Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'AquilaL’Aquila. Sciopero della fame contro l’Euro: giornalista aquilano chiede la costituzione di un tavolo di emergenza nazionale in città

L’Aquila. Sciopero della fame contro l’Euro: giornalista aquilano chiede la costituzione di un tavolo di emergenza nazionale in città

Sabato 18 luglio, il giornalista aquilano, Roberto Santilli inizia lo sciopero della fame contro l’Euro.

«Dai lager si fugge» scrive Santilli e spiega, intervistato da Il Capoluogo.it, che questo suo gesto è «un modo per far parlare di Euro. In modo serio. Non avevo più strumenti buoni, così mi sono detto che era ora di metterci il corpo e la salute».

Il cronista mette in prima linea la sua città chiedendo che a «L’Aquila si apra un tavolo di emergenza nazionale per mettere a punto una uscita coordinata e non scomposta dell’Italia dall’Eurozona e la distruzione dei Trattati sovranazionali che stuprano la nostra Costituzione».

Fuori L’Aquila, intanto, lo sciopero di Santilli sta facendo rumore.

In tanti si sono attivati, come quelli della Me-Mmt. C’è l’intenzione di scrivere al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e al Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso per

«imporre il Programma di Piena Occupazione e di Pieno Stato Sociale Me-Mmt, col conseguente e sacrosanto ripristino di Costituzione Italiana, Sovranità Monetaria, Sovranità di Bilancio».

Di seguito il testo integrale del cronista aquilano.

«Comincio lo sciopero della fame a tempo indeterminato.

Solo liquidi, seguito giornalmente dal dottor Guido Quintino Liris. Vado subito al sodo con motivazioni e richieste.

La drammatica pagliacciata del referendum in Grecia – che non contemplava l’uscita dall’Eurozona – e il definitivo crollo del falso eroe Tsipras, non lascia dubbi: l’Europa dell’Unione, della Commissione, dei Trattati sovranazionali e della moneta unica, non è assolutamente riformabile. Nata per strozzare ogni respiro sociale, continuerà a farlo fin quando non avrà incenerito tutto e tutti. Non so se si sveglierà chi, anche di fronte a una verità che non teme smentita, si ostina ancora a parlare di “sogno europeo”; è bene però che sappia che il suo è collaborazionismo. E il collaborazionismo è un crimine.

Così come è un crimine, oltre che una strada impraticabile ed offensiva, affidare al popolo la scelta sulla permanenza in un lager economico di portata storica.

Dai lager si fugge. Punto.

E allora, chiedo – la costituzione di un tavolo di emergenza nazionale all’Aquila per mettere a punto l’uscita coordinata e non scomposta dell’Italia dall’Eurozona e la distruzione dei Trattati sovrazionali che stuprano la nostra Costituzione, tavolo la cui organizzazione dovrà partire dalla Regione Abruzzo, di concerto con i Comuni di L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo e con le altre istituzioni, anche non politiche, abruzzesi – la rimozione della bandiera dell’Unione Europea da tutti gli uffici istituzionali italiani, scuole ed università comprese – la composizione di uno staff tecnico permanente che coinvolga all’Aquila, tra i No Euro, i migliori economisti ed esperti di alta finanza, a partire da Warren Mosler, e gli esperti di materie giuridiche e di politiche del lavoro, sia a scopi operativi che divulgativi (in scuole, università, associazioni, sindacati, etc.).

Il tutto al fine di imporre il Programma di Piena Occupazione e di Pieno Stato Sociale Me-Mmt, col conseguente e sacrosanto ripristino di Costituzione Italiana, Sovranità Monetaria, Sovranità di Bilancio. È l’ultimo tentativo non violento di provare a fare qualcosa di concreto.

Lo devo a chi mi ama sul serio e che non è qui al mio fianco, a chi mi ha sopportato per tanto tempo, ai figli che non ho e ai figli che sono già al mondo».

da Il capoluogo.it

Print Friendly, PDF & Email