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L’Aquila: Menarini perde commesse, rischio chiusura

“L’Aquila rischia di perdere anche lo stabilimento Menarini, una delle poche aziende floride del territorio. Risulta gravissimo il quadro prospettato dal direttore generale del gruppo Menarini, Carlo Colombini, in relazione al decreto Monti e alle nuove prescrizioni dei farmaci generici, che farebbero perdere allo stabilimento aquilano il 70 per cento della produzione, relativa a farmaci con brevetto scaduto, che non possono essere prodotti da aziende farmaceutiche diverse da quella che ha depositato il brevetto”. A dichiararlo è il Responsabile Cisl dell’Aquila, Gianfranco Giorgi, che  evidenzia come “questa ennesima, negativa, notizia vada ad aggravare un quadro occupazionale e industriale desolante per il territorio aquilano. Il farmaceutico”, dichiara Giorgi, “è uno dei settori portanti del mercato locale, che garantisce il mantenimento di centinaia di posti di lavoro, e che doveva essere supportato e guidato nella crescita. Le dichiarazioni allarmistiche del manager della Menarini, sulla scorta di quanto stabilito dal Governo, fanno temere, invece, pesanti ripercussioni per lo stabilimento aquilano, che con la perdita del 70 per cento della produzione rischia la chiusura”.
Per la Cisl “la situazione è al limite e gli enti locali devono prenderne atto. La città dell’Aquila sta sprofondando e continua a perdere pezzi e occupazione. Il Gruppo Menarini, che ha cinque stabilenti produttivi in Italia  e circa 120 addetti, insieme alla Dompé e alla Sanofi Aventis rappresenta l’unico comparto solido, che ha retto bene anche dopo il terremoto. In più occasioni queste società hanno parlato di ampliamenti e investimenti sul territorio, che”, evidenzia Giorgi, “contribuirebbero a salvaguardare i livelli occupazionali e a creare prospettive di crescita”. “Invitiamo la Menarini a compiere uno sforzo perché il patrimonio farmaceutico dell’Aquila non vada disperso, considerando la penosa situazione in cui versa il comprensorio e le enormi difficoltà economiche. Infine”, conclude Giorgi, “un richiamo ai nostri politici a non pensare solo alla campagna elettorale, ma a salvaguardare, con uno sforzo maggiore, gli interessi della nostra comunità”.

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