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L’Aquila: truffa al fisco, 176 milioni “andati” in Svizzera

Sequestri preventivi da parte della Guardia di finanza nei confronti della Safwood per 59 milioni: le Fiamme gialle hanno sequestrato alla ditta piacentina,

 

 che si occupa della trasformazione di legnami, 18 terreni, nove immobili, fra cui ville e appartamenti, 18 orologi preziosi, 50 quadri, dieci polizze assicurative, un fondo d’investimento, quote di otto società, argenteria, gioielli e mobili antichi. La decisione rientra nell’ambito delle indagini che hanno portato nei giorni scorsi a dieci ordini di custodia cautelare spiccati dalla magistratura piacentina.
Quattro degli arrestati (ex componenti del Cda) sono stati rinchiusi alle Novate, per altri quattro (dipendenti e consulenti dell’impresa) sono stati diosposti gli arresti domiciliari, due ordini di custodia cautelare non sono ancora stati eseguiti perché i destinatari si troverebbero in Svizzera.
I dati dell’operazione – denominata ‘Russian Gold Wood’ – sono stati resi noti in una conferenza stampa nella sede della Procura della Repubblica; le indagini, compiute dalle Fiamme gialle e coordinate dal Pm Antonio Colonna, hanno passato al vaglio gli ultimi anni di attività dell’impresa. I reati contestati sono associazione a delinquere, bancarotta fraudolenda, truffa e distrazione di fondi; nello specifico, 176 milioni sarebbero stati distratti verso una società svizzera per essere sottratti ad imposte. Secondo gli accertamenti della Finanza, la Safwood avrebbe sottratto al fisco 42 milioni nel giro di alcuni anni. Contestata, ad alcuni dirigenti della società, anche la truffa aggravata, per la partecipazione al bando di gara per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma

in Abruzzo. In sostanza per partecipare all’appalto la Safwood avrebbe fornito, secondo le indagini, dati truccati sulla propria situazione finanziaria. Si sarebbe così illecitamente aggiudicata un appalto da 17 milioni.
Secondo la Procura, Safwood avrebbe utilizzato società di comodo per ‘allungare’ il percorso che la merce doveva fare fra i suoi stabilimenti in Russia e in Polonia e i clienti finali. Il tragitto delle merci sarebbe stato diretto, ma in realtà si sarebbero fatti figurare vari passaggi di compravendita che avrebbero avuto come solo scopo quello di gonfiare le fatture a carico di Safwood, con conseguente aumento fittizio dei costi, aumento delle spese, abbattimento degli utili e quindi diminuzione delle tasse da pagare.

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