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L’Aquila sul Financial Times: “simbolo della paralisi italiana”

L’Aquila come simbolo di un’Italia disperata, bloccata dalla recessione economica e dallo stallo politico. Il Financial Times parte dalla ricostruzione mancata della città colpita dal terremoto quattro anni fa per descrivere la crisi italiana. “La città in rovina dell’Aquila incarna la disperazione di una nazione paralizzata dal torpore economico e politico”, scrive il Ft in un’ampia analisi di Guy Dinmore intitolata “Lost in stagnation”, perduta nella stagnazione (il titolo in inglese echeggia il film di Sofia Coppola “Lost in translation”).

Con la ricostruzione quasi del tutto ferma, per mancanza di soldi e paralisi politica, L’Aquila è diventata il simbolo della “grande stagnazione” dell’Italia. “Siamo nelle mani di politici incompetenti, arroganti e presuntuosi”, dice al Ft Aldo Di Bitonto, mezzo secolo fa capitano della squadra di calcio aquilana, mentre cammina nella zona rossa deserta del centro storico Il sindaco Massimo Cialente, che ha minacciato di togliere le bandiere tricolori e mandare via il prefetto, parla di città “condannata a morte”.
Nonostante le promesse dei leader nazionali, “L’Aquila è diventata un monumento alla paralisi economica e politica dell’Italia”. Piccole imprese edili hanno vinto appalti per ricostruire, hanno cominciato i lavori e sono fallite quando lo Stato non le ha pagate, un fenomeno che caratterizza l’intero Paese

Come il resto d’Italia – nota il Ft – L’Aquila abbonda di “soffocanti imposizioni burocratiche”. Il giornalista Gian Antonio Stella, ricorda Dinmore, ha contato 1.109 tra leggi, direttive, ordinanze varate per risollevare la città. Le famiglie alloggiano ancora nei prefabbricati usati per ospitare il G8 del 2009, dopo che Silvio Berlusconi aveva spostato il luogo del vertice all’Aquila per attirare l’attenzione sul dramma. Ma le spese del vertice, ha anche osservato Stella, comprendevano 26mila euro per 60 penne a edizione limitata e 22.500 euro per posaceneri d’argento di Bulgari.
“Al di là dell’Aquila, la crisi italiana si aggrava”, mentre l’economia entra nell’ottavo trimestre consecutivo di contrazione, “la più lunga recessione del dopoguerra”. Una sfilza di statistiche attestano lo scivolamento dell’Italia nell’ultimo decennio, “dominato da due governi di centrodestra di Berlusconi”. La magra crescita che c’è stata è stata trainata dagli immigrati. “Ma adesso anche loro cominciano ad andarsene” unendosi all’esodo di decine di migliaia di giovani italiani. 

In questi giorni le prime pagine del Sole 24 Ore, continua il Ft, sono una “lapide” del fallimento: 4.218 imprese fallite nei primi tre mesi dell’anno, il potere d’acquisto delle famiglie calato del 5% l’anno scorso, l’allarme del presidente della Confindustria Giorgio Squinzi: “Tempo scaduto”. 

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