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Lettera al Presidente della Regione Abruzzo On. Giovanni Pace

Caro Presidente,

sei entrato in una casa con solide fondamenta, formate dalla “gente abruzzese”, ma con fragili pilastri e tante pareti che si succedono a formare lunghi e continui corridoi. Puoi attraversare “la casa Abruzzo” in lungo e in largo, ma non troverai stanze, luoghi dove imparare, inventare, costruire e sviluppare. Cosa è successo? Cosa non ha funzionato? Dove sono le porte per entrare e le finestre per vedere oltre quei muri? Io un’idea ce l’avrei. Forse il progettista non ha considerato che una casa deve essere fatta per chi la deve abitare, che deve rispondere alle mutevoli esigenze, agli immediati fabbisogni di chi la vive ogni giorno e che ogni spazio deve essere in armonia con il tutto. Forse l’impresa che doveva realizzarla non si è accorta che i tempi, soprattutto quelli del cambiamento, sono diventati frenetici e determinanti. La velocità degli eventi rende vincenti coloro che sanno stare sui ritmi, cogliere l’accelerazione con cui bisogna agire, intuire le nascenti necessità, rendere pronto, flessibile, competente e dinamico il potere decisionale.

Quali sono le nostre stanze, le stanze dove i Giovani Imprenditori lavorano? Sono quelle dove la formazione, la scuola e l’impresa si avvicinano, dove la conoscenza libera nuova occupazione e una nuova imprenditorialità. Dove si guarda all’Unione Europea come nuovo riferimento politico ed economico del vecchio Continente, perché la scelte più importanti, anche per gli imprenditori, hanno origine a questo livello. Dove si lavora per generare efficienti momenti di sviluppo produttivo in equilibrio pressoché perfetto tra ambiente, agricoltura industria e commercio. Dove ci si può serenamente impegnare alla ricerca di nuovi modelli di trasformazione strutturale, di evoluzione tecnologica e competitiva. Dove si può liberare l’intelligenza imprenditoriale senza reprimerla in confusioni burocratiche e sistemi amministrativi obsoleti. Dove il passaggio generazionale può diventare una spinta alla globalizzazione ed alla internazionalizzazione. Dove la piccola impresa, il cuore e la ricchezza del sistema economico, può mostrare la sua capacità di proposta, d’innovazione e di flessibilità.

Ma la stanza più importante che vorremmo vedere presto conclusa è quella che può offrire ai giovani un sistema educativo che garantisca a tutti un’opportunità di crescita personale, intesa come sviluppo della propria cultura, ma anche come capacità d’inserirsi con successo nel mondo del lavoro.

I nostri arnesi sono i principi del merito, della responsabilità, del coraggio di rischiare e dell’innovazione; la nostra materia prima è la volontà di essere artefici del nostro percorso, senza deleghe. Siamo fortemente motivati e consapevoli che il lavoro da fare è tanto e l’impegno richiesto è enorme, ma questo non ci spaventa.

In questo dedalo di corridoi è necessario aprire delle porte, in modo che le opportunità, che prima hanno solo attraversato questa casa, possano essere accolte e sviluppate per una comune crescita.

Mostraci le porte e potremo fare quel primo piccolo passo con il quale inizia ogni lungo cammino.

Un caro saluto.

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