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LE MODIFICHE CONTABILI IVA CONSEGUENTI ALLE RECENTI MODIFICHE NORMATIVE

di NUNZIO BUZZI

 

Il d.lgs. 2 settembre 1997

 

 

 

  n. 313, d.lgs. 9 luglio 1997

 

 

 

  n. 241ed altre leggi e leggine, variamente assortite,  hanno apportato notevoli modifiche alla disciplina degli obblighi contabili relativi all’imposta sul valore aggiunto.

 

Alcune di queste modifiche sono andate nel senso della semplificazione e dello snellimento degli adempimenti dei contribuenti, altre hanno invece comportato inutili contorcimenti degli obblighi contabili di cui non si sentiva affatto il bisogno.

Tra le norme più importanti che

hanno subito modifiche troviamo:

l’art.6, comma 5, del D.P.R. 633/72, avente per oggetto la fatturazione in sospeso nei confronti dello stato e degli enti pubblici nello stesso articolo elencati;

– l’art. 21, comma 4, del DPR 633/72, relativo alla fatturazione differita;

l’art.25 del D.P.R. 633/72 avente per oggetto la registrazione delle fatture di  acquisto;

l’art.27 sempre del D.P.R. 633/72 relativo alle liquidazioni periodiche dell’IVA;

Si fornisce una breve panoramica delle novità da ricordare:

 

Modifiche all’art. 6

Nella previgente normativa, per le operazioni imponibili nei confronti dello Stato e degli enti pubblici elencati nell’art. 6 del DPR 633/72, il momento in positivo delle operazioni era spostato da quello di effettuazione delle stesse a quello del pagamento del corrispettivo. Nascevano le cosiddette fatture sospese.

Affinché questo meccanismo divenisse operativo, però, il contribuente era tenuto ad annotare le fatture emesse in sospensione di imposta in un particolare registro vidimato, il registro delle fatture in sospensione, da cui le stesse venivano rimosse al momento del pagamento del corrispettivo ad esse relativo per essere contabilizzate nei normali registri IVA e partecipare alla liquidazione dell’imposta nel mese in cui detta seconda annotazione avveniva.

Con la nuova stesura dell’articolo il panorama cambia:

– la fatturazione in sospeso, fermo restando il beneficio della sospensione dell’imposta, è soppressa e la fattura emessa dal fornitore è definitiva;

– l’aliquota IVA applicata risulta anche essa definitiva ed insuscettibile di variazioni disposte da norme di legge;

– non è più necessaria l’istituzione del registro delle fatture in sospeso poiché la fattura, essendo definitiva, deve essere annotata nel normale registro delle fatture emesse, in una apposita colonna oppure usando particolari codici. E’ possibile, in ogni caso, l’istituzione di un registro sezionale debitamente bollato in cui trascrivere dette fatture;

– l’imposta deve essere liquidata facendo riferimento al periodo in cui il corrispettivo viene incassato rimanendo nella facoltà del contribuente di rinunciare al beneficio.

 

Modifiche all’art. 21

L’Art. 21, comma 4, del DPR 633/72 secondo la vecchia stesura, precedeva che la fattura per le sessioni di beni, purché comprovate da un documento idoneo ad identificare le parti tra cui si svolgeva l’operazione, poteva essere emessa entro il mese successivo a quello in cui l’operazione si perfezionava. Conseguentemente, secondo logica, la relativa imposta doveva considerarsi esigibile dal momento dell’emissione della fattura e non da quello di effettuazione dell’operazione.

Con l’art. 3 del DL 328 del 1997 convertito nella legge n 410 del 1997, a partire dall’1 ottobre 1997, le fatture differite possono essere emesse entro il giorno 15 del mese successivo a quello della sessione del bene ma, attenzione, l’esigibilità dell’imposta ad esse relativa, decorre dal momento del perfezionamento dell’operazione, come per le fatture immediate.

Al danno del minore tempo per emettere le fatture differite si aggiunge quello di doverle in pratica registrare prima di averle emesse. In barba alla logica e, soprattutto, alla sbandierata semplificazione.

 

Modifiche all’art. 25

 

 

Il termine per la registrazione delle fatture passive, che nella previgente normativa era stabilito nel mese successivo a quello del ricevimento della fattura da parte del fornitore, può essere attualmente procrastinato fino al termine di presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo rispetto a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto. Insomma, una fattura ricevuta nel mese di marzo del 1998 può essere annotata entro il 31 dicembre del 2000 mentre prima la stessa fattura doveva essere registrata entro il mese di aprile del 1998, pena lo spostamento del diritto alla detrazione in sede di dichiarazione IVA annuale.

Da notare, in ogni caso, che già con l’art.6 comma 5 del D.P.R. 695 del 1996 il termine di registrazione delle fatture era stato spostato dal mese successivo al quarto mese successivo a quello di ricevimento delle stesse.

 

Modifiche all’art. 27

 

Il termine per la liquidazione e il pagamento dell’IVA, dal mese di maggio 1998 in conseguenza dell’unificazione dei termini di pagamento di tutte le imposte disposta dall’art. 18 del D.lgs. 241 del 1997, dovrà avvenire con la seguente scansione temporale:

– contribuenti che liquidano l’imposta con cadenza mensile:

* giorno 15 del mese successivo a quello di competenza

– contribuenti che liquidano l’imposta con cadenza trimestrale per opzione:

* giorno 15 del secondo mese successivo alla fine del trimestre di competenza calcolando l’1,5% in più a titolo di interessi passivi;

– contribuenti che liquidano l’imposta con cadenza trimestrale in quanto rientranti nelle imprese di cui all’art. 74 del DPR 633/72:

* giorno 15 del secondo mese successivo alla fine del trimestre di competenza, senza aggravio di interessi.

 

Si raccomanda un attento studio delle modifiche e per ogni approfondimento, si rimanda alla lettura della circolare del Ministero delle Finanze n. 328/E del 24/12/97.

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