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L’UNIVERSITA’ AD AVEZZANO

di DONATO LOMBARDI*

E’ giusto che Avezzano abbia la sua Università. Basta vedere migliaia di studenti che al mattino arrivano alla stazione da tutta la Marsica.

Vanno comunque fatte alcune considerazioni:

  1. La dialettica attuale tra le varie Università abruzzesi sull’ubicazione di facoltà al di là di certi eccessi di campanile, è un fatto positivo: finalmente si muove qualcosa.

  2. Quale facoltà va promossa e sostenuta. Giurisprudenza? Avremmo tra cinque anni altri cinquanta avvocati e poi? Medicina? Avremmo altri cento medici e poi?

  3. La facoltà più che emanazione di esigenze espansionistiche degli atenei deve essere espressione delle reali potenzialità locali, nascoste o male utilizzate. Questo e solo questo rappresenta lo sviluppo vero di un territorio.

 

Senza nulla togliere alle nobili professioni di Cicerone e di Ippocrate, è risaputo che di avvocati e medici è inflazionata l’Italia. E’ ora di guardarsi intorno e pensare al futuro.

Il mio sogno è quello di vedere ad Avezzano una facoltà universitaria nuova, aderente ai temi, che abbia prospettive di sviluppo per tutto il Centro Meridione. Una facoltà che non c’è da Firenze in giù: quella di Ingegneria Aziendale che possa avere specificità in tecnologia avanzata, vedi Telespazio, Micron e Piana del cavaliere. In Agroindustrie, vedi il bacino del Fucino e un’ARSSA all’altezza dei tempi.

E perché non in Giurisprudenza d’impresa: come è sentita la mancanza di questa cultura giuridica.

Cose nuove, originali, volte al presente e tese al futuro con ragionevoli possibilità di sviluppi ambiziosi.

In una facoltà sì fatta potremmo avere studenti da tutto il Centro Meridione e quindi da tutto il Bacino Mediterraneo.

Non dimentichiamo che l’arretratezza del Meridione, al quale, per molti versi, siamo assimilabili noi abruzzesi, è la scarsissima capacità di fare impresa.

Come nasce l’impresa, di che cosa è fatta, come si gestisce. Certo l’Università non crea imprenditori ed il sapere deve essere libero ed indipendente, ma bisogna abituarsi a pensare e fare e per alcune materie a pensare per il fare.

Se riusciamo ad unire un po’ di pragmatismo al disincanto per le cose che ci deriva dalla nostra cultura Greco Latina, noi possiamo competere da protagonisti con chiunque e forse essere primi.

 

* Presidente degli Industriali

della Provincia dell’Aquila

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