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L’Aquila. Ricostruzione, protesta e digiuno famiglie “sfollate” nel progetto Case e Map

Settimo giorno di digiuno a rotazione delle famiglie ancora sfollate nel progetto Case e Map per il diritto alla casa, alla ricostruzione e alla messa in sicurezza antisismica dell’ edilizia residenziale pubblica, delle case E dell’Ater e del Comune dell’Aquila. Lo annuncia l’ex parlamentare Pio Rapagna’ che commenta: “Nei 4 anni e 7 mesi trascorsi dal 6 aprile 2009, l’assenza ‘totale’ della Regione Abruzzo e della Giunta regionale resta un vero e proprio ‘mistero’, senza che siano state fornite ai cittadini sfollati motivate ‘spiegazioni’. Con il mese di solidarieta’ e di lotta, e con il digiuno, il Mia Casa d’Abruzzo – di cui Rapagna’ e’ coordinatore – ‘chiede’ al Consiglio regionale di approvare, prima della scadenza naturale della legislatura del 15 dicembre prossimo, una legge regionale ad hoc sulla ricostruzione e la messa in sicurezza antisismica dell’ edilizia residenziale pubblica ed una legge regionale per diritto alla casa attraverso la forma del ‘riscatto graduale e sociale’ degli alloggi ex Gescal e di edilizia residenziale pubblica. La situazione – afferma infine Pio Rapagna’ – sta diventando molto difficile da gestire e da accettare, poiche’, mentre la ricostruzione pesante non viene avviata tutti gli inquilini sono costretti a pagare al Comune dell’Aquila un ‘canone di compartecipazione’ per coprire le ‘enormi’ spese di manutenzione e di gestione dei Complessi Case e Map i cui costi sono stati sproporzionati e ingiustificati rispetto agli obiettivi”.

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