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Lenzi Egisto by FF, Eugenio D’Amico: “il tessuto elastico protegge non solo dal crollo di muri e solai ma anche le vie di fuga, come scale e tamponature”

Coniugare resistenza ad elasticità per salvare gli edifici dal terremoto.
E’ l’obiettivo della linea “Aegis”, nome dello scudo di Giove: come uno scudo, il materiale pensato e costruito dalla Lenzi Egisto by FF preserva l’edificio da crolli non solo strutturali ma anche riguardanti le tamponature e i solai, tanto in edifici privati quanto pubblici, come le scuole.

Lenzi Egisto by FF è per la prima volta al Salone della Ricostruzione dell’Aquila ma conosce già il mercato aquilano grazie alla collaborazione con Madis Costruzioni, la creatrice della Stanza Antisismica.

La partecipazione al Salone della Ricostruzione dell’Aquila arriva dunque per mostrare al pubblico e alle aziende la novità assoluta di questa azienda toscana, nata dalla ricerca ma anche dalla compenetrazione di diversi settori produttivi.

Eugenio D’Amico è il coordinatore delle vendite: come è nata la linea Aegis?

Fino al 2008 l’ingegneria civile si era adoperata, per quanto riguarda la ristrutturazione e la costruzione, solo sulle parti strutturali. A seguito dell’entrata in vigore nel 2008 di un nuovo disciplinare, si è constatata la necessità di intervenire anche sulle parti secondarie, come le tamponature. Aegis è un tessuto elastico, robusto e con capacità di contenimento da 5000 Kg per metro lineare a 13000 kg per metro lineare.

Perché un tessuto elastico?

E’ una rete in poliestere e acciaio che tutela le vie di fuga in caso di sisma. Pensiamo al tamponamento delle scale: in caso di crolli, le scale sarebbero impraticabili e impedirebbero l’uscita. Con l’utilizzo di Aegis sotto l’intonaco delle pareti non strutturali di case ed altre costruzioni edili, si può contenere il rischio di crolli.

In quali ambiti è stato già utilizzato?

Nell’edilizia pubblica, come i solai delle scuole. Ma anche all’Expo di Milano: Aegis è stato utilizzato per i viali ornamentali con vegetazione, visto che la sua composizione in poliestere ed acciaio inox lo rende particolarmente resistente anche agli agenti atmosferici. Non ha necessità di utilizzo di malte o prodotti speciali per essere posato e questo lo rende ancor più competitivo per quanto riguarda il prezzo a fronte della qualità.

Il Gruppo Lenzi di Prato è una delle principali aziende del distretto tessile toscano, attiva da anni sul fronte della ricerca nel campo dei tessuti non convenzionali. Da dove deriva l’idea di un tessuto per la prevenzione antisismica?

E’ nata nei nostri laboratori. Da sempre ci occupiamo di tessuti, scarpe antifortunistiche, ma con un occhio a tutte i diversi utilizzi di un tessuto, compresi quelli non convenzionali. Ad esempio, abbiamo realizzato un’ ovatta speciale per abiti da cacciatori pensata per salvaguardare chi la indossa dagli impallinamenti accidentali durante una battuta; o anche un tessuto particolare, presentato in questi giorni a Stoccolma, destinato ai boscaioli e che rende impossibile alle lame eventualmente sfuggite al loro controllo di trapassare i vestiti.

Molti settori diversi, dunque. La crisi si è sentita ugualmente?

Sì, senza dubbio. Ma la nostra forza consiste nell’aver sviluppato un mercato molto ampio, con forniture non solo di materiali diversi ma anche di diversi utilizzi: con i nostri tessuti riforniamo la Gendarmerie francese e la polizia di New York.

 

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