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Mario Fratti

Sono cinque i Tony Award (ovvero gli Oscar del teatro americano) collezionati da Mario Fratti e il numero potrebbe essere sicuramente più alto, ma non è la prosopopea la caratteristica saliente di questo eccezionale rappresentanto abruzzese nella capitale economica degli Stati Uniti. Originario dell’Aquila, Fratti ha aggiunto negli ultimi mesi un altro successo al suo prestigioso curriculum di scrittore, trovando la soddisfazione di avere anche una star quale Banderas tra gli attori che hanno calcato le scene dei suoi spettacoli. Arrivato a ben settantuno opere, Mario Fratti può essere considerato il più longevo tra i grandi scrittori di teatro di Broadway, mitico quartiere di New York divenuto la sua vera casa e l’essenza del suo mondo artistico. Tutte rappresentate, le pieces teatrali dell’aquilano hanno lasciato il segno nel panorama artistico internazionale, a partire dall’ormai classico “Nine” rielaborato sulla scia di 8 e mezzo di Felliniana memoria, che continua a strappare applausi nell’edizione recitata da Banderas, Rivera e Benanti.
Trapiantato negli Usa dal 1963, Mario Fratti é diventato un protagonista del mondo teatrale americano, dove ormai è un’istituzione e da anni raccoglie premi per le sue opere intrise di temi sociali. Giunto alla invidiabile quota di 58 soddisfazioni, l’aquilano ha ricevuto anche l’assegnazione, l’anno scorso, dell’ “Otto René Castillo Award for Political Theatre”, un premio che ha assunto un significato particolare per Fratti, trattandosi di teatro politico che negli Stati Uniti non è infatti materia facile da trattare.
“In Europa vincere un premio per il teatro politico è una cosa molto facile. In Europa tutto è politico. Ricevere un premio per la propria attività di teatro politico in America è invece un vero e proprio miracolo”: con queste parole, Fratti commentò con soddisfazione il ritiro della statuetta all’Irving Plaza hotel a New York, puntualizzando una precisa visione della sua ricerca letteraria e teatrale.
Scrittore, professore universitario e critico teatrale, per oltre mezzo secolo l’autore aquilano ha infatti scritto testi di opere teatrali e musical che sfidano le convenzioni sociali e politiche della società americana (“Alessia” è una delle sue ultime creature e viene rappresentata nei teatri di Off Broadway, a pochi passi dallo scintillante mondo di Broadway, dove va in scena Banderas) e ha avuto l’onore di essere rappresentato in 600 diversi teatri del mondo, mentre le sue opere sono state tradotte in ben 19 lingue.
Il suo musical “Nine” (adattato dal film “8 e 1/2” di Fellini), gli ha fatto vincere i 5 Tony e, in America, é stato in teatro per 790 giorni per piú di 2.000 rappresentazioni durante la stagione ’82-’83. Le sue altre opere hanno avuto una permanenza nei teatri tra i 30 ed i 60 giorni, raccogliendo intorno a se sempre critiche favorevoli e il rammarico di una scuola teatrale italoamericana di grande tradizione, se si esclude, nelle parole di Fratti, l’astro solitario di Tony Lo Bianco. Camminando a ritroso, negli ultimi mesi l’aquilano ha avuto la soddisfazione di leggere il proprio nome anche nella terra delle sue origini. E’ stata Mantova a dedicargli il giusto spazio con il titolo di “USA & Getta” – Teatro metropolitano americano, mettendo in scena titoli quali “Bridge”, AIDS, Salvadanaio, Sincerità, Club Suicidi, Dina e Alda, La Pillola. Ora tocca all’Abruzzo riportare il nome del suo illustre figlio nelle sale dei teatri regionali.
fonte: abruzzomigrazione

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