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L’Aquila, Sindaco Cialente alle dimissioni

Clamoroso al consiglio comunale dell’Aquila. Il sindaco Massimo Cialente ha annunciato le dimissioni, definite poi al telefono di abruzzo24ore.tv ”vere ed irrevocabili”.
A scatenare la decisione il voto naufragato per mancanza di numero legale sulla riorganizzazione delle società partecipate.

 

Non si è arrivati nemmeno alla prima votazione del primo emendamento dove erano necessari 20 voti. Il motivo secondo Cialente i troppi appetiti e interessucci di bottega da parte dei consiglieri.
Il consiglio stava esaminando un atto di indirizzo contenente le linee guida per la riorganizzazione delle società partecipate.
In particolare, il testo della delibera prevede la costituzione di un’unica società multiservizi, strutturata in holding, che inglobi le società Ama (Azienda per la mobilità aquilana), che gestisce il servizio di trasporto pubblico urbano, e Asm (Aquilana società multi servizi), che si occupa della raccolta dei rifiuti e della pulitura delle strade.
Le due società potranno continuare ad operare in base alle convenzioni stipulate con l’ente comunale, beneficiando così di una deroga accordata dal’Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’Afm (Azienda farmaceutica municipale) sarà invece trasformata in azienda speciale per quanto attiene alla gestione delle farmacie comunali, mentre sarà istituita una fondazione di iniziative sociali per i servizi relativi ad asili nido, mense scolastiche e servizi in favore di anziani e minori.
La fondazione gestirà inoltre il polo pedagogico, costituito dall’asilo nido “Casetta Fantasia”. Il servizio cimiteriale, sulla base della delibera, tornerà invece nelle competenze del settore Ambiente del Comune dell’Aquila.
Per quanto riguarda il Centro turistico del Gran Sasso è prevista invece la cessione dell’intero pacchetto azionario attraverso un bando in via di definizione. Il Sed (Servizio elaborazione dati), società completamente a capitale pubblico, si occuperà della riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie, della gestione delle reti informatiche comunali e del’eventuale, futura riscossione degli affitti degli alloggi del progetto Case e dei Map.
La discussione si è protratta fino alla votazione al primo emendamento della delibera, risultata però infruttuosa poiché hanno partecipato al voto 19 consiglieri, mentre la materia della deliberazione richiedeva la maggioranza qualificata di almeno 20 votanti, nonostante la seduta fosse di seconda convocazione e, di conseguenza, il numero minimo per assicurarne la validità fosse di 13 consiglieri. Successivamente il presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti ha dichiarato la seduta sospesa e la discussione rinviata dal momento che la sala assemblea dell’Ance, dove si teneva il consiglio, era disponibile fino alle 14. Da qui l’annuncio clamoroso del sindaco: ”Basta, getto la spugna”.
Il sindaco si è riunito con il presidente del consiglio comunale e il segretario generale per definire l’iter delle sue dimissioni. E sembra dunque che questa volta voglia fare sul serio.
Il sindaco avrebbe chiesto anche a tutti i partiti di scrivere al ministro Maroni per avere garanzie di elezioni immediate cioè il 15 maggio. Le dimissioni devono essere formalizzate da Cialente depositandole nella segreteria del Comune. Diventeranno esecutive solo dopo essere state comunicate al consiglio comunale. Dalla data della comunicazione scattano 20 giorni di tempo in cui il primo cittadino può ancora ritirarle. Scaduto questo termine, il consiglio comunale sarà sciolto.

”La storia ci giudicherà”. L’intervento di addio di Cialente
L’intervento del sindaco Massimo Cialente prima di abbandonare il consiglio e aver nella sostanza annunciato le dimissioni.
”Presidente chiedo la parola… Carissimi consiglieri presenti assenti, vicini e lontani. Lo scenario di queste ore è drammatico. Abbiamo fondate possibilità che dal primo aprile reparti dell’ospedale e il pronto soccorso vengano chiusi perché nessuno si è preoccupato di correre ai ripari. Checché se ne dice ciascuno ai propri clientes ai quali guardare la situazione drammatica per il carico che c’è sul bilancio. Bisognerebbe far si che le aziende diventino efficienti ed efficaci le aziende, perché gli aquilani pagano costo altissimo per servizi di cui non hanno soddisfazione.
Le aziende sono stati per anni terreno di conquista elettorale diffuso e ben preciso. Io ho approvato bilanci che la giunta del centro destra si era rifiutata di approvare. Mi sono assunto questa responsabilità per salvare i posti di lavoro. Responsabilità che hanno portato la guardia di finanza a prendere i documenti in Comune. Siamo senza bilancio. Io l’anno scorso fino ad agosto ho dovuto governare in dodicesimi prendendomi i vituperi degli aquilani a cui non potevo comprare neanche un sacchetto di catrame. C’è una situazione allucinante sulla ricostruzione pesante, sulla quale si è voluto giocare. Io c’è lo messa tutta. Mi sono fatto carico anche di quello che non mi spettava. Prendo atto che non c’è più una maggioranza né un consiglio che abbia voglia di andare avanti. Io non ho partito. Io mi farò carico di chiamare il ministro Maroni e chiedo a tutti voi di fare pressione sui segretari di partito per votare il 15 maggio. Un anno di commissariamento sarebbe gravissimo. Io ho fato un’azione di cuscinetto drammatica. con tutti. La mia preoccupazione va ora ai lavoratori delle aziende e che stiamo cercando di salvar disperatamente, e ai cittadini, che vivono uno stato di confusione enorme tirati dentro in polemiche strumentali per i grandi affari che si devono fare in questa città. Chi non ha capito questo non ha reso un servizio alla città. In questo consiglio ci sono persone a cui non chiedo di avere un esperienze per capire queste cose, anche se essere consigliere di una capoluogo non è lo stesso di esserlo in un piccolo centro. La storia giudicherà per ciascuno di noi e cosa è accaduto in questi due anni. Grazie per tutto il lavoro che è stato fatto insieme in questi due anni.”
(l’intervista su www.abruzzo24ore.tv, con video concesso da Christian De Rosa – AquilaTV)

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