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L’Aquila, piani di ricostruzione per Fossa e Villa Sant’Angelo

Il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, ha firmato questa mattina l’accordo di programma sui piani di ricostruzione dei comuni di Villa Sant’Angelo e Fossa, rappresentati dai rispettivi sindaci, Pierluigi Biondi e Antonio Gentile. Dopo il protocollo siglato per la frazione aquilana di Onna, si tratta delle prime intese sottoscritte con le amministrazioni locali dopo l’entrata in vigore della legge Barca e il ritorno alla gestione ordinaria. “Un momento importante per il futuro dei comuni del cratere di Fossa e Villa Sant’Angelo – ha dichiarato il presidente Del Corvo – che oggi, con la sigla sul piano di ricostruzione hanno ufficialmente dato il via ad un iter, partendo dalla Provincia, che va verso la rinascita di piccole realta’ che caratterizzano il comprensorio aquilano e che vogliono fortemente tornare ad essere centri della vita quotidiana dei loro cittadini. Un profondo ringraziamento anche alla strutture tecniche della Provincia e dei Comuni che hanno collaborato per la messa a disposizione di tutte le documentazioni necessarie”. “Con questo atto si conclude la fase istruttoria delegata ai comuni – spiegano Biondi e Gentile – ora la palla passa al governo e all’Ufficio speciale per la ricostruzione che deve dare il parere di congruita’ economica: una cosa che speriamo avvenga presto perche’ c’e’ la volonta’ di partire subito con la rinascita dei nostri centri storici”. “Siamo soddisfatti per la celerita’ con cui si e’ giunti all’accordo di programma con la Provincia, e di questo ringraziamo il presidente Del Corvo e il settore Urbanistica dell’ente”, aggiungono i due sindaci. “L’essere arrivati a questo punto subito dopo Onna, il luogo martire del terremoto del 2009, ha anche un forte valore simbolico – proseguono – perche’ Villa Sant’Angelo e Fossa potranno rappresentare un esempio per la ricostruzione, in virtu’ dell’elevato grado di danneggiamento del patrimonio edilizio e della qualita’ architettonica del costruito”. “Se il governo garantira’ le necessarie risorse economiche e risolvera’ alcuni dei problemi che abbiamo posto sul tavolo – concludono – il 2013 potra’ essere salutato, finalmente, come l’anno della svolta”.

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