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L’Aquila, Nathalie Dompè: ora puntiamo sul biotech per le malattie rare

Bella, intelligente e creativa.
Nathalie Dompè alla conferenza stampa di questa mattina ha dominato la platea. E l’ha incantata.
Sì, perchè la manager Dompè ha una laurea in economia ma una passione per il teatro che pratica da anni: ecco svelato perchè questa prima apparizione in pubblico sembrava più l’intervento dotto di un avvezzo professore che la prima uscita ufficiale di una giovane alle prese con l’ingresso nell’azienda di papà… e che papà.
Per il suo “debutto” in rappresentanza della storica Dompè ha scelto L’Aquila, e certo altre occasioni non le mancavano. Perchè qui è nata Dompè, perchè qui venne per la prima volta nel 1994 all’età di 6 anni senza poter mai immaginare cosa sarebbe stato di questa città ove suo padre poneva allora la prima pietra, perchè il terremoto ha fatto ridiscutere i fondamentali della locale Università, con la quale Dompè è legata e, soprattutto, vuole legarsi di più per entrare nel biotech a gamba tesa.
Dai tempi della laurea honoris causa al bel Sergio (L’Aquila 2005) fino ai giorni nostri non ci sono stati passaggi epocali in azienda, ma questo III millennio ha fatto riorientare la bussola anche alla multinazionale aquilana, e la parola d’ordine adesso è: biotech per la ricerca sulle malattie rare. “Un settore rimasto insoddisfatto – dice Nathalie – sul quale ci sentiamo di essere competitivi, sarebbe miope pensare di competere sul mercato dei generici, inflazionato e a buon mercato per tutti. Noi facciamo ricerca e innovazione, da sempre, possiamo e vogliamo solo continuare: sta nel nostro codice genetico di famiglia”, perchè qualche lustro fa furono i trisavoli Dompè a cimentarsi con i primi rimedi di laboratorio, quelli che poi hanno portato alla creazione della grande industria farmaceutica.
“GENIale: disegnare il futuro con la biotecnologia” è il progetto che Dompè ha presentato insieme al Comune e all’Università dell’Aquila x coinvolgere 600 ragazzi delle ultime classi delle scuole medie: dal 19 novembre partiranno sessioni formative sulla biotecnologia e sulla sua storia nella ricerca con il contributo di giovani ricercatori laureati nell’Ateneo aquilano.
A supporto dell’iniziativa il Comune dell’Aquila, che ha visto nel progetto un segnale importante di vicinanza alla città e una possibilità di confronto e di prospettiva per le nuove generazioni. “Chi, più di noi aquilani, può comprendere quanto siano importanti i giovani per il futuro della società” – dichiara Stefania Pezzopane, Assessore alle Politiche Sociali, Cultura e Diritto allo Studio del Comune dell’Aquila. “Sosteniamo quindi con entusiasmo il progetto GENIale, che si coniuga pienamente con il più ampio impegno del Comune a sostenere la formazione e lo sviluppo delle eccellenze locali in cui risiedono le basi per una rapida ripresa e una solida crescita. É fondamentale, per i nostri ragazzi, creare le opportunità che meritano di avere e che meritano di poter sviluppare nel proprio territorio”.
Strategico, inoltre, il ruolo dell’Università dell’Aquila, riconosciuta nel panorama italiano per gli alti standard qualitativi garantiti sulla formazione scientifica. “Abbiamo accolto con piacere l’invito a partecipare al Progetto coinvolgendo due giovani, promettenti ricercatori universitari per le sessioni formative nelle scuole, la Dr.ssa Roberta Gentile e il Dr. Lorenzo Di Pietro” – dichiara Rodolfo Ippoliti, Prof. di Biologia Molecolare, Dipartimento MeSVA. “Le biotecnologie costituiscono una delle leve strategiche per il nostro territorio e per il Paese. Più in generale, rappresentano il vero incubatore dei prodotti innovativi in medicina e potranno offrire, nel breve futuro, opportunità di cura inimmaginabili nel recente passato”.
E a dimostrazione di questo, basta osservare gli ultimi trend. Uno dei comparti nel quale le biotecnologie hanno maggiormente dimostrato il proprio potenziale è sicuramente quello della salute: già oggi, i prodotti biotech costituiscono a livello mondiale il 20% dei nuovi farmaci autorizzati, oltre che il 50% dei farmaci in via di sviluppo.
Il progetto, inoltre, proporrà ai ragazzi un “contest” artistico che richiederà di rappresentare il loro punto di vista sulle biotecnologie. Al termine del concorso, gli elaborati saranno sottoposti al giudizio di una giuria e lo studente vincitore sarà premiato con un iPad, mentre la sua scuola di appartenenza riceverà una fornitura di libri, a carattere scientifico e non, per la biblioteca.
Tutti i ragazzi partecipanti, infine, saranno invitati all’Open Day Dompé presso il Centro Ricerche a L’Aquila, nella primavera del 2013, per “toccare con mano” come nasce lo sviluppo di un nuovo farmaco biotecnologico.

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