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Marsica: i vampiri dell’acqua, convegno a difesa bene pubblico

La Marsica deve perseguire uno sviluppo economico e sociale sostenibile al fine di garantire un presente ed un futuro al territorio. Sviluppare in modo sostenibile

 

significa non compromettere la possibilita’ delle generazioni future di soddisfare le proprie necessita’ fondamentali di vita (a fine articolo data e luogo convegno).
– Quindi preservando la quantita’ e la qualita’ del patrimonio ambientale e delle riserve naturali.
– Il nostro territorio marsicano ha perlopiù una vocazione agricola ma ha anche un enorme potenziale turistico-culturale inesplicato, un utilizzo sostenibile e funzionale dell’acqua di questa zona non solo soddisferebbe il bisogno primario di vita, ma avrebbe la capacità di riattivare la nostra stanca economia agricola e di attivare un economia turistica legata alla riscoperta e valorizzazione delle bellezze naturali e archeologiche..
– La Marsica necessita quindi di conservare questo bene naturale essenziale per la vita umana, ma anche di trasformarlo in una risorsa economica attraverso una gestione sostenibile – pubblica  e partecipata –
– pubblica perché l’acqua è una risorsa fondamentale per la vita umana, senza l’acqua non esiste vita, questa risorsa vitale non può essere gestita con fini commericiali quindi il nostro compito dovrà sempre essere quello di garantire il benessere e il progresso della collettivita’ intera;
– partecipata, che significa che tutte le amministrazioni locali dovrebbero insieme partecipare ad una pianificazione sostenibile globale ottimale;
– affinché ciò avvenga, il cam che è un consorzio di comuni dovrà veramente lavorare in rete, progettando e realizzando un uso sostenibile dell’acqua.
Come:
– Mediante una maggiore manutenzione della rete idrica, per evitare le perdite nel sistema di distribuzione.
– Ottimizzando i percorsi esistenti e studiando nuovi percorsi della rete idrica.
– Applicando un sistema di controllo più efficace dei consumi, l’applicazione dei contatori a tutti e la verifica periodica di questi, una tariffazione adeguata, perche’ distribuita piu’ equamente. Combattendo l’uso illegale e incontrollato dell’acqua;
– Attraverso l’educazione e la sensibilizzazione dei giovani all’uso conservativo dell’acqua. – Non inquinando le falde con discariche abusive ed un uso abnorme di pesticidi;
– La Piana del Fucino era un lago, studi di ricercatori hanno messo in evidenza che in tutte le zone bonificate si presentano negli anni batteri infestanti che resistono ai pesticidi e che infestano ed attaccano in modo sempre più aggressivo la vegetazione.
Per questo motivo purtroppo l’agricoltore è portato a fare un uso spropositato di pesticidi sempre più velenosi e tossici sia per il prodotto agricolo sia per il terreno che li assorbe. Queste sostanze penetrano in profondità ed inquinano le falde acquifere. La soluzione potrebbe forse essere quella di ricreare un parziale ecosistema del Lago, realizzando un lago di dimensioni ridotte nella parte con maggior dislivello della Piana. In questo modo, l’acqua che ormai si è attestata in profondità lasciando in superficie un terreno molto arido, riemergerebbe è renderebbe più fertile la nostra terra. Se vogliamo veramente connotare i nostri prodotti sulla base della qualità, garantire la salute del prodotto e del consumatore dobbiamo veramente operare in modo tale che questi lo siano. La presenza di bacini idrici dislocati in vari punti della Piana del Fucino, riporterebbe col tempo le nostre terre spoglie e aride a recuperare la vegetazione perduta e darebbe alimento agli animali dei ns. Parchi che sempre più affamati scendono nei paesi in cerca di cibo. – Con progetti che mirino a sopperire la carenza di acqua piovana. – Incrementando il sistema agricolo già presente nel Fucino, ma anche riattivando una nuova agricoltura collinare presente in passato, ma ad oggi abbandonata. – Creando bacini idrici, laghetti, vasche, cisterne per la raccolta dell’acqua piovana. Con il fine di incrementare anche un tipo di allevamento (ovini e suini), creando una filiera, una rete di produzione e distribuzione di prodotti sani e di qualità migliore, rispetto a quelli prodotti dall’agricoltura e dall’allevamento industriali. Ciò porterebbe anche ad effettuare una manutenzione del suolo e cura ambientale e paesaggistica che scongiurerebbe il verificarsi di disastri idrogeologici e la conseguente perdita di vite e risorse umane. – Ritrasferire nel Fucino l’enorme quantità d’acqua che viene fermata e trasferita altrove, attraverso nuove canalizzazioni e realizzazioni di bacini idrici. – Riutilizzare le acque reflue mediante adeguati depuratori. Solo attraverso un’analisi approfondita dello stato attuale, delle carenze, degli errori dell’amministrazione del sistema marsicano Acqua in relazione al sistema economico e all’ecosistema ci porterà a pianificare uno sviluppo sostenibile per la collettivita’ intera e la rigenerazione di questa risorsa fondamentale.
Lucia Proto

sabato 12 marzo, via Garibaldi ore 10,00, Cinema Impero, Avezzano
I VAMPIRI DELL’ACQUA
Le ragioni dello sfascio delle gestioni del servizio idrico integrato in Abruzzo
Antonello SANTILLI Responsabile IDV Marsica
Sen Alfonso MASCITELLI Segretario Regionale IDV
On Carlo COSTANTINI Capogruppo IDV Regione Abruzzo
Giuseppe CIOTTI Consigliere Comunale Cerchio
Annita ZINNI Segretario Provinciale IDV
Lucia PROTO Responsabile Regionale Donne IDV
Modera Antonello SANTILLI

 

 

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