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L’Aquila: mercato piazza d’Armi, apertura a maggio

Gli ambulanti del mercato di piazza Duomo potranno insediarsi nel nuovo spazio di piazza d’Armi ai primi di maggio. Sta per finire l’odissea dei 130 piccoli commercianti dello storico mercato dell’Aquila, sparpagliati, da subito dopo il sisma, in diversi luoghi della periferia, fuori città o lungo la costa. I lavori per la realizzazione del mercato a piazza d’Armi – interrotti per mancanza di una parte dei fondi (300mila euro, necessari per realizzare la nuova viabilità nella zona di via Corrado IV, via Piccinini e via Beato Cesidio), sbloccati una decina di giorni fa – sono ripresi da martedì scorso. Torna a farsi sentire più ottimista anche il presidente della Fiva-Confcommercio, Alberto Capretti, che segue il progetto di spostare tutto il mercato a piazza d’Armi fin dal dopo terremoto, quando propose all’amministrazione comunale, alla Protezione civile e all’allora prefetto Franco Gabrielli piano e progetti.  Dopo alcuni mesi di blocco dei lavori ora le ruspe sono tornate a spianare il terreno per realizzare le rotatorie. «Ho buoni motivi per sperare che entro i primi giorni di maggio il mercato sarà pronto», ha spiegato Capretti, «abbiamo avuto degli incontri con i dirigenti delle Opere pubbliche regionali e quelli del Comune. I fondi attesi sono finalmente stati sbloccati e la ditta che doveva essere pagata ha avuto quanto dovuto. I presupposti per aprire a maggio ci sono», ha aggiunto il presidente della Fiva-Confcommercio, «ma ci vuole la volontà politica di farlo da parte del Comune e dei dirigenti delle Opere pubbliche. Quello di piazza d’Armi è un punto strategico in cui ricollocare il mercato che sorgeva a piazza Duomo. Per questo, noi continueremo a seguire i lavori, per assicurarci che tutto vada liscio fino all’apertura».
«Il mercato darebbe finalmente un po’ di pace agli oltre 100 ambulanti e riporterebbe anche movimento di turisti in città», ha detto Capretti, ricordando che «c’è una grande voglia di aprire nuovi banchi da parte di piccoli imprenditori in crisi, che hanno deciso di provare questa forma di attività commerciale. Mentre sono molti i negozianti delusi che verrebbero incoraggiati dall’apertura del nuovo mercato».
Numerosi gli ambulanti che, stanchi di aspettare la fine dei lavori e in difficoltà economica, intanto hanno abbandonato la loro attività: «Abbiamo perso almeno 15 operatori di suolo pubblico, che ora sono disoccupati oppure hanno cambiato lavoro».
Intanto, però, alcuni degli ambulanti che da tre anni hanno riaperto le loro piccole attività in altre zone della periferia (Pettino, Bazzano, Santa Barbara, Acquasanta e altri ancora) hanno perso l’entusiasmo nei confronti del progetto di piazza d’Armi e, pur avendolo difeso con manifestazioni di protesta nel corso di questi tre anni, ora hanno recuperato una parte della clientela persa dopo il terremoto e vedono con sospetto un nuovo trasferimento delle attività.
Fonte: il capoluogo

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