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L’Aquila. Rapporto Cresa: la politica attacchi l’economia alla vita reale

20160802_105537L’economia abruzzese è in lieve crescita: il Pil sale dell’1% nel 2015. Ma i dati distribuiti nel corso della presentazione del rapporto 2015 Economia e Società del Cresa vanno analizzati nel contesto della realtà della regione. Nel dibattito che è seguito alla presentazione del volume hanno preso la parola tre tecnici,  Luciano Fratocchi, Lelio Iapadre e Nicola Mattoscio, componenti del Comitato scientifico Cresa, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.

“L’economia mondiale si declina attraverso le aree metropolitane periferiche” ha esordito Nicola Mattoscio. “L’Abruzzo è una naturale piattaforma metropolitana periferica: solo l’area di Pescara può garantire 500.000 abitanti. Ma nei due incontri che si sono tenuti a Bruxelles per parlare di questi temi l’Abruzzo non c’era e siamo stati esclusi.”

“C’è una inadeguatezza da parte della governance rispetto alla vita reale” ha sottolineato lo studioso. “La burocrazia esasperata di certo non aiuta le imprese e il Masterplan, in questo senso non potrà fare granché. E’ necessario recuperare azioni a favore dei cittadini e della vita reale”.

20160802_105135Per Lelio Iapadre il discorso va esteso anche alle modalità con le quali le azioni vengono elaborate: “Le Regioni agiscono praticamente da sole e ragionando da sole creano una competitività che va ad indebolire le azioni, invece che amplificarle” Sottolineando i dati positivi dell’export, Iapadre invita poi i vari centri studi a mettersi al lavoro in sinergia per creare studi che aiutino le imprese e la politica al tempo stesso ad elaborare piani e progetti più coerenti.

Luciano Fratocchi parla di “mancanza di prospettiva”: ed è questo un aspetto che, in momenti di crisi come questi, crea problemi ancora più complessi da affrontare. “In questo momento di stasi delle imprese c’è stata una previsione e un interessamento nei confronti dei consumi: ma non è stato fatto altrettanto per le imprese”. Si è puntato più al commercio che all’impresa: e difatti gli investimenti sul territorio non sono aumentati, sebbene quasi il 30% degli impiegati in Abruzzo siano dipendenti di multinazionali che, se adeguatamente supportate, potrebbero investire di più nella nostra regione. “Serve maggiore progettualità per favorire gli investimenti” sottolinea Fratocchi, aggiungendo poi che “un altro aspetto critico è la rendicontazione: la troppa burocrazia paralizza le imprese tanto che, anche quando riescono ad ottenere fondi da bandi, non riescono a rendicontarli.” Il problema non diventa quindi spenderli e impiegarli, ma rendicontarli. “Un altro aspetto importante è legato ai tre campi della ricerca, dell’innovazione e delle imprese: sono tre realtà che sul territorio non si parlano e questo accade perché non si investe in conoscenza.”

Dopo le analisi dei tecnici, i commenti politici.

20160802_105548Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha sottolineato la necessità di non ragionare più per province. “Dobbiamo investire in progettualità. Perché l’economia aquilana non è stata affossata dal terremoto? Perché abbiamo sempre avuto piani strategici. L’Infn, l’Università che ci sono ora ci sono sempre state. Dobbiamo continuare a ragionare in questi termini e se stiamo parlando qui, nella sede del Gran Sasso Science Institute, è perché abbiamo avuto piani strategici”.

Analizzando poi i dati, Cialente afferma di essere stato colpito da quello dell’anzianità della popolazione: “Se pure riuscissimo a trattenere i giovani, cosa potrebbero fare a fronte dei tre quarti della popolazione anziana? L’Aquila e la sua provincia ha tanto territorio e poca popolazione: dobbiamo attirare nuova popolazione con piani strategici e offrendo servizi. In questo, territori poco abitati e poco sviluppati come la Valle Peligna possono uscirne vincenti”.

Infine, la burocrazia. “La Regione è lenta, le Province anche: e per una estrema contraddizione, si finisce di non fare per non sbagliare. La politica deve farsi catalizzatore delle aspettative dei cittadini”.

La chiusura del dibattito, affidata al presidente D’Alfonso, riporta l’attenzione sul futuro del Cresa, centro di ricerca e studi la cui chiusura sembra sempre più probabile: “Il Cresa deve essere svecchiato e sparruccato” sottolinea il governatore in uno dei suoi passaggi. “Siate ambiziosi,invasivi: rendete coinvolgente la vostra attività di informazione sui dati.  Dobbiamo imparare tutti che quando la Pubblica Amministrazione compie un lavoro lo deve anche rendicontare: dobbiamo avere un atteggiamento implacabile di valutazione. Se oggi il Cresa dovesse rendicontare il suo lavoro, saprebbe farlo? L’appaltistica e la cantieristica pubblica in Abruzzo sono cresciute del 70%: si sa? No, perché non c’è rendicontazione” incalza D’Alfonso.

L’importanza della valutazione e della rendicontazione, per il presidente della Regione, andrebbe poi a scoraggiare lo sperpero di risorse pubbliche e a incentivare gli investimenti.

“Mi sto battendo per un’alleanza Tirreno – Adriatico. Una L che tramite ferrovia colleghi la nostra regione con Bari e poi Brindisi, e via autostrada con il litorale laziale. In questo rientrano sia il Masterplan sia il Salva Mare Blu: ed è un caso che li abbiamo entrambi discussi qui?”

Una risposta che è già arrivata, a questa domanda, dal sindaco Cialente.

 

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