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L’Aquila, PNALM: orso marsicano a rischio

È sempre più concreto il rischio di estinzione dell’orso marsicano nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm), e uno dei motivi è la bassa presenza di femmine riproduttive: a tornare sulla questione è Franco Zunino, segretario generale dell’Associazione Italiana per la Wilderness (Aiw) e studioso dell’Orso bruno marsicano, il quale, sottolineando che «la vera cosa da capire è perchè questo numero di femmine si sia ridotto», individua la causa nella dispersione degli animali su un territorio che non è più in grado di offrire loro condizioni ideali per vivere. «Ovvio che oggi il rischio di estinzione sia legato al rischio di mortalità – scrive in una nota Zunino -. Ma come mai la popolazione non è aumentata dagli oltre 100 esemplari del 1970 e si è invece dispersa in mezzo centro Italia, quando in altri Paesi, forse un pò più seri del nostro (Usa, Spagna, Norvegia), è successo l’inverso? Nessuno lo dice. Eppure è la vera ragione della diminuzione della popolazione, perchè è ovvio che con la dispersione c’è stata una riduzione della natalità, oltre che un aumento della mortalità, a causa della presenza dell’orso in luoghi dove il rapporto con l’uomo non è lo stesso che esisteva ed esiste nel Parco e suoi circondari». Secondo Zunino, le dirigenze del Parco succedutesi nel tempo non hanno fatto abbastanza per arginare il problema. E senza mezzi termini spiega che per risolverlo servirebbero provvedimenti finora mai adottati, come «chiudere al turismo vaste aree del Parco, seminare campi di granoturco e altri cereali, incentivare la pastorizia ovina, controllare cinghiali e cervi, bloccare i progetti di urbanizzazione (strade, centrali eoliche, impianti fotovoltaici, rifugi, alberghi)». «Sono stati 135 i collaboratori che nel tardo autunno scorso hanno partecipato all’ultimo censimento dell’Orso marsicano – ricorda Zunino nella nota -. Nessuno ha pensato che, se quelle 135 persone fossero state utilizzate per seminare qualche campo di granoturco, avrebbero fatto di più per l’orso che non andando a spasso per il Parco». In aperto contrasto con l’approccio finora adottato per affrontare il rischio di estinzione, Zunino conclude così la nota: «prepariamoci. Non passerà molto tempo che studiosi e ambientalisti proporranno alle autorità l’introduzione di Orsi dalla Slovenia per rinsanguare la popolazione. Con buona pace degli abruzzesi (si intende la gente, non l’orso), che ci auguriamo sappiano almeno opporsi a furor di popolo contro una tale idea».

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