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L’Aquila, Salone Ricostruzione, Bianco – ABICERT: “Gli aquilani devono pretendere il controllo tecnico sulla ricostruzione”

“La certificazione è uno strumento utile ai consumatori e alle imprese. Documenta e dimostra la RIPETIBILITA’ dei processi. Questa è una garanzia per il cliente, che sa di acquistare prodotti che hanno le medesima performances e gli stessi componenti in tutte le aziende certificate (è il caso, per esempio, del marchio CE sui prodotti da costruzione). Ma d’altro canto costituisce anche una garanzia per i produttori. Per lo più le aziende subiscono l’obbligo della certificazione come un peso, un costo, una complicazione inutile – dice Antonio  Bianco Presidente di ABICERT. “ Al contrario, noi cerchiamo di spiegare che può essere per loro una RISORSA, un valore aggiunto spendibile sul mercato. La certificazione è un obbligo di legge ma è anche una sorta di “carta d’identità” dell’impresa e del suo prodotto: il passaporto che le permette di CIRCOLARE e avere la giusta remunerazione del suo lavoro”.

 

La certificazione serve solo alle imprese che vendono all’estero?

No, perché anzitutto i mercati sono globalizzati e poi perché oggi anche i consumatori italiani, particolarmente in un momento di crisi, scelgono con cautela e cognizione di causa. Gli effetti della globalizzazione tendono spesso ad appiattire la concorrenza tra imprese sul piano del costo, recando un danno gravissimo all’economia. Molte imprese italiane sono cadute nella trappola, senza rendersi conto che la rincorsa al ribasso dei costi è un lento suicidio delle loro attività (e del tessuto economico tutto). Illustri sociologi ci hanno spiegato che i rapporti umani si fondano sulla capacità di sedurre, qualcuno ha provato a ridisegnare lo schema evolutivo secondo questo principio. Analogamente, la concorrenza tra imprese si gioca sulla QUALITA’ dei prodotti, non sul maggior ribasso di prezzo. La storia di illustri marchi dell’elettronica o dell’industria dell’auto stanno a dimostrarlo. Contano le prestazioni reali, oggi più che mai alla base della scelta dei consumatori. Questo è particolarmente vero per la filiera dell’edilizia, che purtroppo negli ultimi decenni si è trascinata in una tristissima competizione al ribasso di cui oggi vediamo i drammatici esiti. Proprio da qui, dalla ricostruzione dell’Aquila, deve partire la rinascita dell’edilizia, nella direzione della affidabilità, qualità e sicurezza.

 

ABICERT è un’azienda abruzzese, anche se opera a livello nazionale.

Abbiamo 1100 clienti in Italia, purtroppo solo il 6% in Abruzzo. Ma nonostante questo la nostra anima, come la nostra sede, sono abruzzesi. Mi è capitato una volta che nel vedere la sede della società ad Ortona, un cliente mi abbia “suggerito” di indicare una città più importante: Roma, Torino… Ma non è un suggerimento che ho accolto. Non solo per “affetto” verso la mia terra, ma anche perché sono convinto che dobbiamo tornare a un’economia “vera”, che guarda a quello che si produce più che al come lo si vende.  Noi veniamo “dal basso” per così dire, siamo un team costituito da TECNICI che hanno tutti ESPERIENZA OPERATIVA PRATICA nei settori in cui operiamo, siano società di beni o di servizi. Conosciamo le criticità del settore e sappiamo bilanciarle con i dettati delle norme. La nostra non è una visita ispettiva nello stile persecutorio che a volte gli enti terzi assumono, ma un controllo tecnico effettuato nello spirito di un confronto costruttivo che aiuti la realtà operativa in esame a migliorare la propria efficacia ed efficienza.

 

Una domanda provocatoria: qui al Salone si sono viste tante società di certificazione; ma come si sceglie un “certificante” per la propria azienda?

Sulla base dell’esperienza che ha e, soprattutto, parlando coi suoi clienti. Suggerirei anche ai committenti, e penso proprio a quelli privati della ricostruzione aquilana, di chiedere una certificazione alle imprese cui si rivolgono e di prevedere lo strumento del CONTROLLO TECNICO affidato all’ente di ispezione, per vedere come un’impresa realizza l’opera richiesta. Sono davvero convinto che questa ricostruzione è l’occasione per voltare pagina nell’edilizia, puntando su SICUREZZA e QUALITA’ ma anche sulla TRASPARENZA e CHIAREZZA nei rapporti tra e con le imprese. Ai cittadini aquilani mi permetto di consigliare di affidarsi ad un progetto VALIDATO, cioè COMPLETO, perché spesso i problemi nascono quando i progetti sono incompleti e le imprese si trovano a cercare soluzioni all’ultimo momento, a volte improvvisando. I principi che devono guidarci, come committenti o come imprese, vorrei dire sempre, sono quelli che hanno ispirato la formulazione degli standard dell’ISO: chiarire prima che cosa si desidera, come lo si desidera realizzato, in quali termini deve essere eseguita l’opera. Principi facili da seguire, che renderanno più facile la nostra vita.

www.abicert.it

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