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L’Aquila, urbanistica: 11 lavoratori pronti a vertenza con comune

Sono la memoria storica dell’urbanistica dell’intero Comune dell’Aquila. Undici lavoratori mai assunti dall’ente ma che da oltre 25 anni gestiscono la ‘sala macchine’ di questo intricato settore.
Il “concorsone di Ferragosto” rischia di farli fuori e adesso chiedono giustizia: una stabilizzazione, improbabile, oppure, se davvero dovranno riconquistarsi un posto passando per la ‘cruna stretta’ di una selezione a livello nazionale, il pagamento di tutto il pregresso accumulato in anni e anni di lavoro sovradimensionato a quelle che erano le loro mansioni originali.
“Dovremmo rientrare nella cosiddetta ‘corsia preferenziale’, saltando le preselezioni – spiegano i lavoratori inferociti ad AbruzzoWeb – ma non ci sentiamo di fare un concorso partendo sullo stesso piano con neo laureati provenienti da altre parti d’Italia”.
Se sarà questa l’unica chance, nel gruppo ci sarà “libertà di coscienza”: qualcuno proverà il difficile percorso, qualcun altro si rifiuta a priori. Quello che faranno tutti insieme “è una vertenza con l’ente per chiedere il pregresso. La nostra cooperativa – ricordano – è nata solo per un progetto di archiviazione dati, invece abbiamo svolto per anni un lavoro molto maggiore”.
Contava una trentina di persone, la squadra di giovani presi dal 1986 in poi attraverso la cooperativa “Il Poliedro”, entrati in seno all’amministrazione comunale dalla finestra e mai dalla porta grazie alla legge Mattucci sull’occupazione giovanile (legge regionale numero 86 del 1963).
Anno dopo anno la convenzione è stata rinnovata, sempre di 12 mesi in 12 mesi, e la pattuglia si è assottigliata. Oggi ci sono un architetto, cinque geometri e tre amministrativi, ai quali strada facendo si sono aggiunti altri due che si occupano di condoni edilizi.
Negli anni sono sfilati sindaci, assessori all’Urbanistica e dirigenti di settore, ma le leve sono sempre rimaste in mano a loro: piani urbanistici, varianti al vecchio Prg del 1974, il piano strutturale tentato come primo step di un nuovo strumento urbanistico intorno al 2000 e così via.
Ma non solo: c’è stato anche e soprattutto il lavoro di tutti i giorni, dichiarazioni di inizio attività, fine lavori, concessioni, opere minori, accettazione e appunto l’archivio, la mansione originaria che si è poi allargata a dismisura.
Tre anni fa è arrivato il terremoto, e il 25 giugno 2009 un’ordinanza “su misura”, la numero 3784, in deroga a ogni paletto sul personale ha autorizzato il sindaco “a stipulare non più di dodici contratti di lavoro a tempo determinato, prioritariamente con soggetti titolari di convenzioni stipulate ai sensi della legge regionale n. 63 del 1986”.
Così questi lavoratori sono finiti nel calderone dei cosiddetti “precari”, assieme ai co.co.co., agli assunti a tempo determinato e ai lavoratori di Abruzzo Engineering.
Ora la doccia fredda. Una super infornata di 128 persone che, però, verranno selezionate in tutta Italia con un concorso nazionale, l’ultimo prima che la spending review chiuda definitivamente il sipario sulla chimera del pubblico impiego.
E il 31 dicembre, data originaria di fine dello stato d’emergenza, a loro toccherà andare a casa e a qualcun altro prendere le redini dell’ufficio Urbanistica.
“Massimo Cialente – spiegano ancora gli insorti – lo conosciamo fin da ‘bambino’, veniva nei nostri uffici da quando era presidente della commissione Territorio. Prima delle elezioni ci ha detto di non preoccuparci, ma ora questa è la nostra situazione, vogliamo giustizia”.
Da abruzzoweb

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