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L’Aquila, ZFU: entro ottobre Ministero emanerà circolare

“Entro la fine del mese il ministero dello Sviluppo economico emanerà la circolare sulla zona franca “de minimis” dell’Aquila, in cui verrà indicato il termine per la presentazione delle istanze. Non sarà un “clic-day”, ma gli imprenditori avranno due-tre mesi di tempo per inoltrare le domande, per via telematica o su supporto cartaceo. Nella concessione dei contributi verrà applicato il criterio proporzionale”. E’ quanto ha dichiarato Carlo Sappino, dirigente generale del ministero dello Sviluppo economico, intervenendo questa mattina, al convegno sulla zona franca “de minimis”, organizzato dalla Camera di commercio dell’Aquila. L’incontro, a cui hanno preso parte associazioni di categoria, ordini professionali, consulenti del lavoro, politici e numerosi imprenditori, si è svolto nella sala Tre Marie dell’Archivio di Stato, a Bazzano. “A breve le imprese avranno tutte le indicazioni per presentare le domande”, ha detto Sappino, “abbiamo accolto con favore la proposta della Camera di commercio di un incontro con l’imprenditoria locale e le associazioni di categoria. In fase di predisposizione dei criteri di attuazione valuteremo le indicazioni e le richieste che ci sono state fornite oggi, anche se la normativa comunitaria è molto chiara”. Sappino ha definito alcuni passaggi: saranno fuori dalle agevolazioni fiscali previste dalla Zona franca aquilana tutti i professionisti. “La misura”, ha sottolineato, “è riservata alle piccole e medie imprese che operavano nel comune dell’Aquila alla data del 6 aprile 2009 o che verranno costituite entro il 31 dicembre 2014. Se l’esperimento avrà esito felice si potrà valutare anche un’estensione territoriale ai comuni limitrofi, che al momento non è prevista”. Quanto alle imprese che hanno richiesto aiuti finanziari dopo il sisma del 2009 come “aziende in difficoltà”, Nicola Buonfiglio, dirigente del ministero dello Sviluppo econimico ha spiegato: “Saranno escluse dai benefici solo le imprese che hanno dimezzato il capitale sociale nell’ultimo triennio o che hanno attivato procedure concorsuali. A disposizione ci sono 90 milioni di euro, con due riserve: la prima per le imprese che operavano in centro storico, la seconda per le nuove attivazioni. Da una stima iniziale riteniamo che a beneficiare degli sgravi saranno tra le 5mila e le 6mila imprese, con un importo minimo di 18mila euro”. “L’incontro odierno”, il commento di Lorenzo Santilli, presidente della Camera di commercio dell’Aquila, “è stato molto positivo e utile a chiarire alcuni passaggi tecnici relativi all’applicazione del decreto sulla Zona franca “de minimis”: l’occasione, per le associazioni di categoria, gli ordini professionali e i consulenti del lavoro, di confrontarsi con gli esperti del ministero e di avanzare proposte e richieste utili all’attuazione di tale strumento”. Alla riunione erano presenti anche l’ingegner Aldo Mancurti, capo Dipartimento del ministero della Coesione territoriale, il segretario generale della Camera di commercio, Fausta Emilia Clementi, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, l’assessore alle attività produttive del Comune dell’Aquila, Marco Fanfani e il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis.
POSIZIONE CONFCOMMERCIO L’AQUILA SUL DISPOSITIVO DI ATTUAZIONE DELLA ZONA FRANCA URBANA DEL COMUNE DI L’AQUILA
Dopo un lungo periodo di attesa, la ZFU di L’Aquila è finalmente una realtà, che potrà contribuire alla ripresa delle aziende della città, colpite duramente sia dal sisma del 2009 che dal lungo periodo di crisi in cui siamo ancora immersi.
Va senz’altro riconosciuto al governo di aver voluto con determinazione dare attuazione a questo importante strumento di recupero del tessuto produttivo della città, riattivando il fondo di 90 milioni ad esso destinato già dai provvedimenti post sisma; anche se il ricorso al regime de minimis certamente limita la portata del sostegno che le imprese si vedranno riconosciuto.
Si apprezza inoltre l’impianto normativo del decreto attuativo che disciplina le modalità di funzionamento del beneficio fiscale e contributivo. Tuttavia sembra opportuno porre in evidenza alcuni dubbi interpretativi il cui chiarimento agevolerebbe la partecipazione delle imprese al beneficio.

A) Riserva di tipo b), destinata ai soggetti che svolgono attività economica nel centro storico del comune di L’Aquila
Si accoglie con favore la previsione di una specifica riserva per le imprese del centro storico cittadino, con la quale si dà un adeguato riconoscimento alle aziende che hanno sopportato i maggiori danni provocati dal sisma. Si fa comunque presente che tale vincolo di destinazione potrebbe non trovare concreta attuazione per via della situazione in cui si trovano le aziende. Quelle che oggi vi esercitano effettivamente la propria attività nel centro storico sono ridotte a poche decine, a fronte delle mille del periodo precedente al sisma.
Come è noto, a causa delle condizioni degli edifici e delle esigenza di sicurezza di molti dei locali che ospitavano attività economiche, non è consentito l’accesso nella zona rossa, con conseguente impossibilità per gli imprenditori di riaprire le proprie attività. Per tali motivi molte aziende sono state costrette a delocalizzarsi, spostandosi verso zone limitrofe, in attesa di poter rientrare nel centro storico.
Per come attualmente disciplinata, la riserva non permetterebbe dunque a tali aziende di beneficiare integralmente delle agevolazioni fiscali e contributivi spettanti, nonostante il vincolo di destinazione delle risorse.
A tale proposito chiediamo che nella circolare interpretativa del Ministero si possa prevedere l’ammissione alla riserva di tipo b) delle imprese che non possono svolgere la propria attività nel centro storico per motivi oggettivi, ma che sono ivi titolari di un impresa e che si sono trovati nella necessità di delocalizzare temporaneamente in zone limitrofe della città. Altrimenti la maggior parte della aziende del centro storico si troverebbero nell’impossibilità di beneficiare integralmente delle agevolazioni fiscali e contributive.

 

 

B) Possesso di un locale od ufficio destinato all’attività economica o amministrativa
Altra problematica riguarda l’obbligo di possedere un locale o un ufficio nella ZFU. La richiesta potrebbe rendere difficoltosa l’ammissione al beneficio per alcune tipologie di imprese per il cui esercizio non si ha bisogno necessariamente di un locale specifico (commercio su area pubblica esercitato in via itinerante, attività di rappresentante o agente di commercio, edilizia, alcune tipologie di attività di artigianato di servizio, ecc….).
Si ritiene opportuno, al riguardo, esplicitare in generale la validità del requisito con l’indicazione della sede legale dell’impresa, come risultante al registro delle Imprese.
Per quanto attiene, in particolare, gli operatori di commercio su area pubblica con concessione di posteggio, quest’ultimo costituisce, a nostro avviso, locale a disposizione dell’impresa.
C) Definizione attività sedentaria ed attività non sedentaria
Ai fini dell’applicazione dei criteri relativi all’obbligo del personale dipendente o in alternativa di un volume di affari realizzato all’interno della ZFU pari almeno al 25% del totale, si chiede di proporre, nell’ambito della circolare interpretativa sopra richiamata, una specifica definizione di impresa “sedentaria” e “non sedentaria”, in modo da mettere le imprese nelle condizioni di valutare concretamente la propria condizione in relazione all’agevolazione. A fini esemplificativi, è nostro parere che un’impresa che esercita attività commerciale ambulante con concessione di posteggio debba essere considerata “sedentaria”, mentre quella che esercita l’attività esclusivamente in forma itinerante dovrebbe essere ricompresa tra le imprese “non sedentarie”.
D) Possibile perdita della esenzione dall’imposta municipale propria (IMU) per l’anno 2012
Presumibilmente le agevolazioni fiscali e contribuite previste nella ZFU, considerati i tempi necessari alla redazione della modulistica e degli altri atti amministrativi necessari all’avvio del dispositivo, partiranno nel 2013. Ciò determinerebbe la perdita dell’esenzione dall’IMU, che nel decreto attuativo è prevista esclusivamente per l’annualità 2012. Si chiede pertanto, considerato che l’ammontare dell’esenzione dall’IMU è già stata stimata per il 2012, lo spostamento dell’esenzione all’annualità 2013.
E) Cumulo delle agevolazioni con il de minimis
Si chiede, in ultimo, di poter specificare, nella circolare interpretativa del Ministero, le modalità di calcolo del cumulo delle agevolazioni previste dalla ZFU con altre agevolazioni e/o aiuti, al fine di dare certezza alla imprese sull’effettivo ammontare del beneficio al quale possono accedere.

 

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