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L’Aquila: ricostruzione estromette Comuni, oggi alla Camera

Subito una legge quadro per la ricostruzione in Abruzzo, ma tenendo alta la guardia su alcune criticità, come la governance che estromette i Comuni dalla gestione, il problema della ricostruzione delle seconde case, gli incentivi per la ripresa economica del territorio:

 è quanto ha sollecitato oggi una delegazione di sindaci dei Comuni abruzzesi, guidati dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e dal presidente di Anci Abruzzo Antonio Centi, nel corso di un’audizione in Commissione Ambiente della Camera che sta discutendo le proposte di legge relative alla ricostruzione in Abruzzo.
L’urgenza per l’approvazione di una legge quadro, hanno spiegato i sindaci, è dovuta al fatto che “la ricostruzione oggi è praticamente ferma, viene affrontata con le stesse regole e gli stessi vincoli imposti dai decreti per l’emergenza ed estromette i Comuni dal proprio ruolo”. Riferendosi in modo particolare alla situazione nel capoluogo abruzzese, Cialente ha ricordato che “é necessario un cambio nel modello di governance, che invece le proposte di legge in esame mantengono invariato: c’é bisogno di ridare ai Comuni la possibilità di non essere di fatto commissariati”. Inoltre il sindaco dell’Aquila, sostenuto dal presidente dell’Anci Abruzzo, ha rivendicato un ruolo di maggiore autonomia  per il capoluogo, “che costituisce una grande città nella quale vive la metà della popolazione colpita dal sisma, e dove i danni sono stati maggiori”.
I sindaci abruzzesi pongono inoltre l’accento sul problema delle seconde case: “nel centro storico dell’Aquila – ha detto Cialente – almeno il 60% delle abitazioni risulta come seconda casa o unità produttiva (alberghi, per esempio)”.

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