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L’Aquila. Transcom, Ugl: proviamo solo disprezzo

A distanza di cinque anni Transcom torna a parlare pubblicamente. L’ultima volta lo fece, nel 2009  a pochi mesi dal terremoto, il general manager Boggio che cercò di spiegare perché l’azienda, dopo aver licenziato 270 terremotati, era costretta a lasciare L’Aquila. In realtà la Transcom non ha mai lasciato L’Aquila e dopo aver licenziato ha continuato la sua attività dando in subappalto al Consorzio Lavorabile la commessa del numero verde Inps ed Inail.  Il solo leggere la parola Transcom, da aquilani, ci riporta inesorabilmente ai momenti più bui e tristi dell’immediato post-terremoto. Fu l’unica multinazionale a licenziare 270 persone arrecando umiliazione a centinaia di famiglie già duramente provate. Mai una parola fu spesa da questi signori per ricordare la cara Simona D’Ercole, giovanissima dipendente morta sotto le macerie.

Ora, a distanza di cinque anni,  Roberto Boggio rispunta per comunicare l’avvio di un progetto che darà lavoro a 40 persone per i prossimi tre anni. Ben vengano i posti di lavoro, ci mancherebbe, ma ci saremmo aspettati da questo signore preliminarmente  le scuse pubbliche per il comportamento tenuto dalla sua azienda nel 2009. L’Aquila non dimentica, noi non dimentichiamo e non basta la presentazione di un progetto per  rifarsi una verginità. Per la Transcom proveremo, sempre ed unicamente, disprezzo.

UGL – Telecomunicazioni L’Aquila, Il Segretario Provinciale Simona Fioretti

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