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L’Aquila. Il punto dell’Ance: poche le ditte aquilane nella ricostruzione

Un incontro – aperitivo per aprire l’Ance alla città: a fare gli onori di casa il neopresidente Ettore Barattelli che ha condiviso con giornalisti, professionisti e addetti del settore le problematiche legate alla ricostruzione dell’Aquila.

Sono 1436 le imprese iscritte alla Cassa Edile della provincia dell’Aquila, di cui 875 con sede legale sul territorio e ben 561 provenienti dal territorio nazionale: questo comporta una scarsa ricaduta in termini economici sulla città soprattutto ai fini della tassazione, con le aziende aquilane quasi del tutto tagliate fuori dal processo di ricostruzione, a vantaggio dei grandi gruppi imprenditoriali.

Non si tratta dell’unico tasto dolente evidenziato dal neo presidente. I ritardi nella ricostruzione pubblica sono notevoli, ha sottolineato Barattelli.”Rischiano di crearsi dei vuoti urbani spaventosi, non possiamo riportare in centro negozi e residenti senza, contestualmente, far rientrare anche gli uffici pubblici”. Tema caldo anche il blocco del Genio Civile, che comporta notevoli ritardi anche nell’avvio delle pratiche di ricostruzione delle abitazioni private:”Abbiamo proposto che le spese di istruttoria siano pagate dalle imprese con un cofinanziamento della Regione. Con quei soldi si potrebbero pagare gli stipendi di personale tecnico già formato. Se le pratiche non vengono esaminate non vengono finanziate e ciò diminusce il tiraggio rispetto ai fondi trasferiti dallo Stato. Il rischio è che, essendoci questa sproporzione tra fondi stanziati e fondi spesi, il Cipe possa diminuire gli stanziamenti

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