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Mancurti, Fondo Etico: “Guardare all’Aquila fra 20-30 anni: il futuro dei giovani e del territorio e’ nelle nostre mani”

“Sono onorato di essere stato scelto dall’Ance come presidente del Fondo Etico della Ricostruzione: non ci sono solo i palazzi, qui è il tessuto sociale a dover essere ricostruito”. La soddisfazione di Aldo Mancurti, ex capo dipartimento DiSet, è tangibile, nel giorno in cui viene presentato il Fondo Etico al Salone della ricostruzione 2015.

“La ricostruzione ha anche altre implicazioni: la rigenerazione urbana ma soprattutto la ricostruzione sociale: il fondo etico si inserisce in questo percorso. Sta a noi, che ne facciamo parte, l’utilizzo migliore di questo Fondo per finalità che analizzeremo di volta in volta ma che, comunque, non saranno calate dall’alto bensì saranno frutto di una condivisione di idee e intenti con il territorio.”

Il fondo etico – ha spiegato Enrico Ricci, presidente Ance Abruzzo- ha come finalità lo sviluppo di azioni a favore dei territori colpiti dal sisma. In particolare, si propone di contribuire alla realizzazione di opere utili alla comunità , con un meccanismo molto semplice. Le imprese operanti nella ricostruzione ed aderenti al Fondo devolveranno una percentuale degli importi parametrata ai lavori pubblici e privati che andranno ad eseguire, in una quota di almeno lo 0.2%. In via prioritaria, i fondi saranno corrisposti nell’area dove svolgeranno i lavori, che sia L’Aquila o uno dei comuni del cratere.

Un percorso pieno sì di ostacoli ma anche di soddisfazioni: ridare qualcosa al territorio sul quale le aziende hanno trovato fonte di guadagno e lavoro. Rendicontazione sociale, etica e legalità insieme per la ricostruzione dell’Aquila. “Noi abbiamo sempre avuto, ancor prima dell’arrivo del ministro Barca,” continua Mancurti “l’idea che la ricostruzione non è solo meccanica, dei palazzi. Lo sanno tutti. Bisogna guardare al futuro, con un orizzonte di 20-30 anni. Bisogna guardare allo sviluppo di questi territori, che è nelle nostre mani. Se non ci sarà questo, ricostruiremo sì le case a chi ne ha diritto, però dobbiamo pure pensare al futuro dei figli delle persone che hanno perso le case.”

“La parola sviluppo insieme alla ricostruzione sociale sono due pilastri che non possiamo dimenticare, oltre a quelli materiali delle case.” conclude il presidente del Fondo Etico.

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