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LE ASPETTATIVE DI CONFINDUSTRIA

Confindustria Abruzzo nel corso di una conferenza stampa, tenutesi a L’Aquila, ha presentato ed illustrato alle forze politiche ed ai relativi rappresentanti candidati al prossimo governo regionale, le “Linee guida per la Legislatura Regionale 2000-2004”, con le quali intende fornire un contributo propositivo per la definizione delle linee prioritarie di sviluppo che l’Abruzzo dovrà darsi nella prossima legislatura regionale, consapevole e responsabile di rappresentare l’imprenditoria, il motore primario dello sviluppo sociale ed economico.

Concertazione e Sussidiarietà: in base al principio di sussidiarietà, Confindustria Abruzzo rifiuta la “concertazione” quale metodo fine a se stesso che tende a prendere il sopravvento sui contenuti. La “concertazione”, deve costituire un mezzo per recepire, da parte degli organi legislativi, le proposte delle parti sociali, pertanto si chiede la costituzione di un Tavolo permanente Regione-Confindustria. Si auspica anche una reale liberalizzazione del mercato.

– Federalismo e Ruolo della Regione: l’accresciuto ruolo della Regione impone l’assunzione di maggiori responsabilità. Alla Regione si chiede capacità e concretezza nell’attuazione della sua azione e autorevolezza nei confronti dei vari soggetti pubblici e privati, locali, nazionali e Comunitari, dimostrando potere di intervento anche con riferimento a provvedimenti fuori della diretta competenza regionale. Sul versante politico, poi, si dovrà garantire stabilità del Governo e nel Governo.

I PROBLEMI E LE AZIONI PROGRAMMATICHE:

– Il Contesto Socio Economico – Criticità e Potenzialità: il sistema produttivo ed economico abruzzese continua a presentare caratteri di fragilità in una situazione politico-economica di svantaggio competitivo rispetto alle realtà più sviluppate. L’Abruzzo presenta, però, anche dei potenziali punti di forza su cui intervenire in termini di valorizzazione: un sistema regionale configurabile come regione-città che dovrebbe facilitarne la gestione e la messa in rete; un sistema di Piccole Imprese con ampi margini di crescita; una presenza di importanti realtà industriali di cui andrebbe valorizzata la complementarità rispetto alle PMI; la vicinanza a realtà metropolitane che possono trovare nella regione sbocchi commerciali e/o turistici; un patrimonio storico ed ambientale notevole per lo sviluppo del turismo; un ambiente sociale serio e tranquillo.

– La Programmazione Regionale e le Priorità’ di Intervento: la nuova programmazione dovrà cercare di incidere significativamente sulla struttura del sistema socio-economico superando la logica dell’emergenza e dell’occasionalità, ponendo al centro dell’azione regionale, il sistema produttivo stesso come fattore basilare del processo di sviluppo complessivo. Si tratterà quindi, di prevedere sia aiuti diretti agli investimenti, sia interventi volti a riqualificare il territorio.

– Marketing territoriale: la Regione dovrà farsi parte attiva per promuovere e incentivare progetti di marketing territoriale. Deve essere prevista la costituzione di una Agenzia di sviluppo, a livello regionale, e di Agenzie di Area, a livello locale -possibilmente private- che in stretto collegamento con le Amministrazioni e le Associazioni di categoria interessate promuovano all’estero nuovi investimenti in Abruzzo.

– Le Politiche Territoriali e la Programmazione Negoziata: la presenza di processi di pianificazione strutturati su diversi livelli di competenza, mantengono in Abruzzo una organizzazione delle politiche territoriali troppo complessa. la Regione deve assicurare non solo una disponibilità formale al sostegno delle politiche di Programmazione negoziata, ma deve anche sostanziare il suo impegno alla attribuzione di risorse finalizzate alla attuazione delle proposte. Importante è anche l’istituzione di due nuovi Distretti Industriali: il primo nell’Aquilano per l’elettronica e il secondo nel Pescarese per i servizi avanzati.

LA RIFORMA AMMINISTRATIVA E LE POLITICHE DI BILANCIO

– La Riforma della P.A. e la Semplificazione delle Procedure Amministrative: si deve procedere nell’ammodernamento della macchina amministrativa regionale, perché è uno dei più grossi ostacoli “al fare Impresa” avvertito dal sistema produttivo.

– Fiscalità’ e Politiche di Bilancio: dalla prossima legislatura le Regioni dovrebbero essere dotate di una sostanziale autonomia finanziaria sia dal lato delle entrate che della spesa. Le maggiori fonti di entrata saranno direttamente proporzionali all’andamento del PIL e quindi il gettito complessivo delle entrate regionali sarà tanto più alto quanto maggiore sarà il tasso di crescita della ricchezza prodotta. La Regione, dovrà quindi orientare la propria politica fiscale al fine di favorire ed incentivare i progetti di sviluppo imprenditoriali ed i nuovi investimenti.

LE POLITICHE DI SETTORE

– Piani di Settore, Infrastrutture e Servizi alle Imprese: l’obiettivo strategico da perseguire quello della costruzione di un habitat infrastrutturale che abbatta e/o riduca diseconomie e costi esterni all’impresa. La Regione dovrà avviare al più presto un programma selettivo di investimenti e promuovere un coinvolgimento di capitali privati nell’ottica di una politica di interventi capace di incidere sul territorio e sul suo riequilibro tra zone interne e costiere. In particolare si chiede un sistema intermodale a rete moderno ed efficiente sotto l’aspetto logistico e gestionale. Innovativa sarebbe la creazione di un Piano delle telecomunicazioni e dell’informatica volto allo sviluppo di reti altamente tecnologiche. A livello generale, la fornitura dei servizi alle imprese deve essere lasciata alla libera concorrenza del mercato, evitando privilegi distorsivi a favore di Enti pubblici e/o strumentali della Regione.

– Occupazione e Politiche del Lavoro: la crescita dei livelli occupazionali deve essere l’obiettivo etico primario. I dati sulla disoccupazione in Abruzzo sono allarmanti per cui si ritiene che si debbano promuovere politiche volte allo sviluppo dell’imprenditoria e di nuovi investimenti in grado di produrre vera occupazione; è invece da rigettare ogni politica volta alla “creazione” di occupazione fittizia.

– Servizi all’impiego: i servizi connessi all’impiego e al nuovo collocamento devono essere liberalizzati prevedendone l’affidamento anche a società private. Confindustria Abruzzo è contraria a qualsiasi forma di lavoro nero in quanto lesiva dei diritti dei lavoratori e causa di concorrenza sleale tra le imprese, ma fenomeno va combattuto ricercando soluzioni strutturali ed organiche e promuovendo misure che possano incentivarne l’emersione.

– Formazione Professionale e Sistema Educativo: la valorizzazione delle risorse umane è un obiettivo strategico. Per adeguare l’attuale sistema formativo, deve essere riconosciuta la centralità dell’impresa come luogo dove si sviluppano le nuove conoscenze e professionalità.

La pianificazione delle attività formative deve basarsi sulla domanda e non sull’offerta: va quindi premiata la qualità delle analisi dei fabbisogni e, di conseguenza, va rafforzata la collaborazione con le Associazioni di Categoria. E’ prioritario anche un intervento per la liberalizzazione: le imprese devono poter promuovere azioni formative quando loro necessario, esclusivamente con modalità “a sportello”, e soprattutto decidere chi e come, sul mercato, debba svolgere i corsi formativi.

– La Sicurezza nei luoghi di lavoro: la sicurezza nei luoghi di lavoro va perseguita a tutela della salute dei lavoratori, anche come strumento per adeguare agli standard europei gli impianti e i cicli di lavoro delle imprese meno strutturate. L’attuale Legge Regionale che concede contributi per attuare la normativa in materia di sicurezza è positiva, ma i contributi previsti sono insufficienti.

LA POLITICA DEGLI INCENTIVI

– Incentivi alle Imprese: con il D.Lvo n.°112/98 la Regione avrà anche funzioni e compiti di gestione amministrativa sulle leggi di incentivazione all’Industria prima esercitate dallo Stato. Al riguardo, Confindustria Abruzzo individua negli interventi riguardanti la ricerca e l’innovazione tecnologica in azienda e in quelle per l’acquisto di macchinari le misure su cui concentrare le risorse. Per quanto riguarda gli interventi con risorse regionali, invece, si raccomanda la complementarità e l’integrazione degli interventi regionali rispetto alle agevolazioni nazionali e comunitarie. Complessivamente si rende necessaria la predisposizione di una Legge Quadro regionale sull’industria che razionalizzi gli interventi e le misure da promuovere ponendo particolare attenzione alle problematiche delle Piccole imprese.

– Innovazione Tecnologica, Ricerca e Qualità: si richiede un’azione incisiva affinché si determini un più stretto contatto e coordinamento tra le imprese e i centri di ricerca esistenti e si sostengano i centri di ricerca esistenti presso le imprese locali promuovendo, al contempo, la nascita di centri di ricerca gestiti dalle imprese e/o da loro consorzi in stretto collegamento con le Università. E’ necessario un provvedimento legislativo che preveda contributi alle imprese per progetti di Ricerca, sviluppo e di innovazione complementari ed integrativi delle leggi nazionali. Sul versante della certificazione della qualità, la Regione Abruzzo si è recentemente dotata di una Legge, fortemente promossa e voluta da Confindustria Abruzzo, che, però è insufficiente per l’entità dei contributi alle imprese e per la dotazione finanziaria.

– Internazionalizzazione: le azioni promozionali finora avviate ai fini dell’internazionalizzazione dell’imprenditoria abruzzese sono insufficienti. Si chiede, quindi, che la Regione operi attraverso azioni mirate modificando in senso innovativo le tipologie e le metodologie di intervento. Dovrà essere previsto uno specifico Sportello sulle agevolazioni al commercio estero e all’internazionalizzazione. Ai fini della creazione di meccanismi che permettano opportunità di parternariato e di joint-ventures sarà importante il ruolo svolto dalle Agenzie di sviluppo. In generale dovrà essere predisposto uno specifico provvedimento che, riordinando la materia, preveda incentivi alle imprese e alle rispettive Organizzazioni di categoria per progetti di internazionalizzazione e lo sviluppo dell’E-commerce.

– Credito e Finanza: nonostante la crescente competitività tra gli Istituti di Credito, si sta operando a livello generale in modo tale da concedere gli affidamenti solo alle aziende ritenute “sicure”. Per tale motivo Confindustria Abruzzo ritiene che si debba agire marcatamente sul sistema delle garanzie aumentando sostanziosamente gli stanziamenti ex l.r. 59/80 per ampliare l’operatività dei Consorzi Fidi nei confronti delle PMI.

AMBIENTE ED ECOLOGIA: la complessa e lacunosa normativa in campo ambientale e le complesse procedure di controllo non agevolano il processo di sviluppo ecosostenibile sostenuto dalle imprese. Per fare la chiarezza sul modo di operare a tutela della collettività e dell’interesse privato si chiedono: 1) interventi formativi rivolti a tecnici e funzionari della P.A., in particolare a quelli impegnati in compiti di controllo; 2) azioni di coordinamento tra i vari organismi di controllo a livello interprovinciale e proposte legislative per la creazione di un organismo di controllo unico.

-TURISMO: in relazione alle risorse naturali e culturali di cui è dotato l’Abruzzo, le attività turistiche potrebbero costituire -potenzialmente- uno dei più importanti fattori di sviluppo regionale. La politica e la programmazione regionale, finora, hanno assunto posizioni e scelte che non si confanno alla natura di questa attività e alla portata dei problemi che questa attività comporta. In tal senso è necessario un forte alleggerimento di tutti i vincoli che limitano le iniziative finalizzate al turismo. E’ necessario riconsiderare il turismo affinché questa attività si trasformi in una organizzazione strutturale e funzionale di tipo industriale.

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