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Marsica: è allarme caporalato

 

Allarme Cgil per il fenomeno del caporalato in Abruzzo. Fra le zone dove è massima l’attenzione ci sono la Marsica e la provincia dell’Aquila. Silvio Amicucci (segretario Fillea Cgil) nell’ illustrare le iniziative del sindacato, ha parlato anche dell’introduzione, nel codice penale, del reato di sfruttamento del lavoro (cp art. 603).

«L’introduzione del reato di intermediazione illecita – ha dichiarato Massimo Di Giovanni, Fillea Cgil Pescara – rappresenta un passo importante per combattere un fenomeno che in Italia coinvolge oltre 400 mila persone. Non si tratta dunque di un problema secondario e l’introduzione del reato penale non può bastare, perchè secondo noi sarebbe importante riconoscere anche la responsabilità penale del datore di lavoro e dell’azienda, così come riteniamo fondamentale andare incontro ad una forma di tute o comunque di protezione legislativa per il lavoratore e ancor di più, se immigrato, che denuncia fenomeni di caporalato». Durante la conferenza stampa si è parlato anche di lavoro nero e lavoro sommerso in Abruzzo. Paolo Castellucci, segretario provinciale Cgil ha fornito alcuni numeri. «In provincia di Pescara – ha detto – il 67,95% delle aziende ispezionate – non è risultato in regola. Su 1.291 aziende visitate, 719 hanno palesato problemi. Per quel che concerne i lavoratori, 494 su un totale di 1.232 sono risultati non in regola». Le aziende del terziario hanno palesato il maggior numero di irregolarità (73%), seguite da quelle del comparto industriale (43%) e da quelle agricole (30%).

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