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L’Aquila,Cioni: a 3 anni ambulanti ancora senza collocazione

“Un mercato unico, uno dei più antichi d’Italia”: così ricordano il Mercato di piazza Duomo dell’Aquila i rappresentanti storici delle associazioni sindacali degli ambulanti, che oggi pomeriggio hanno ricevuto i riconoscimenti con i quali la loro federazione, la FIVA (Federazione Italiana Venditori Ambulanti, aderente a ConfCommercio), ha voluto celebrare i 40 anni di attività.
Lo rivendica con passione Celso Cioni, direttore di ConfCommercio Abruzzo: “Furono 8 le federazioni locali degli ambulanti che parteciparono alla nascita di quella Federazione nazionale di cui celebriamo il quarantennale e tra questi c’era la federazione aquilana. Il nostro mercato era una particolarità unica. Richiamava turisti da ogni parte e nel contempo restava una realtà viva e presente, puntuale tutti i giorni da 8 secoli, in quella piazza che dalla nascita della città ne è stata sempre il centro culturale e sociale”.
Dal fatidico 6 aprile del 2009, il tempo si è fermato in quella piazza Duomo aquilana che finì sotto riflettori di tutto il mondo per il crollo quasi in diretta della cupola (realizzata nell’Ottocento dal Valadier) della Chiesa di Santa Maria del Suffragio (per gli aquilani chiesa delle Anime Sante, costruita nel ‘700 dalla confranternita del Suffragio – anche allora, ironia del destino, coi soldi delle offerte che affluirono dopo il disastroso sisma del 1703). E gli ambulanti, gli artigiani, i contadini e il loro mercato?
“Da tre anni il commercio ambulante aquilano, che aveva una carta d’identità vera, solida, non trova più collocazione” denuncia Armando Zelli, Segretario Generale Nazionale FIVA “ e la scommessa di ricreare altrove il contesto adatto a farlo ripartire non decolla. Nonostante la piena disponibilità degli ambulanti a mettersi in gioco e a fare la loro parte, quando gran parte del lavoro è stato realizzato, quando manca ormai solo l’ultimo miglio, direi, per raggiungere il traguardo che ci siamo prefissi”.
Il traguardo è in piazza d’Armi, laddove con la Protezione Civile e l’accordo delle associazioni di categoria e degli enti locali dovrebbe trovare collocazione provvisoria il mercato di piazza Duomo, almeno fintanto che la ricostruzione del centro storico non sarà compiuta. Un progetto nel quale sono stati già investiti un milione di euro ma la cui conclusione viene rimandata di stagione in stagione (l’ultima dead line per i lavori è stata spostata a primavera).
“Il progetto è bloccato per motivi di sicurezza e fruibilità. Serve un ulteriore stanziamento di circa 300.000 euro, necessari per la realizzazione di un collettore per le acque ed altri interventi aggiuntivi che non erano stati previsti” spiega Alberto Capretti, Presidente Comitato Regionale di coordinamento sindacale FIVA. Il quale è stato appena riconfermato al vertice del sindacato e promette battaglia “nessuno si muove per far ripartire davvero la città. Ma io vengo dal mondo del commercio ambulante, so cosa significa davvero questa perdita per tante persone che lavorano nel settore e per i cittadini che intorno al mercato costruivano la loro identità e la loro appartenenza. Per questo non mi arrendo. Il terremoto ha congelato la città ma non i suoi abitanti. Ci sono più di cento operatori e 30 coltivatori, che portavano i loro prodotti in piazza a rotazione, che sono rimasti senza lavoro: qualcuno ha chiuso, qualcuno è andato a fare altro… ma per lo più aspettano di poter tornare al loro posto. Gente che ha fatto questo lavoro per generazioni e che non vede l’ora di ricominciare. Aspettano, fiduciosi, che venga loro restituito un luogo da dove ripartire, un luogo che, purtroppo, non può essere il centro storico – non ancora. Sappiamo che non sarà come prima e non sarà facile. Mancano gli studenti, i turisti, perfino gli aquilani sono dispersi, lontani o in difficoltà a causa delle distanze. Ma li faremo tornare”.

“Solo la passione ci può spingere avanti. Per il nostro lavoro, per la città, per i suoi abitanti, per la nostra storia. Senza passione vera, concreta, non si va da nessuna parte. Parlano di sviluppo, economia, ricostruzione… Parole vuote, con cui si riempiono la bocca. L’unico interlocutore serio che abbiamo avuto fino ad oggi è stato il prefetto Gabrielli. Da allora sentiamo tante dichiarazioni d’intenti ma riscontriamo pochi fatti concreti” chiosa Celso Cioni, protagonista nei giorni scorsi di un’infuocata polemica col sindaco Cialente (“Non partecipo più ad adunate incloncludenti” ha tuonato sui giornali locali). E ribadisce la propria amarezza: “800 euro al mese, per tre mesi: ecco cosa hanno avuto queste persone negli ultimi tre anni, e ancora gli si chiede di attendere. E si fanno promesse per il rilancio economico. Mentre è tutto fermo. Altro che ricostruzione e sviluppo. Hanno ricostruito le chiese, pensano agli uffici pubblici e alle case… ma chi si occupa delle attività economiche? Come pensiamo di salvare questa città, se non salvaguardiamo il tessuto economico che la sosteneva? Il Mercato di piazza Duomo è un simbolo dell’Aquila, della sua ragguardevole storia e della sua attuale incapacità di uscire dal pantano”.

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