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L’Aquila: Università, sul “no agli amici del Rettore”

E’ con dispiacere e sconcerto che, in merito alla nomina dei membri della commissione incaricata

 

di predisporre le modifiche statutarie imposte dalla riforma Gelmini, noi sottoscritti, membri del Senato Accademico dell’Università degli Studi dell’Aquila, comunichiamo quanto segue.
 apprendiamo da organi di stampa che “i docenti che si oppongono al rettore … terranno una conferenza stampa per denunciare il fatto che “i saggi non devono essere gli amici del rettore, ma votati come succede nelle altre università italiane” , nonché l’opinione secondo cui “la governance dell’Ateneo e i suoi supporter negli organi intendono avviarsi a una fase di gestione verticistica (non volendo dire autoritaria) dell’applicazione della legge, a prescindere dalle qualità individuali dei designati”.
Il Senato Accademico del 26 gennaio u.s. aveva all’ordine del giorno la nomina dei membri della Commissione incaricata, ai sensi della recente legge di riforma dell’Università, di predisporre le modifiche statutarie imposte dalla legge medesima. L’art. 2, comma 5, della legge n. 240 del 2010 dispone infatti che lo statuto contenente le modifiche statutarie “è adottato con delibera del senato accademico previo parere favorevole del consiglio di amministrazione” e che le relative modifiche sono predisposte “da apposito organo istituito con decreto rettorale … composto da quindici componenti, tra i quali il rettore con funzioni di presidente, due rappresentanti degli studenti, sei designati dal senato accademico e sei dal consiglio di amministrazione” (più avanti la norma specifica che “Ad eccezione del rettore e dei rappresentanti degli studenti, i componenti non possono essere membri del senato accademico e del consiglio di amministrazione”).
A fronte della pur chiara norma, si è sviluppato in senato accademico un ampio e partecipato dibattito in merito alle modalità di scelta dei membri di tale commissione. All’opinione che, in ragione della “funzione costituente” cui sarebbe chiamata la commissione, sosteneva l’opportunità (se non la necessità) di indizione di apposite elezioni, si è replicato che:
1) è erronea la premessa iniziale secondo cui tale commissione svolgerebbe una “funzione costituente”: la commissione svolge solo funzione istruttoria di predisposizione per il senato accademico e per il consiglio di amministrazione delle modifiche statutarie imposte dalla legge di riforma;
2) la commissione non gode di assoluta discrezionalità nella scrittura delle modifiche statutarie giacché trova, proprio nella legge di riforma (come è fatto notorio), direttive e criteri molto stringenti (dal numero minimo di docenti per la costituzione di un dipartimento, alla composizione e alle funzioni di consiglio di amministrazione e senato, ecc.);
3)  la disposizione legislativa in questione non parla affatto di “elezione” dei membri (che invece sono “designati” dal senato e dal consiglio di amministrazione) e l’eventualità (non prevista, ma neppure esclusa dalla disposizione in oggetto) di una elezione di tali membri avrebbe introdotto un elemento disfunzionale in ragione proprio della funzione istruttoria assegnata alla commissione. Le modifiche statutarie proposte dalla commissione dovranno infatti essere oggetto di deliberazione del consiglio di amministrazione e del senato accademico; una legittimazione di tipo elettorale di tale commissione finirebbe per contrapporre quest’ultima ai due organi competenti (senato e consiglio di amministrazione) in caso di emendamenti che questi volessero introdurre. L’investitura elettorale di un organo istruttorio si pone infatti in netto contrasto con la funzione (istruttoria appunto) al medesimo assegnata, giacché pone le premesse di una contrapposizione irriducibile di legittimazione fra lo stesso e l’organo decidente che in un secondo momento è chiamato ad adottare la relativa decisione. Infine è da evidenziare che, da notizie di stampa, sembra che solo 2 o 3 università abbiano deciso di avviare apposite elezioni a fronte di altre 23 che hanno optato per la strada seguita anche dal nostro ateneo.
Questo dibattito, pur nella vivacità delle vicendevoli tesi, si è svolto in senato in estrema correttezza e nel rispetto delle molteplici opinioni. La relativa votazione ha visto n. 5 voti a favore della procedura elettorale mentre 17 sono stati i voti contrari a tale opzione (n. 4 sono stati gli astenuti). Deve inoltre rimarcarsi che il rettore, che peraltro si è dichiarato indifferente rispetto alle due modalità di scelta, ha (ben prima dell’avvio del ricordato dibattito) assicurato pieno sostegno alle attività della commissione affinché le stesse si svolgano in massima trasparenza e con la partecipazione di tutte le componenti dell’Ateneo. E a questi criteri si è ispirato il senato nell’approvazione dei sei nominativi di propria competenza e che rappresentano, con specifiche elevate competenze, tutti i settori dell’ateneo: non vi è stata in tale scelta alcuna visione verticistica, ma piuttosto il coinvolgimento pieno di tutte le componenti dell’ateneo e si coglie l’occasione per ringraziare i designati colleghi per il non facile onere che vanno ad assumere.
Fernanda Amicarelli, Marco Angelini, Grazia Cifone, Giambattista Desideri, Giannino Di Tommaso, Leila Fabiani, Pierugo Foscolo,  Antonella Gasbarri, Annalisa Monaco, Fabrizio Politi, Fabio Redi, Piero Tognolatti.

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