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L’Aquila, Salone Ricostruzione: Giacomin, G&P Intech “innovare e diffondere il know how delle aziende”

“Nella tragedia, il terremoto dell’Aquila ha il merito di aver posto all’attenzione di tutti i temi dell’innovazione tecnologica nel campo dell’edilizia e del restauro. Oggi emerge ancora più chiaramente che il problema non è solo costruire o ristrutturare in modo più sicuro, moderno, tecnologicamente avanzato ed ecosostenibile, ma anche saperlo fare correttamente: non basta prendere coscienza e padronanza degli ultimi ritrovati tecnologici, occorre sapere come impiegarli dal progetto alla realizzazione”. L’ingegner Giorgio Giacomin è membro di varie commissioni ed associazioni nazionali ed internazionali nel campo dei materiali speciali ed è direttore tecnico della G&P Intech, azienda veneta specializzata nel settore dei rinforzi strutturali e delle infrastrutture “Operiamo in Italia e all’estero e siamo in Abruzzo da diversi anni. Abbiamo lavorato all’Aquila anche prima del terremoto, ma da oltre due anni siamo presenti stabilmente non solo con i nostri rivenditori e commerciali, ma anche con i nostri consulenti e tecnici. Forniamo tecnologie e materiali speciali per la ricostruzione in tutta l’area del cratere”.

Anche quest’anno siete presenti Salone della Ricostruzione con i vostri prodotti. Quali novità presenterete?
Nel nostro settore, che è quello dei rinforzi strutturali, sono stati raggiunti grandi risultati grazie all’uso dei compositi (FRP), cioè materiali fibrorinforzati a matrice polimerica ed inorganica che vanno a rinforzare il calcestruzzo e la muratura e offrono molti vantaggi di tipo meccanico e in particolare, in campo anti-sismico, permettono di aumentare la capacità portante e la duttilità di una struttura senza l’introduzione di nuove masse sismiche. Un esempio di FRP sono le famose fibre di carbonio di cui tutti all’Aquila in questi anni hanno sentito parlare. Noi lavoriamo su questi prodotti da oltre 20 anni: nella ricerca, nella produzione, nello sviluppo tecnico e nella diffusione nel mercato. Non solo per le costruzioni ma anche per le infrastrutture. Forniamo inoltre tecnologie innovative nel rinforzo degli asfalti stradali, nelle impermeabilizzazioni speciali ad elevata durabilità per ponti, gallerie, fondazioni e coperture carrabili. Fattori come la sicurezza statica, la durabilità delle opere, l’ecosostenibilità devono essere alla base del costruire di oggi ed in questo purtroppo il nostro Paese, complice anche la crisi odierna ed una mentalità fin troppo conservatrice, paga ritardi strutturali e normativi rispetto agli altri principali Paesi occidentali.

Quanto è importante l’innovazione tecnologica per la sicurezza delle nostre case, delle strade, delle scuole, degli uffici e anche delle aziende?
E’ fondamentale. Su questi temi il territorio aquilano è oggi un laboratorio importante per tutto il Paese, che è in larga parte vulnerabile sul piano sismico – come purtroppo abbiamo visto anche negli ultimi giorni in Emilia. Al di là del bilancio tragico per le vite umane e per i danni materiali agli edifici e al patrimonio culturale, il terremoto ci impone di mettere a frutto i livelli di conoscenza più elevati a disposizione, che in Italia non mancano certo, ai fini della sicurezza. Questo sta accadendo oggi in Abruzzo, dove c’è stata una crescita notevole grazie anche ai qualificati interventi tecnici di ReLuis, delle Associazioni settoriali e delle aziende. Penso per esempio a tutto il settore degli isolatori sismici, che sono stati utilizzati nel progetto C.A.S.E. e vengono installati in molti altri edifici aquilani. Noi ci occupiamo in particolare di rinforzi strutturali negli edifici, pubblici e privati. Oggi si può intervenire con efficacia nel rinforzo di strutture più recenti in cemento armato, ma anche in quelle tradizionali e storiche, nelle murature in pietra, per le quali peraltro abbiamo un’esperienza unica al mondo avendo il patrimonio culturale più ingente al mondo. All’Aquila si impiegano fibre di carbonio, vetro, acciaio, sistemi di collegamento innovativi… E’ importante però che gli interventi siano realizzati da operatori preparati, che abbiamo partecipato ai corsi specialistici che sono stati e sono promossi nel territorio. In questa ricostruzione e in generale nelle ristrutturazioni, affrontiamo ogni giorno problematiche complesse, che ci costringono a interrogarci sui temi della conservazione e della compatibilità, temi che ci impongono delle scelte, sempre strettamente connesse alle esigenze del consolidamento e della sicurezza. Stiamo vivendo un momento di grande sviluppo tecnologico, che può e deve rendere più sicure e vivibili le nostre città e innalzare i coefficienti di sicurezza del nostro patrimonio urbanistico e culturale.

Siete collegati alle università, con le quali interagite.

Abbiamo da anni rapporti per la ricerca con molte Università e anche con quella dell’Aquila siamo in collaborazione tecnologica. Tutti i principali prodotti e le tecnologie che proponiamo al mercato sono il frutto di una costante ricerca attuata presso i laboratori del gruppo e delle Università italiane ed estere e molte sono omologate dalle principali Stazioni Appaltanti settoriali pubbliche e private e dalle rispettive strutture tecniche operative. Siamo partner ufficiali di importanti gruppi leader internazionali di settore con oltre 50 anni di attività. Con loro abbiamo sviluppato e messo a punto tecnologie e brevetti che sono stati proposti e utilizzati con successo nel mercato da molti anni e sono ampiamente impiegati ed apprezzati in tutto il mondo. Siamo anche in collaborazione con l’Università di Perugia, con cui abbiamo sviluppato e sperimentato sistemi innovativi sulle volte di edifici nel centro storico dell’Aquila.

E’ il secondo anno al Salone della Ricostruzione. Che cosa rappresenta questa occasione per voi?
Il primo anno il Salone è stato una splendida sorpresa, con tante presenze. Un successo che per questa seconda edizione ha portato la partnership del SAIE, che è da sempre la fiera più importante dell’edilizia in Italia. Noi partecipiamo perché le fiere, soprattutto quelle specialistiche di rilievo, sono un’occasione fondamentale per far meglio conoscere tecnologie, materiali, servizi. Operiamo in un settore che in Italia ha quasi vent’anni e che è stato normato più recentemente nel 2009, ma nel quale la conoscenza a livello ingegneristico e professionale non è ancora così diffusa. Aggiungiamo poi che il settore è in costante aggiornamento tecnico e che quindi è importante trasferire agli operatori conoscenza e utilizzo delle tecnologie. E questo vale non solo all’Aquila, ma nell’intero Paese. Cerchiamo di colmare il gap, assieme alle Associazioni di categoria e agli Enti preposti alla formazione, con corsi e convegni. A metà giugno parteciperemo al CICE, che si terrà a Roma, presso l’Università La Sapienza, che è il sesto convegno internazionale sui materiali compositi e che rappresenta un importante momento di confronto a livello scientifico. Come azienda, noi non ci limitiamo a “vendere” i prodotti. Forniamo consulenza ingegneristica e supporto tecnologico, per consentire il corretto trasferimento tecnico al progettista e all’impresa. Riteniamo che questo sia un ruolo chiave, data la nostra esperienza, le nostre referenze e anche grazie all’impiego di software dedicati a norme nazionali disponibili nel mercato, che rappresenta il nostro fiore all’occhiello. E’ importante sottolineare l’apporto conoscitivo che aziende come la nostra possono dare. Spesso, in mancanza di più generali strumenti di ricerca, formativi e di aggiornamento tecnologico, sono proprio le aziende le uniche in grado di trasferire conoscenza agli operatori, con i conseguenti oneri economici, talora rilevanti. Questo è certamente un problema nel nostro Paese. La speranza è che nel prossimo futuro vi siano più risorse da fondi nazionali ed europei da destinarsi alla ricerca, all’istruzione e alla formazione, magari anche con azioni di partenariato pubblico-privato. Solo così avremo l’innovazione tecnologica qualificata esportabile nel mondo che può garantirci nuova crescita economica. La nostra partecipazione al Salone la vogliamo cogliere anche in questa direzione di sensibilizzazione.

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