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L’Aquila. Sviluppo del turismo, Lolli assicura: i fondi ci sono. All’Aquila 15 milioni, al cratere 12

Prima i comuni del “cratere” sismico, poi quello dell’Aquila.

Così saranno spesi i fondi, parte del 4% di quelli della ricostruzione, da destinare allo sviluppo del turismo.

Il decreto del ministero dell’Economia (Mise) che ha fatto insorgere il capogruppo di Forza Italia Guido Liris, prevede che il comune capoluogo sia, almeno in una prima fase, escluso dagli incentivi alle imprese del settore turistico, di cui potrà godere solo trascorsi 6 mesi dall’apertura del bando “qualora – si legge proprio nel documento del Mise – risultino risorse residue non ancora impegnate”.

Nessuno scippo o scandalo per il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli: “Liris non c’era l’altro giorno in Consiglio comunale quando sono andato a spiegare il piano, quindi non ha sentito. I Comuni del cratere sono stati così buoni e disponibili che addirittura allargheranno all’Aquila la possibilità di accedere ai 12 milioni di euro nel caso in cui, nei primi 6 mesi, non fossero stati esauriti dalle imprese non aquilane”.

Il capoluogo ha infatti a disposizione già 15 milioni di euro, quelli destinati allo sviluppo del Gran Sasso. Che poi quello siano un capitolo ancora tutto da affrontare “sono problemi del Comune – dice Lolli – che ha scelto di investirli lì”.

Agli altri Comuni andranno i 12 milioni, destinati a nuove attività nel settore turistico.

“È vero, non c’è un necessario richiamo all’innovazione, ma serviranno essenzialmente per rivitalizzare i borghi – spiega il vice presidente – ed è molto probabile che non vengano utilizzati tutti, visto che saranno erogati in ‘de minimis’, quindi per un massimo di 200 mila euro ad azienda”.

L’erogazione avverrà con procedura a sportello, cioè in base all’ordine cronologico di presentazione. Sistema che rischia di trascurare la validità dei progetti proposti. “E infatti sono profondamente contrario, ma così ha deciso Invitalia, che gestisce il bando” conclude.

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