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L’Aquila. Split payment: interviene la Cna Nazionale

La Cna dell’Aquila attraverso il suo Direttore provinciale Agostino Del Re e il suo Presidente provinciale Giorgio Stringini aderisce allo mobilitazione promossa da Cna nazionale contro lo split payment, il nuovo meccanismo, in vigore da 1 Gennaio 2015, che pone a carico delle Pubbliche amministrazioni il versamento dell’Iva relativo alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle stesse.

Come prima analisi è stata elaborata, dalle associazioni di rappresentanza delle imprese, un’analisi delle conseguenze applicative del meccanismo.

In accordo con altre associazioni di rappresentanza del settore, Cna costruzioni ha inoltrato due lettere ai Commissari europei Moscovici e Bienkowska per denunciare gli effetti perversi del nuovo meccanismo.

“In una situazione già compromessa dall’inaccettabile fenomeno dei ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione e dalla stretta creditizia,- è scritto nelle note- il meccanismo entrato in vigore il 1° gennaio scorso sta rapidamente aggravando l’equilibrio finanziario delle imprese che operano nel settore dei lavori pubblici. Nella fattispecie- si prosegue- il meccanismo dello “split payment” prevede l’obbligo per le pubbliche amministrazioni italiane di pagare una parte dell’importo dovuto in base al contratto, corrispondente all’importo dell’IVA, vale a dire tra il 10 e il 22% dell’importo fatturato, non più alle imprese creditrici ma direttamente allo Stato. In base a tali previsione, quindi, i creditori non riceveranno più l’importo dell’Iva dalle pubbliche amministrazioni committenti, mentre dovranno comunque continuare a pagare l’ammontare dell’imposta sul valore aggiunto ai propri fornitori, potendola recuperare solo successivamente attraverso una domanda di rimborso allo Stato. Ora, considerata la normativa e la prassi attuale in Italia, al ritardo di pagamento già registrato nei lavori pubblici, si aggiunge quindi un ulteriore ritardo dovuto alla tempistica di rimborso dell’Iva al creditore, che supererebbe ampiamente un anno ed è peraltro già oggetto di contestazione da parte della Commissione Europea. In altre parole lo “split payment” determina, per legge, un ulteriore ritardo nei pagamenti della Pubblica Amministrazione italiana.”

Con lo split payment si stima in 1,3 miliardi la perdita di liquidità per le imprese.

“Esistono altre modalità per combattere l’evasione- proseguono le lettere- Ad esempio, la legge 136/2010, che impone a tutti i contratti pubblici la registrazione dei movimenti finanziari su conti correnti dedicati, in virtù della gestione contabile di tipo industriale adottata dalle imprese di costruzioni, rappresenta un deterrente molto efficace contro l’evasione. Dello stesso tenore è il meccanismo della fatturazione elettronica che permette già di monitorare il processo di fatturazione e pagamento dei contratti pubblici”.

“E’ per evitare uno scenario dalle drammatiche conseguenze sull’occupazione e l’economia – si conclude- vista la situzione di fragilità di molte imprese stremate da sette anni di crisi, che ci permettiamo di sollecitare un Suo autorevole intervento a favore delle Piccole e Medie Imprese italiane” .

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