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L’Aquila, ricostruzione: Chiodi via dopo firma piano ricostruzione

«Il giorno dopo la firma dell’intesa sul piano di ricostruzione dell’Aquila sono pronto a rassegnare le dimissioni da commissario». Lo ha annunciato il commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, a margine di una conferenza stampa sulla macerie. Chiodi si dice pronto ad abbandonare il ruolo ricoperto dal marzo 2010, quando l’allora commissario straordinario, Guido Bertolaso, trasferì i poteri in capo al governatore della Regione. Il piano di ricostruzione, sui cui ritardi le polemiche sono state tante, è stato nelle mani del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ricandidato dal centrosinistra e al ballottaggio con il candidato del centrodestra, Giorgio De Matteis. Chiodi attacca Cialente. «Non esiste alcun documento ufficiale con il quale il Governo abbia fornito un giudizio sul piano di ricostruzione dell’Aquila – ha spiegato riferendosi alle dichiarazioni di Calente secondo il quale ‘il piano ha ricevuto il placet da tra super esperti nominati dal Governo Monti -»’. «Mi piacerebbe poter firmare tutte le intese sui piani di ricostruzione – aggiunge Chiodi – ma so che non sarà possibile per una serie di ragioni. Ma la settimana prossima ne annunceremo almeno altre quattro, cinque. Ma l’obiettivo è poter raggiungere quella sul piano dell’Aquila, sicuramente uno dei più attesi ed importanti. Ovviamente dopo il mio ruolo di garante per la ricostruzione continuerà in veste di presidente della Regione». Con la fine del commissariamento, inoltre, secondo Chiodi, «finiranno tutti gli alibi sui ritardi per la ricostruzione».«Le responsabilità – sottolinea – saranno degli enti locali. Non si potrà più cercare scuse come accaduto sul lavoro della filiera: faccio solo notare che grazie al lavoro degli organismi tecnico-contabili-amministrativi sono stati risparmiati circa 320 milioni. Somme che erano state richieste in maniera illegittima per la riparazione degli immobili e che potranno essere utilizzati per la ricostruzione».

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