mercato, per Massimo si crea l’occasione di andare a giocare all’estero e di raggiungere il suo collega di Nazionale Luca Toni, al Bayern di Monaco.

L’esperienza all’estero: il Bayern.

La parentesi in Baviera è caratterizzata dall’arrivo del secondogenito di Massimo, Francesco. Oddo è in prestito alla società dell’ex attaccante dell’Inter Karl Heinz Rummenigge e guidata in panchina da un altro ex nerazzurro, Jurgen Klinsmann e con la maglia biancorossa Massimo è in corsa sul fronte più importante: Bundesliga (campionato) mentre la sua squadra è stata eliminata ai quarti di finale di Champions League dal Barcellona di Leo Messi. Una squadra farcita di campioni, oltre a Oddo e Toni anche Franck Ribery, Miroslav Klose, Lucas Podolsky, Lucio e Bastian Schweinsteiger.

La Nazionale

Massimo Oddo ha sempre avuto un feeling con la maglia azzurra. Sin da giovanissimo ha infatti vestito praticamente tutte le maglie delle varie rappresentative nazionali. Per ironia della sorte, l’unica che gli è sfuggita è stata quella della Under 21 ma solamente perché negli anni in cui avrebbe potuto essere convocato giocava in serie C. Qualche soddisfazione, comunque, Massimo se l’è tolta lo stesso prima di approdare in Nazionale maggiore. Dal 20 al 31 agosto del 1997 infatti è in Sicilia per partecipare 19esima edizione delle Universiadi (le olimpiadi riservate agli universitari). A guidare la squadra azzurra c’è Paolo Berrettini, attualmente selezionatore della Nazionale Under 19. L’Italia, forte di una squadra composta prevalentemente da giocatori di serie B e C, conquista il primo posto nella finale contro la Corea del Sud sospinta dall’entusiasmo di 30.000 persone presenti allo stadio della “Favorita” di Palermo.

Il rapporto tra Oddo e la maglia azzurra, però, si interrompe per cinque stagioni, giusto il tempo di far affermare Massimo tra i migliori terzini italiani. La meritata convocazione in Nazionale da parte di Giovanni Trapattoni arriva in concomitanza della sfida contro la Slovenia valida per le qualificazioni ad Euro 2004, il 21 agosto 2002. Massimo subentra al 1′ del secondo tempo a Matteo Brighi. Nonostante la sconfitta per 1-0 contro gli Sloveni, l’Italia si qualificherà alla fase finale di Euro 2004 in Portogallo. Tra gli azzurri convocati, dal Trap c’è anche Massimo che farà il suo esordio al campionato, poi vinto a sorpresa dalla Grecia, il 22 giugno del 2004 contro la Bulgaria. Un campionato che si è concluso tra numerose polemiche prima per il famoso sputo di Totti a Poulsen e poi per la presunta combine tra Danimarca e Svezia che, per consentire ad entrambe la qualificazione alla fase successiva, a spese proprio degli azzurri, avrebbero dovuto pareggiare per 2 a 2, risultato incredibilmente e puntualmente arrivato. La ricostruzione della Nazionale, in prospettiva Mondiali 2006 viene affidata a Marcello Lippi. Massimo è ormai stabilmente nel giro azzurro e contribuisce alle qualificazioni della Nazionale poi campione del Mondo. Durante la fase iridata, Massimo ha collezionato una presenza contro l’Ucraina nei quarti di finale ma ha dato il suo fondamentale contributo in termini di spogliatoio.

Dopo il Mondiale, nella fase iniziale della gestione di Donadoni, Oddo diventa il terzino destro titolare, ma dopo una stagione 2007-2008 deludente e condizionata da un infortunio nel finale di stagione, non viene convocato per l’Europeo 2008. Massimo ha al suo attivo anche due reti con la Nazionale Maggiore. Il primo su calcio di rigore all’Olimpico di Roma il suo primo e unico gol in Nazionale nel 2-0 contro l’Ucraina, il 7 ottobre 2006, il secondo e ultimo contro le Isole Faroe nelle qualificazioni ad Euro 2008 nel 3-1 del 21 novembre del 2007, seppur con la complicità del difensore Benjaminsen. Nel complesso Massimo Oddo è stato convocato 55 volte con la Nazionale maggiore, di queste 31 vittorie, 16 pareggi e 8 sconfitte. Ha disputato 34 presenze realizzando due reti.

Fonte: http://www.massimooddo.com

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