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L’Aquila. Sede unica per il Comune? Per Apindustria è una scelta pericolosa

Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma di Apundustria sul progetto di sede unica per il Comune dell’Aquila:

“La discussione (ancora) in atto sull’opportunità della sede unica del Comune dell’Aquila sembra passare troppo inosservata rispetto alla pericolosità degli effetti che potrebbe riservare per la rinascita sociale del capoluogo.
Se da un lato la fruibilità degli sportelli è un aspetto auspicabile, dall’altro l’ipotesi di un fortissimo depauperamento del centro storico, così come denunciato dal consigliere regionale Pietrucci, non è affatto una possibilità remota.
Come si può chiedere, o in alcuni casi imporre come vorrebbe fare il Sindaco, a commercianti, imprese e professionisti di tornare ad investire nell’area urbana se al contempo non si garantisce la riapertura di uffici pubblici essenziali?
Non bastano gli “edifici di rappresentanza” a garantire ciò e in ogni caso sarebbe giusto capire che fine faranno tutte le proprietà immobiliari del Comune presenti in centro (tra cui quelle dell’ex Eca di fianco a Palazzo Margherita) molte delle quali già inutilizzate prima del sisma.
Da tempo asseriamo che l’abbattimento dei costi della macchina comunale potrebbe passare dall’ottimizzazione e l’utilizzazione delle proprietà di cui dispone e non da nuovi investimenti che porterebbero invece ad altre “strutture fantasma” in una Città che ha invece necessità di vivere.
Va dunque aperta una discussione molto più partecipata con le parti sociali della Città prima di decidere se sia o meno il caso di costruire una nuova sede unica ma, soprattutto, va finalmente affrontata una fase progettuale per la previsione di parcheggi e di spazi di accesso e fruibilità per rendere appetibile anche il ritorno di residenti, di lavoratori e per la regolazione del flusso di avventori delle attività economiche che si stabiliranno nelle parti centrali.
Non c’è niente di semplice nell’affrontare un progetto di ricostruzione, di vita e di ritorno alla normalità ed è quindi difficile che una simile decisione non riguardi tutti coloro che a L’Aquila intendono continuare a vivere, lavorare e fare impresa, nessuno può pensare di essere il depositario delle idee giuste senza aver iniziato una stagione di ascolto.
Per questo siamo certi che il Comune dell’Aquila non voglia imporre una visione di così stretto respiro su temi fondamentali come questo pertanto restiamo in attesa che si apra ad un dibattito partecipato e ad ipotesi strategiche per progettare la Città che sarà lontano da visioni ed interessi personalistici a breve termine.”

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