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L’Aquila, Tar: Regione dia lavoro a 194 di Abruzzo Engineering

 

La Filcams Cgil chiede alla Regione Abruzzo di attivarsi per garantire l’occupazione ai 194 dipendenti della società in house Abruzzo Engineering, come prevede anche la sentenza del Tar dell’Aquila della scorsa settimana.

 

Il sindacato chiede, inoltre, al presidente della Regione, Gianni Chiodi, di convocare al più presto – come più volte sollecitato da Cgil, Cisl e Uil – un incontro per fare chiarezza sull’intera vicenda. La sentenza del Tar ha stabilito che Abruzzo Engineering è da considerare una società pubblica in house della Regione e, in quanto tale, può avere affidamenti diretti dall’ente regionale. A questo punto, ha detto in conferenza stampa il segretario regionale Filcams Cgil, Luca Ondifero “il presidente Chiodi non può più nascondersi. Deve dare occupazione ai lavoratori, consentendo loro di uscire dalla cassa integrazione a cui da due anni sono costretti a ricorrere”.
Ondifero ha spiegato che la situazione desta ancora più allarme perché a giugno scadrà l’affidamento dei lavori. “Chiodi – ha aggiunto il segretario della Filcams Cgil dell’Aquila, Emilio Speca – dovrebbe ricordarsi che nella società operano fior di professionalità. Basta, quindi, dire che è un carrozzone clientelare: i lavoratori ne hanno le scatole piene”. Speca ha sottolineato anche che i dipendenti, proprio per queste sue dichiarazioni, potrebbero diffidare il presidente della Regione.

La Regione deve avvalersi di Abruzzo Engineering: tra Tar e storia

Dopo la sentenza del Tar sulla natura in house di Abruzzo Engineering, la Filcams Cgil lancia un appello alla Regione, e in particolare al presidente Gianni Chiodi, affinché affidi i lavori a questa società e conceda un incontro ai sindacati.
“Il pronunciamento del Tribunale amministrativo – ha detto Luca Ondifero – è in contrapposizione con quanto Chiodi ci ha detto da un anno e mezzo a questa parte, ritardando sempre l’affidamento dei lavori. E se oggi 120 dei 194 addetti stanno lavorando è perché a dicembre il sindaco dell’Aquila e la Provincia hanno trovato il modo e i fondi per occuparli fino a giugno 2011. Questa sentenza dovrà servire a chiarire quali sono le intenzioni di Chiodi, facendogli affidare i lavori a AE, dando un’occupazione dignitosa a queste persone e consentendo di uscire dalla cassa integrazione”.
“Il presidente Chiodi – ha aggiunto Emilio Speca, anche lui Filcams – parla di AE come di un carrozzone contrassegnato dal clientelismo e questo è vergognoso. Non è detto che i lavoratori non ricorrano a una diffida. Lì – ha commentato – ci sono importanti professionalità che potrebbero essere usati. Noi, insieme agli altri sindacati, chiediamo un incontro. In quella sede ognuno si assuma le proprie responsabilità. Se poi c’è un debito ci si dica da dove arriva”.
Sempre Speca ha fatto notare che “con i soldi della ricostruzione si fa creando il fondo per la liquidazione, che fino ad oggi la Regione non aveva creato”.
TAR L’AQUILA: “ABRUZZO ENGINEERING e’ ‘SOCIETA’ IN HOUSE DELLA REGIONE: DEVE AVERE AFFIDATI I LAVORI”
L’AQUILA – Abruzzo Engineering è una società in house della Regione Abruzzo e da questa deve ottenere le commesse per poter sopravvivere. È questo, in sintesi, l’assunto contenuto nella sentenza numero 201100162 dei giudici del Tribunale amministrativo dell’Aquila (Cesare Mastricola presidente, Paolo Passoni consigliere-estensore, Alberto Tramaglini consigliere) che hanno accolto il ricorso dell’azienda presentato dopo che la Regione Abruzzo aveva pubblicato un bando sul Guce (Gazzetta ufficiale comunità europea) “per l’affidamento di attività di assistenza tecnica e consulenza per l’approfondimento delle condizioni di fattibilità di interventi nel territorio aquilano identificati con il progetto di territorio 1 e per la progettazione di opere di infrastrutturazione in essi ricomprese”.
“La società ricorrente Abruzzo Engineering spa, quale organismo in house della Regione, – scrivono i giudici – lamenta di essere stata illegittimamente emarginata dall’affidamento diretto di tale attività, che la Regione avrebbe destinato al mercato tramite gara (in luogo dell’avvalimento della propria struttura societaria ad hoc), senza alcuna motivazione dopo una infruttuosa trattativa inspiegabilmente interrotta con la stessa società ricorrente”.
I lavori, insomma, dovevano essere affidati ad Ae, sodalizio presieduto dall’avvocato aquilano Francesco Carli, già impegnata nel supporto al sostegno alle attività alla ricostruzione. A tal proposito il Tar aveva già predisposto il 4 novembre scorso la sospensiva del bando dopo il ricorso del sodalizio, le cui quote societarie sono detenute al 60% da Regione Abruzzo, Selex management (30%) e Provincia dell’Aquila (10 %).
La messa in liquidazione della società, inoltre, non inciderebbe sulla scelta dei giudici:
“Né in contrario – si legge nella sentenza – può rilevare il fatto che alla fine dello scorso anno la società è stata messa in liquidazione (come da documentazione allegata in giudizio dalla difesa della Regione), trattandosi di una circostanza esterna e sopravvenuta rispetto agli atti impugnati che comunque non inibisce in toto l’attività societaria, come specificato dal legale della ricorrente in udienza senza alcuna replica sul punto da parte del patrono della PA; ciò non di meno resta inteso che nell’impegno motivazionale che la regione dovrà porre in essere, a seguito dell’accoglimento del gravame ed in conformità alle normae agendi della presente sentenza, potrà ovviamente trovare giusto rilievo lo stato di salute e di affidabilità della società ricorrente”. (g.a.)
D’AMICO (PD): “LIQUIDAZIONE AE RISPONDE AD ALTRI OBIETTIVI”
L’AQUILA – Con sentenza numero  162 / 2011  depositata il 24 marzo 2011 del Tar dell’Aquila è stato annullato un bando di gara relativo ad attività  collegate alla ricostruzione ritenendo pienamente in house  la società Abruzzo engineering  ed  è stata obbligata la Regione  ad affidar alla stessa società  i lavori,  per motivi di economicità e trasparenza dell’azione pubblica.
Ciò anche in presenza  della messa in  liquidazione della società.
“Infine – ha dichiarato il vice presidente vicario del consiglio regionale Giovanni  D’Amico – si è dimostrata la beffa del presidente Chiodi e della maggioranza di centro destra   per cui la liquidazione della società  Abruzzo Engineering   risponde ad altri obiettivi che non sono certo quelli della Regione Abruzzo . Il licenziamento di 200 persone,  la cessazione di attività fondamentali per la qualità dei servizi collegati alla ricostruzione determinano un danno irreparabile nell’ambito della governance della ricostruzione che ,a parole, sta tanto a cuore al presidente Gianni Chiodi”.
“Per  quello – ha concluso D’Amico – che ci compete non ci stancheremo di lavorare  perché tanta imperizia ed incapacità di governo cessi, al di là delle chiacchiere, di  arrecare danno alla città dell’Aquila e  all’intera regione Abruzzo”.
STATI (FLI): “E SE AVEVO RAGIONE IO?”
L’AQUILA – “E se avevo ragione io? Dopo la sentenza del Tar dell’Aquila di ieri 24 marzo , la numero 162 , provo un profondo senso di rabbia”.
Lo dice il Consigliere regionale Fli Daniele Stati. “Infatti – spiega – i giudici del Tar hanno accolto il ricorso proposto da Abruzzo Enginering per l’annullamento del bando di Gara della Regione Abruzzo per l’affidamento di attività di assistenza tecnica e consulenza per l’approfondimento delle condizioni di fattibilità di interventi nel territorio aquilano, dando ragione ad Ae che rivendicava di essere partecipata per intero da strutture pubbliche e di avere per oggetto in via esclusiva l’esercizio di attività pubblicistiche in materia di sicurezza ambientale e territoriale a beneficio della Regione Abruzzo e degli enti pubblici abruzzesi. Quindi, in sintesi, è una società in house della Regione Abruzzo e da questa deve ottenere le commesse per poter sopravvivere”, continua la Stati .
“Ma io cosa andavo gridando 8 mesi fa, non dicevo forse questo? Mi ero preoccupata attraverso Chiodi ed il dottor Stanziale del Dipartimento Nazionale di Protezione civile di dare certezze ai lavoratori di Ae con delle nuove commesse. Sono stata invece accusata di voler favorire non si sa chi, quando poi dopo qualche giorno dai gravi fatti, nell’agosto scorso, Berlusconi, colui che ha firmato le ordinanze, ne firma un’altra dello stesso tipo. E tutto tacque. Anzi grandi applausi e comparsate in TV”.
“Sono 8 mesi che attendo di sapere che cosa ho fatto, di leggere le motivazioni, di vedere questa inchiesta chiudersi. Ma non era tutto chiaro all’indomani dei ‘grandi arresti’? Perchè tutto quel casino, quel gran clamore, la mia vita politica infangata per aver tentato di salvare centinai di posti di lavoro, perchè la Protezione civile nazionale voleva far fare i lavori solo ad altri, tipo Reluis e non ad Ae? L’unica cosa che posso dire e’ che non ho mai affidato un euro di lavori ad Abruzzo Enginering! Mi auguro che questa sentenza possa essere utile a chi di dovere, perche’ io non ho mai favorito niente e nessuno, e principalmente ai lavoratori di Ae, ai quali auguro le migliori fortune”.
PEZZOPANE (PD): “ENNESIMA BRUTTA FIGURA DI CHIODI”
L’AQUILA – “La sentenza del Tar dell’Aquila sulla società Abruzzo Engineering, con la quale si ribadisce la natura in house della società e si invita la Regione ad affidarle le commesse, costituisce l’ennesima brutta figura del presidente Gianni Chiodi e del centro destra alla guida della Regione”.
Questo il commento dell’assessore comunale Stefania Pezzopane a seguito del pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale.
“Il Tar non solo ribadisce che la società è in house – ha proseguito l’assessore – ma costringe la Regione ad affidarle i lavori. Abruzzo Engineering esce da questa brutta storia a testa alta  e legittimata ulteriormente a proseguire il proprio cammino. Non così il presidente Chiodi che, in più occasioni, non solo aveva messo in discussione il fatto che la società fosse in house, ma l’aveva addirittura definita un carrozzone accusando i 200 lavoratori in cassa integrazione e a rischio di licenziamento, di difendere dei privilegi e non dei diritti”.
“Ora l’unico risarcimento che può fornire Chiodi è chiedere scusa agli abruzzesi per la cantonata che ha preso e richiamare immediatamente al lavoro chi il lavoro rischia di perderlo per colpa della sua arroganza. Inoltre, da commissario, Chiodi inserisca immediatamente Abruzzo Engineering nella filiera della ricostruzione, a pieno titolo e non surrettiziamente attraverso la buona volontà del Comune dell’Aquila che, ricordo, ha temporaneamente assorbito circa 100 dipendenti della società”.
“Alla Provincia dell’Aquila – conclude Stefania Pezzopane – chiedo infine  perché abbia appoggiato, nel consiglio dia amministrazione, la volontà della Regione di mettere in liquidazione una società che non solo non andava liquidata ma a cui, come ribadisce il Tar, devono anzi  essere necessariamente affidati dei lavori”. 
LOLLI (PD): “SUBITO TAVOLO PER RILANCIO AE”
L’AQUILA – “La sentenza del Tar su Abruzzo Engineering chiarisce inequivocabilmente la natura della società come società in house della Regione Abruzzo”. Ad affermarlo è l’onorevole del Pd Giovanni Lolli che aggiunge:
“Chiarisce inoltre non solo che si possano, ma che si debbano affidare a questa società le attività relative ai settori in cui ha competenza e previsti da un’apposita legge regionale, la numero 34, che a questo punto deve essere pienamente rispettata”.
“Visto gli sforzi che si stanno compiendo per il risanamento della società e la disponibilità messa in campo dal Comune  e dalla Provincia dell’Aquila, che in questi mesi hanno impegnato in attività relative alla ricostruzione più di cento dipendenti della società stessa (con risultati ottimi che dimostrano aldilà delle chiacchiere la professionalità e la serietà dei dipendenti) è arrivato il momento di porre, senza più preoccupazioni o alibi, il problema di tutti i 189 lavoratori di Ae”.
“A questo punto, cadute anche le sue legittime preoccupazioni, chiedo al presidente Gianni Chiodi, senza nessuna polemica, di organizzare un tavolo che possa realmente assicurare un rilancio della società partendo dal piano industriale che lui stesso aveva sottoscritto, al quale collegare le attività straordinarie relative alla ricostruzione e la scommessa della riduzione del digital divide al meno per la provincia dell’Aquila”.
“Io credo ci siano le condizioni per trovare una soluzione positiva per la crisi industriale di Ae che permetta di intervenire sui debiti accumulati non certo per colpa dei dipendenti e di valorizzare le professionalità presenti nella società  in maniera più corretta e più utile per la Regione Abruzzo e le altre amministrazioni pubbliche”. (www.abruzzo24ore.tv e www.abruzzoweb.it)
LA SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 523 del 2010, proposto da:
Abruzzo Enginering S.p.A., rappresentata e difesa dall’avv. Dover Scalera, con domicilio eletto presso Dover Avv. Scalera in L’Aquila, via Carducci N. 30;
contro
Regione Abruzzo in Persona del Presidente P.T., rappresentata e difesa dall’Avvocatura Dello Stato, domiciliata per legge in L’Aquila, Complesso Monumentale S. Domenico;
per l’annullamento
DEL BANDO DI GARA N. 2010/S 170-260799 CON CUI LA REGIONE ABRUZZO HA INDETTO LA PROCEDURA APERTA PER L’AFFIDAMENTO DELLE CONDIZIONI DI FATTIBILITA’ DI INTERVENTI NEL TERRITORIO AQUILANO IDENTIFICATI CON PROGETTO DI TERRITORIO 1 E PER LA PROGETTAZIONE DI OPERE DI INFRASTRUTTURE IN ESSI RICOMPRESE.
Visti il ricorso e i relativi allegati;Visto l’atto di costituzione in giudizio di Regione Abruzzo in Persona del Presidente P.T.;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 23 febbraio 2011 il dott. Paolo Passoni e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO
Con il bando di gara pubblicato in GUCE in data 2.9.2010, la Regione Abruzzo ha indetto la procedura aperta “per l’affidamento di attività di assistenza tecnica e consulenza per l’approfondimento delle condizioni di fattibilità di interventi nel territorio aquilano identificati con il progetto di territorio 1 e per la progettazione di opere di infrastrutturazione in essi ricomprese”.
La società ricorrente Abruzzo Engineering spa –quale organismo in house della Regione- lamenta di essere stata illegittimamente emarginata dall’affidamento diretto di tale attività, che la Regione avrebbe destinato al mercato tramite gara (in luogo dell’avvalimento della propria struttura societaria ad hoc), senza alcuna motivazione dopo una infruttuosa trattativa inspiegabilmente interrotta con la stessa soc. ricorrente.
Più in particolare, nel contesto delle attività connesse alla ricostruzione post sisma, Abruzzo Engineering era stata sollecitata a formulare una proposta per lo svolgimento di attività di supporto alla ricostruzione, con specifico riferimento al “sistema delle reti e dei servizi”; si deduce poi che in esito a vari incontri preparatori il 22 aprile 2010 la società avrebbe consegnato alla Regione (rimasta silente), una proposta per la “Fornitura e gestione di servizi di ingegneria in riferimento ai sottoservizi” che recepiva le indicazioni via via fornite dai soggetti, con contenuti per buona parte identici alle attività messe a gara con il bando impugnato.
La società ricorrente precisa al riguardo di essere partecipata per intero da strutture pubbliche, di non poter operare sul mercato per vincolo statutario (non rientrando così tra i soggetti legittimati a partecipare alla gara de qua) e di avere per oggetto in via esclusiva l’esercizio di attività pubblicistiche in materia di sicurezza mbientale e territoriale a beneficio della Regione Abruzzo e degli enti pubblici abruzzesi.
Quale struttura in house pacificamente soggetta al cd. controllo analogo di ascendenza comunitaria lamenta pertanto di esser stata esautorata senza motivo proprio dalla regione di appartenenza, che è ricorsa la mercato per l’appalto di prestazioni pubblicistiche che avrebbero potuto essere adeguatamente erogate dalla società medesima.
Si è costituita in giudizio l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di L’Aquila che ha sostenuto le diversità delle attività da realizzare con il progetto messo a gara, rispetto a quelle espletate dalla società ricorrente per conto della regione Abruzzo.
L’Avvocatura erariale ha poi depositato in data 22.1.11 il verbale di assemblea straordinaria del 2.12.2010 nel corso della quale è stata deliberata la liquidazione della società ricorrente, affidata ad apposito collegio di quattro liquidatori.
Alla pubblica udienza del 23.2.11 la causa è stata riservata a sentenza.
DIRITTO
Il ricorso è fondato nei sensi di seguito illustrati.
Fra le parti resta incontestata la natura di struttura in house della società Abruzzo Engineering (e quindi l’astratta legittimazione di tale società ad avversare la scelta di non avvalimento da parte della PA di appartenenza e di conseguente ricorso al mercato esterno), mentre viene negato dalla Regione intimata che nel caso specifico la prestazione appaltata corrisponda alle attività di istituto proprie di tale società pubblica.
L’assunto dell’amministrazione regionale non può tuttavia essere condiviso, visto che nel gravame sono state evidenziate con estremo dettaglio (e senza specifica confutazione, ad eccezione della banda larga) le rilevanti coincidenze prestazionali del progetto appaltato rispetto alle finalità statutarie della ricorrente, con specifico ma non esclusivo riguardo alla realizzazione del cd “cunicolo intelligente”, per il quale tale coincidenza risulta agevolmente ex actis, fermo restando che il mancato o controverso utilizzo di una o più delle specializzazioni societarie (come per l’appunto la banda larga) non può di per sé postulare l’assenza di collegamento funzionale fra prestazioni appaltate e missione societaria.
Del resto la pertinenza delle attività di gara con quelle riservate in via esclusiva ad Abruzzo Engineering viene aliunde confermata dal procedimento di consultazione intercorso fra le parti (che nel caso opposto non avrebbe dovuto neanche essere attivato, potendo e dovendo la regione ben conoscere ex ante le potenzialità funzionali della propria struttura in house), procedimento poi formalizzato con la consegna in data 22 aprile 2010 della proposta per la “Fornitura e gestione di servizi di ingegneria in riferimento ai sottoservizi”.
Acclarato quanto sopra, osserva il collegio che l’amministrazione di appartenenza di una società in house, nell’accezione più volte puntualizzata dall’ordinamento comunitario ed ormai anche da quello interno di recepimento, deve esternare le ragioni per le quali ritiene di non avvalersi della struttura domestica su cui esercita il cd. controllo analogo, rinunciando alla delegazione interorganica nei confronti di strutture sostanzialmente interne alla PA medesima, per esternalizzare il servizio mediante il più oneroso ricorso al mercato; quanto sopra, in doverosa applicazione dei principi di economicità e di trasparenza dell’azione pubblica.
Nel caso di specie la Regione nulla ha invece allegato a motivo della scelta di ignorare il progetto di settore presentato dalla soc. Abruzzo Engineering e di bandire in alternativa la gara pubblica oggetto della presente vertenza. Ed anche a voler concedere che solo in esito all’esame di quel progetto l’amministrazione si sia accorta dell’estraneità del progetto stesso rispetto alle finalità dell’intervento programmato, le evidenziate esigenze di trasparenza avrebbero parimenti imposto un riscontro esplicito e motivato in tal senso.
Da qui il vizio motivazionale che inficia gli atti indizione della gara.
Né in contrario può rilevare il fatto che alla fine dello scorso anno la società è stata messa in liquidazione (come da documentazione allegata in giudizio dalla difesa della Regione), trattandosi di una circostanza esterna e sopravvenuta rispetto agli atti impugnati che comunque non inibisce in toto l’attività societaria, come specificato dal legale della ricorrente in udienza senza alcuna replica sul punto da parte del patrono della PA; ciò non di meno resta inteso che nell’impegno motivazionale che la regione dovrà porre in essere, a seguito dell’accoglimento del gravame ed in conformità alle normae agendi della presente sentenza, potrà ovviamente trovare giusto rilievo lo stato di salute e di affidabilità della società ricorrente.
In conclusione, il ricorso trova accoglimento nei sensi sopra delineati, con conseguente caducazione degli impugnati atti di gara.
Sussistono ragioni per compensare integralmente le spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’ Abruzzo (Sezione Prima) accoglie il ricorso nei sensi e per gli effetti di cui in motivazione.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in L’Aquila nella camera di consiglio del giorno 23 febbraio 2011 con l’intervento dei magistrati:
Cesare Mastrocola, Presidente
Paolo Passoni, Consigliere, Estensore
Alberto Tramaglini, Consigliere
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 24/03/2011
IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

 

 

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