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L’Aquila, Salone Ricostruzione: Solisti Aquilani – Capezzali “La Cultura è la maggiore e migliore risorsa”

Dovremmo abituarci, pensando ai problemi aquilani, a considerare il termine “ricostruzione” esteso a tutte le componenti che una volta costituivano l’identità cittadina e che soltanto unitariamente potranno contribuire al successo dell’operazione. Sembra quasi banale ricordare che la cultura è componente tra le principali della comunità aquilana, senza la quale probabilmente si finirebbe nel gorgo di una vita sociale senz’anima. Ma purtroppo quando si parla di cultura sono belle solo le parole che si dicono, non i pensieri che si maturano, almeno nella mente dei reggitori della cosa pubblica. Così il Presidente  Walter Capezzali alla chiusura del Salone della Ricostruzione (24/27 maggio 2012, aeroporto dei Parchi, L’Aquila) dove I Solisti Aquilani sono stati ospitati  con uno stand quali interpreti della ricostruzione sociale, fondamento della Ricostruzione della Città.

Può la cultura fare impresa?

La risposta è strettamente connessa a quanto prima osservavo. In una realtà come la nostra, fatta di un ambiente naturale di grande pregio, di insediamenti urbani di sicuro valore, di sedimentazioni artistiche di alta qualità, di istituzioni di settore numerose ed affermate oltre i confini del localismo, sembrerebbe doveroso concludere che la cultura rappresenta la maggiore e migliore risorsa, e che il turismo culturale sembra percorso irrinunciabile. Ma quanto è stato fatto, ancor prima del terremoto, per sviluppare un adeguato piano di valorizzazione in tal senso? Invero, ben poco; e la colpa è un po’ di tutti.

2019: L’Aquila città della cultura. Utopia o realtà, alla luce della situazione di grande difficoltà economica, e non solo, in cui si trovano le istituzioni culturali, molte delle quale hanno perso anche le proprie sedi?

Il 2019 è molto più vicino di quanto si pensi, soprattutto alla luce di quel  poco che è stato fatto nei tre anni trascorsi dal sisma del 6 aprile 2009. Intanto, mentre si parla della necessità di accelerare procedure e metodi, progetti e sinergie, in effetti di veri progressi non se ne vedono. Per contro, il momento attuale registra colpi mortali inferti dagli enti pubblici deputati, al sostegno che occorre per mantenere in vita l’attività delle più importanti realtà culturali del territorio. Se il clima non cambia, se non si corre subito ai ripari, nel 2019 L’Aquila non sarà di certo capitale europea della cultura, piuttosto sarà capitale delle macerie della sua cultura.

 

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