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L’Aquila, Università: International School of Space Science

Riprendendo la sua attività istituzionale a due anni dal terremoto che ha devastato la città dell’Aquila, l’International School of Space Science, diretta dal prof. Umberto Villante, ha organizzato all’Aquila, dal 17 al 22 aprile 2011, presso l’Hotel Canadian, un corso avanzato sulle Scienze Spaziali,

 

 dedicato a Frontiers of Space Science: from Solar Activity to NEOs.
L’organizzazione di questo corso segue la decisione, assunta dal Consorzio Interuniversitario per la Fisica Spaziale, di mantenere a L’Aquila la sede dell’International School of Space Science quale segno di collaborazione e di interesse per la completa ripresa della attività scientifica del territorio aquilano. Il corso, diretto dai proff. F.Berrilli e A.Celletti dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, E.Flamini dell’Agenzia Spaziale Italiana, E.Perozzi di Telespazio di Roma e D.Muller della European Space Agency, mira a riunire dottorandi, giovani ricercatori e tecnologi, al fine di fornire una panoramica integrata delle tecniche sperimentali e computazionali applicate all’osservazione e previsione dell’attività solare e della dinamica dei NEOs (Near Earth Objects).  Come noto, sia eventi solari eccezionali, sia i NEOs possono avere un forte impatto su strumentazioni ed impianti ad alta tecnologia. L’importanza dei temi in discussione è testimoniata dal fatto che a questi aspetti l’ESA ha dedicato il programma Space Situational Awareness (SSA), che ha appunto lo scopo di valutare e prevedere i rischi per le infrastrutture al suolo e in orbita, in particolare in relazione al volo umano. Il corso offrirà un approccio pratico alle tecniche sperimentali e computazionali applicate all’osservazione e previsione dell’attività solare e della dinamica dei NEOs, offrendo un’introduzione di base alla progettazione e realizzazione di strumenti ad elevata tecnologia per missioni spaziali, e di nuovi strumenti di analisi matematica.
In qualità di studenti, sono stati selezionati giovani ricercatori, provenienti, oltre che dall’Italia, da diversi Paesi europei. Come tradizione della ISSS, si è anche agevolata la partecipazione di giovani ricercatori provenienti da Paesi in via di sviluppo.

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