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Massimo Cialente candidato alle primarie Comune dell’Aquila

«Sei una che morde la vita, non smettere mai di essere così, è la cosa più importante». Me lo diceva quando ero ragazza, neanche vent’anni io, all’inizio dell’università, trentaquattro lui, medico pneumologo appassionato della vita e del suo lavoro. Da allora sono passati altri vent’anni, e di morsi mi pare di averne più presi (dalla gente) piuttosto che dati (alla vita). Ma forse è un’impressione. Toccati i quaranta il ritmo si accelera, tutto comincia a correre da sé, come sotto anestetico non ti accorgi più di un mucchio di cose. Se mordo ancora la vita non lo so, però vedo che anche il suo sguardo non è più trasparente come un tempo, quando quell’azzurro era chiaro e terso, ed il sorriso gioioso, di chi scarta un regalo ed è illuminato dalla curiosità contenta di vedere cosa ci sia dentro. Un’ombra la vedo, stanchezza, qualche delusione, un po’ di romanticismo in meno… forse essere un parlamentare un prezzo lo ha. E questo potrebbe essere il suo. Che sia alto o no lo valuterà da solo, con se stesso.

Massimo Cialente, unico parlamentare aquilano, 54 anni, tre figli, L’Aquila-Roma quasi tutte le sere, viaggia da solo e non ha autista.

Mi è quasi scomodo intervistarlo proprio ora che è candidato alle elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco, detesto apparire non super partes nel mio lavoro, ma so che se scrivo di Massimo non posso, e non sarebbe giusto, far finta di non conoscerlo. E poi, non ho mai capito, e ancor meno condiviso, l’alterazione di qualunque verità. Comunque, metto da parte tutto e passo alle domande.

 

So, perché ricordo a memoria tutte le volte in cui te l’ho sentito dire e ripetere, che il progetto Galileo può essere “un pezzo” del nostro  futuro, ne andavi parlando con insistenza quando nessuno sembrava volerti/poterti dare ascolto. Finalmente un obiettivo realizzato, almeno così mi sembra. All’atto della costituzione del Comitato per l’Aerospazio della Provincia dell’Aquila vi siete dati dieci giorni per presentare progetti al Governo. Lo avete fatto?

Si, perché un primo progetto già lo avevamo.La costituzione del Comitato è avvenuta nel momento in cui avevamo già chiare le idee, nonché improntati i progetti. Diciamo che intorno a questo argomento siamo pronti da un bel pezzo, aspettavamo solo il momento giusto. Questo Paese è fermo da cinque anni, ed il momento giusto è arrivato adesso.

Per rispondere compiutamente alla tua domanda, dovrei parlare a lungo del Programma Galileo, del Cosmo SkyMed,  del GMES, delle reti wireless e dei sensori e nanotecnologie perché è intorno a questi assi che vogliamo costruire il futuro dell’attività del Comitato. Per semplificare, dico che il primo progetto presentato è relativo ad una delle applicazione del Galileo, ed è stato elaborato in relazione ad una delle principali caratteristiche del nostro territorio: le aree dei Parchi. Monitorarne costantemente con un satellite i territori, il flusso turistico, l’antropizzazione eccetera darà un valore aggiunto alla gestione.

Perché il Comitato, oltre al settore aerospaziale,  ha scelto il campo della sicurezza e difesa, piuttosto che guardare avanti e puntare, per esempio, sull’individuazione dei rifiuti pericolosi e di quelli da riciclare? Non sarebbe ora di pensare anche ad una riconversione industriale dell’industria bellica, invece che continuare ad investirci?

Perché abbiamo valutato in base alle vocazioni del territorio, qui, oltre ad Alenia, Hitech, Elital telespazio, c’è la Marconi, tanto per dirne una,  Selex di Finmeccanica… insomma esiste già un tessuto industriale che lavora sulla sicurezza. Poi oggi parlare di difesa vuol dire parlare di settori ad alta tecnologia legati alla sicurezza, che assicura pace e sviluppo….non siamo più a parlare di armi convenzionali. La gestione dei rifiuti pericolosi ad esempio è una delle possibili applicazioni del Galileo.

Dov’è il business del settore aerospaziale?

E’ su tre piani: c’è una componente di manifattura, cioè il fare praticamente i satelliti, sia per Cosmo che per Galileo, Sicral, c’è l’attività relativa al centro di controllo della costellazione satellitare nel caso del Galileo, che speriamo di portare  a portare nel Fucino – e poi la grande percentuale di ricaduta occupazionale: si parla di 100 mila posti di lavoro, solo per il Galileo in tutta Europa, legati ai servizi e alle applicazioni delle attività spaziali.. Faccio un esempio semplice: con Galileo si potrà gestire e conoscere costantemente la posizione di chiunque e qualsiasi oggetto, penso ai trasporti, alle auto, ai treni, ai pedaggi autostradali, al traffico aereo, al minibus che passa in un campus universitario, la navigazione… Insomma l’unico limite di Galileo, come si dice, è rappresentato dalla fantasia dell’uomo. Con il Gmes, invece, si potrà  rispondere al bisogno che Comuni, Province e Regioni hanno di svolgere i propri compiti: controllare le coste, l’agricoltura, i boschi, gestire la complessa macchina della protezione civile… In buona sostanza, le applicazioni sono i software e le apparecchiature  necessari per fare tutto questo, sono il settore nel quale dovremo andare a ricavarci un ruolo, in Italia ed in Abruzzo.

L’Agenzia spaziale italiana non ha giocato alcun ruolo, pur essendo materia di sua competenza. Come pensate di gestire il rapporto con l’Asi?

Nell’aerospaziale l’Asi è stata assente, in Italia ed in Europa,  nella misura in cui lo è stato il Governo negli ultimi anni: avrebbe dovuto programmare la ricerca di base, finanziare programmi e quindi assicurare lavoro alla nostra  industria, invece, ad oggi ha quasi 700 milioni di euro non spesi! Una follia!!!! Per questo stiamo ristrutturando l’Ente, e il 20 gennaio avremo un nuovo Presidente, che sarà nominato dal Ministro Mussi  nell’ambito di una terna proposta da un Comitato di tecnici – fatto unico nella storia d’Italia – composto da personaggi del calibro di Pistorio, Veronesi, Paolo Leon, Silos-Labini. Il loro prestigio ed indipendenza  mi sembra una garanzia per tutti. Finalmente si sceglie sulla base di competenze e qualità, non di appartenenze o fedeltà. E’ un metodo da applicare ovunque, anche nelle istituzione  più piccole, comuni, province, regioni!

 

Quanta disponibilità economica c’è  nella borsa dello Stato, e in che percentuale potrebbe arrivare sul territorio?

Solo nella legge 10/2001 vi sono oltre 200 milioni di euro  disponibili per tutto il territorio nazionale, e sono destinati alla piccola e media impresa per le applicazioni del Galileo. Quanto di quell’ammontare potrà arrivare qui dipenderà da noi, dalla nostra capacità progettuale e da una volontà comune del nostro territorio. Dovremo potenziare o creare, o attrarre con fattori economici esterni esistenti o da realizzare imprese del settore, PMI. Sono quelle che oggi nel settore assicurano quella flessibilità, agilità, capacità di pronta risposta al mercato che le rendono insostituibili anche per l’attività del campione nazionale: l’Alenia. Anzi colgo l’occasione per ribadire un mio convincimento: nella nostra provincia, nonostante quanto accaduto con il crollo di Italtel, vi è ancora un cluster dell’elettronica importante, anche  a livello nazionale. Questa può essere l’occasione per rilanciarlo e rafforzarlo, anche con mirati interventi nazionali, Già la nuova finanziaria propone alcuni strumenti sui quali noi dobbiamo puntare con intelligenza e determinazione.

Non posso ignorare il fatto che sei candidato: sarai un sindaco a metà, come dicono in molti?

Basta con questa storia. Non ho mai fatto in vita mia scelte non meditate. Ho verificato la “fatica” ma anche i risultati che hanno riportato e riportano i miei colleghi che sono sindaci di piccoli centri o grandi città. Proprio per questo credo l’esatto contrario: il fatto che sono parlamentare potrebbe “ricollocare” in qualche modo il capoluogo nella capitale ed in Abruzzo,  farle ricostruire anche  relazioni importanti e decisive dalle quali oggi non si può più prescindere. E non parlo solo delle stanze della politica! La situazione del nostro comprensorio è tale che solo da L’Aquila o solo dalla Provincia non ce la possiamo fare. Serve un grande sforzo, da parte di tutti. L’isolamento e il basso profilo della tipologia di rapporti che L’Aquila ha coltivato, la mancanza di ambizione,  ha fatto pagare un costo alto in termini di arretramento,  di impoverimento, di perdita di aspettativa, che è la gangrena che rode qualsiasi economia.

Sinceramente,  mi ritengo un valore aggiunto: tra l’altro credo di essere fra i pochi  che ha ventiquattro ore al giorno per fare politica, non ho altri incarichi che mi portino fuori strada, perché non sono un libero professionista: insomma, sono un politico a tutto campo. E poi, basta con questa idea che fare il sindaco significhi stare chiuso nella propria stanzetta,. Tutti i sindaci italiani, soprattutto quelli di città grandi e medie, svolgono importanti ruoli, politici, culturali, economici.. Ed anche quello da loro una forza che riverbera sui loro territori. Tra l’altro oggi il Comune va condotto anche come un’azienda, con squadre forti e competenti,  per cui i timori del sindaco a metà li lascerei fuori la porta. Tra l’altro mi sembra molto una preoccupazione del ceto politico…..

 

 

Cosa è il Comitato Provinciale per l’Aerospazio

 

Lo scorso 16 ottobre Confindustria L’Aquila ha aderito quale partner al Comitato per l’Aerospazio della provincia dell’Aquila, fortemente voluto dall’On  Massimo Cialente che ne è il Presidente, e sostenuto dalla Provincia stessa.

All’incontro c’erano, oltre al Presidente e a Confindustria L’Aquila, l’INFN, la Comunità Montana Amiternina, la Comunità Montana Campo Imperatore, l’Ordine degli Ingegneri, API, CNOS FAP, numerose aziende, tra cui Telespazio, Selex Comunication, Selex Managment, Alcatel Alenia Space, Tecnolabs Compel, Galileo Avionica, CREO, SPI Tecno, Elital, HI Tech, GeA Engineering, Fastel, Elco Group, Sanofi Aventis, e le organizzazioni sindacali CGIL CISL UIL e UGL.
Il Comitato segue un percorso tracciato già un anno fa, quando venne siglata un’intesa interistituzionale con le province di Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze, Matera, Rieti, Pisa, Viterbo, Frosinone, Benevento e Caserta, allo scopo di definire un quadro comune di interventi e di iniziative per sostenere l’industria aerospaziale.

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