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L’Aquila. Tragedia di Marcinelle, Ugl: simbolo per Italia e mondo del lavoro

Come ogni 8 agosto, da 25 anni, Geremia Mancini, neo eletto segretario generale dell’Ugl, organizza anche quest’anno a Mannoppello (Pescara) in ricordo della tragedia mineraria avvenuta a Marcinelle nel 1956 un evento dal titolo “L’Uomo Carbone”, alle ore 11.00 presso la Sala Antonio Sacco. “Marcinelle rappresenta uno spartiacque nella cultura del lavoro, – spiega Mancini – perche’ e’ da questa tragedia che l’opinione pubblica ha preso finalmente coscienza delle inumane condizioni in cui erano costretti a lavorare e a vivere i minatori, grazie anche al ruolo fondamentale svolto allora dagli organi di stampa. Cosi’ dall’8 agosto 1956 in poi, nonostante un iniziale “tentativo di censura”, abbiamo potuto lottare per la sicurezza. Almeno non fu vano il sacrificio di quei 272 uomini dei quali 161 italiani e di questi 63 della Val Pescara. In miniera pero’ si continua a morire, cosi’ come in altri luoghi di lavoro, – aggiunge Mancini -, il sindacato quindi ha il dovere morale di celebrare l’8 agosto, Giornata dedicata al lavoro e del sacrificio degli italiani nel mondo. Dobbiamo mantenere viva la sua memoria per i giovani e in un periodo di grande crisi economica, culturale e giuridica. A tal fine, c’e’ bisogno di una scelta coraggiosa da parte di tutte le sigle sindacali, che invito ancora una volta a scegliere battaglie e vertenze da portare avanti unitariamente”.

Marcinelle: Fiom-Cgil, omaggiare emigrazione italiana

“La celebrazione dell’anniversario della tragedia della miniera di Marcinelle, in Belgio, dove, l’otto agosto del 1956, persero la vita 262 minatori, in grande maggioranza italiani e abruzzesi in particolare, e’ un’occasione significativa per rendere omaggio all’emigrazione italiana, alle sue tante vittime e a quanti, nella ricerca di una vita migliore, hanno sofferto sfruttamento, discriminazioni e razzismo”. Lo afferma in una nota Mario Codagnone, del direttivo della Fiom-Cgil provinciale di Chieti. “Allo stesso tempo – aggiunge – richiama all’impegno per confermare e salvaguardare i valori profondi della costituzione, a partire dal suo modello sociale; questi hanno trovato nel sacrificio di tanti lavoratori e di tanti emigranti la base materiale prima per il superamento dei conflitti e dei nazionalismi e poi per l’abbattimento delle frontiere. Negli anni cinquanta del secolo scorso i lavoratori morivano lavorando in miniere prive della necessaria sicurezza, mentre il loro Paese li aveva abbandonati e dimenticati dopo averli scambiati per forniture di carbone. Oggi migliaia di immigrati vengono ancora respinti o costretti alla clandestinita’, privati dei diritti fondamentali, quando non perdono la vita nel tentativo di raggiungere paesi che li respingono e li abbandonano al loro destino. Riempie di sgomento e di dolore vedere come la grande Tragedia di Marcinelle si possa ripetere tragicamente, oggi giorno, nell’esperienza di quanti fuggono la miseria, la guerra e sperando in una vita migliore, finiscono nelle mani di moderni mercanti di schiavi, destinati ancora oggi all’emarginazione, al razzismo e allo sfruttamento. Nello stesso spirito di allora la CGIL, che sara’ presente con l’IINCA alle celebrazioni di Marcinelle – fa sapere Codagnone – continua oggi il proprio impegno per il riconoscimento dei diritti dei migranti, una politica di accoglienza e di inserimento in una societa’ multiculturale, la battaglia per la cittadinanza europea, la prospettiva di un’Europa dei Popoli, aperta ed accogliente, fondata sulla democrazia e l’uguaglianza e non succube alle sole regole dei mercati. Allo stesso modo il Sindacato conferma la contrarieta’ a quelle decisioni del Governo che, attraverso una politica di tagli della spesa destinata agli italiani nel mondo ed ai milioni di oriundi italiani pratica la sostanziale liquidazione di ogni sostegno alla lingua e alla cultura italiane ed al mantenimento del legame con le comunita’ emigrate nel mondo che tanto hanno contribuito allo sviluppo economico dell’Italia e che possano ancora contribuire al superamento della crisi che l’Italia attraversa sostenendo e valorizzando la produzione e le esportazioni, dice infine Codagnone.

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